Umbria
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Storia | Storia Città di Castello | Città di Castello

Cinta ancora per buoni tratti dalle mura cinquecentesche, Città di Castello si distende lungo la valle del Tevere, là dove i Romani avevano stabilito il municipio di Tifernum Tiberinum. Dopo essere stata saccheggiata e distrutta per opera di Totila durante le invasioni barbariche, Città di Castello viene ricostruita dal Vescovo Florido assumendo prima il nome di Castrum Felicitatis e poi, a partire dal X secolo, quello definitivo di Castrum Castelli. Comune durante il tardo Medioevo, fu soggetta di volta in volta a Perugia, alla Chiesa o a Firenze; solo nel `500, con Cesare Borgia, passò in modo definitivo nei territori posseduti dal Papato. L`antica storia di Città di Castello è testimoniata dagli edifici che furono sede delle antiche strutture amministrative come il Palazzo del Podestà, con facciata barocca del 1686, e il Palazzo Comunale, eretto in forme gotiche con un elegante portale e bifore.

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Chiese | Santuario della Madonna delle Grazie | Città di Castello

Il santuario della Madonna delle Grazie è nato come chiesa conventuale dei frati Serviti e solo nel 1960 è diventato parrocchia del rione di San Giacomo. La sua costruzione è stata iniziata nel 1363 ed è proseguita per qualche decennio fino alla consacrazione celebrata nel 1381. A testimonianza della struttura trecentesca rimangono soltanto il campanile e il fianco meridionale dell`edificio rivolto verso l`esterno, nel quale si apre un bel portale gotico sovrastato da un arco ogivale in pietra. La chiesa, infatti, ha subito nel tempo vari interventi di ristrutturazione, i più importanti dei quali nel 1587, nel 1643 e nel 1789, quest`ultimo dopo un devastante terremoto che causò ingenti danni alla città. Tra le opere interessanti che il santuario conserva, si segnala in particolare la tavola raffigurante la "Madonna in trono con il Bambino tra San Florido e San Filippo Benizi", unica opera certa di Giovanni da Piamonte che l`ha firmata e datata 1456. Oggetto di particolare devozione,

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Chiese | Chiesa di Santa Maria Infraportas | Foligno

In piazza San Domenico è situata la Chiesa di Santa Maria Infraportas, uno dei più significativi edifici romanici dell`Umbria. Risalente al secolo XI, presenta una semplice facciata con bifora e piccolo portico formato da quattro colonne, e un possente campanile. L`interno è diviso in tre navate, ma quelle laterali sono state aggiunte nel `400; molti sono i dipinti e gli oggetti d`arte che adornano la chiesa: da segnalare una splendida statua lignea raffigurante la Madonna col Bambino di fine XII secolo. Molto interessanti sono anche la chiesa di San Nicolò, che conserva opere dell`Alunno e del Conca; la chiesa del Santo Salvatore, costruita nel XII secolo come abbazia benedettina, con originali arazzi fiamminghi del `500 e varie opere pittoriche; la chiesa della Nunziatella, rinascimentale, con affreschi del Perugino. Nella pinacoteca si conservano opere risalenti in gran parte al XV secolo di Alunno, del Mezzastris, di Bartolomeo di Tommaso. Da vedere inoltre la gotica San Giacomo, l

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Chiese | La chiesa di San Francesco | Nocera Umbra

Eretta fra il XIV e il XV secolo, oggi sede della pinacoteca comunale, ospita oltre agli splendidi affreschi di Matteo da Gualdo, dipinti di scuola umbra e toscana.

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Chiese | Il Convento di Nocera | Nocera Umbra

Il convento di Nocera, intitolato a San Paolo Apostolo, si trova proprio al centro del paese; in mezzo agli stupendi paesaggi che l`Umbria ci riserva. I Carmelitani sono presenti dal 1$93 quando il Priore generale, Padre Galli, comprò sia il convento sia il terreno, prima appartenuti ai Cappuccini e, nel 1333, alle Monache Benedettine. In seguito al terremoto del dicembre del 1997, che ha danneggiato l`Umbria e le Marche, con gravi danni a Nocera, il convento e la chiesa sono stati notevolmente ristrutturati e resi agibili nel settembre del 2001. Le numerose camere per gli ospiti e un parco molto bello che circonda il convento, fanno del complesso noverino una bella casa d`accoglienza. Questa casa è nata dall`esigenza della Provincia di avere un luogo dove potere accogliere tutta la famiglia carmelitana, religiosa e laica, per un cammino spirituale e corsi di formazione. Da visitare inoltre la Chiesa di San Filippo in stile gotico, la Chiesa di Santa Chiara, con altari in legno dorat

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Chiese | La Basilica di San Benedetto | Norcia

La Basilica di San Benedetto presenta una facciata della fine del secolo XIV, in stile gotico. Il monumento, secondo la tradizione, sorge sopra i ruderi di un edificio romano del I-II secolo d.C., identificato come la casa natale del santo. L`interno, a croce latina, ha subito varie modifiche nel corso dei secoli, e non segue uno stile ben preciso: elementi romanici, gotici e barocchi si mescolano tra loro. Alle pareti si possono ammirare interessanti tele di pittori locali, riguardanti la vita del santo. Da ricordare il dipinto di Filippo Napoletano rappresentante l`incontro tra San Benedetto e Totila del 1621 e "La resurrezione di Lazzaro", di Michelangelo Carducci, del 1562. A metà circa della navata, attraverso due scalette laterali, si accede alla cripta, da dove si possono vedere i resti delle fondazioni del palazzo del I-II secolo d.C.

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Chiese | La Cattedrale di Santa Maria Argentea | Norcia

La chiesa ha origini molto antiche. Al tempo dell`Impero Romano, sull`area attualmente occupata dalla Castellina, sorgeva un tempio dedicato alla Dea Fortuna Argentea, che nel III secolo d.C. fu convertito al culto cristiano. I resti dell`antica pieve si possono vedere tuttora nei sotterranei della Castellina. L`attuale chiesa fu costruita tra il 1556-1570, in stile rinascimentale, con grandi arcani in pietra e cappelle gentilizie. Presenta una semplice facciata a capanna, e un elegante portale con imposte lignee del 1576. Nel lato sinistro sono da notare il portale gotico (già della demolita pieve), e la sistemazione antisismica con il muro a scarpata. Purtroppo danneggiata da eventi sismici, fu restaurata in stile Neoclassico nel XVIII secolo. L`interno conserva comunque numerose opere d`arte. Entrando, a sinistra, in una nicchia vi è il fonte battesimale, opera di un artista locale del XVII secolo. Sul primo altare di destra una tela di Giuseppe Paladini rappresenta San Vincenzo

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Chiese | L`ex Chiesa di San Francesco | Norcia

Degna di nota è la ex chiesa di San Francesco, uno dei più significativi esempi d`arte gotica della zona, con apprezzabili affreschi interni del XV e XVI secolo: oggi auditorium.

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Chiese | La Chiesa di Sant`Agostino | Norcia

Risalendo verso la parte più alta della cittadina troviamo la chiesa di Sant`Agostino. La chiesa conserva al suo interno altari barocchi in legno e cantoria in noce del secolo XVII, interessanti sono inoltre gli affreschi votivi nella controfacciata (dei secoli XIV-XVI) e nelle pareti laterali (dei secoli XVIXVII). Camminando per le vie di Norcia è anche possibile vedere numerosi palazzi gentilizi fatti costruire dalle famiglie più facoltose, con interessanti elementi architettonici e capolavori d`artigianato a decoro dei portali, dei balconi e delle finestre. Da segnalare il palazzo dei Cavalieri di Malta (secolo XVIII), già oratorio dei padri Filippini. Attualmente nel cortile del palazzo è possibile visitare "II museo della Civiltà Contadina". Degno di nota è anche palazzo Accica, sopratutto perché ospita l`archivio storico di Norcia. L`archivio, oggi in fase di riordino, ha restituito alla storia e alla cultura preziosi documenti, l`ultimo, in ordine cronologico, è un frammento de

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Costruzioni storiche | Porta Massari, Porta Palatina e Porta Romana | Norcia

Porta Massari o Ascolana in passato era l`ingresso principale, perché conduceva nelle zone della Sabina e del Piceno, aree con le quali Norcia aveva stretti legami commerciali. Nella parte più a settentrione, nei pressi di Porta Palatina, su un torrione, vi è lo stemma più antico del comune (1291): un leone rampante. Entrando da Porta Romana, percorrendo l`ottocentesco corso Sertorio, si arriva nella piazza principale: piazza San Benedetto. Qui si prospettano i monumenti più eleganti della cittadina.

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Palazzi storici | Il palazzo Comunale | Norcia

Il palazzo Comunale, costruito nel secolo XIII, fu restaurato in varie epoche, a causa dei frequenti terremoti. Del secolo XIII rimane il portico con colonne basse e tozze, dove un tempo vi era l`archivio notarile, la Grascia e la Gabella, di cui resta un`interessante tariffa daziaria del secolo XVII su una parete. La parte superiore del palazzo acquistò il volto attuale dopo il terremoto del 1859. La torre campanaria è del 1713, la porta principale della seconda metà del `500 opera di Antonio Marinucci, costruttore nursino che intervenne anche nei lavori della Castellina. Sul lato destro del palazzo comunale vi è la Basilica di San Benedetto.

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Costruzioni storiche | La Rocca Castellina | Norcia

La Castellina è una salda rocca quadrilatera, con torrioni angolari, costruita per volere di Papa Giulio III, a causa dei continui disordini che si succedettero nella prima metà del XVI secolo. La porta principale ci conduce nei locali della vecchia Cancelleria Civile e Criminale. Il cortile, al centro del palazzo, immette in una serie di ambienti: la sala di udienza, della cancelleria; le carceri; le scuderie e la sala di tortura, da cui attraverso un passaggio sotterraneo si può arrivare fuori le mura cittadine. Sulla fonte del cortile vi è una figura togata ricomposta, che i nursini identificano come la statua di Vespasia Polla, madre dell`imperatore Vespasiano. Al primo piano vi erano le sale di rappresentanza, la cappella, l`abitazione del Prefetto e della sua famiglia. Oggi, all`interno, è ospite il Museo Civico Diocesano.

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Chiese | Chiesa di San Francesco al Prato | Perugia

A fianco dell`Oratorio è situata la suggestiva chiesa di San Francesco al Prato: eretta a metà `200 dai francescani, ha una navata con transetto e abside poligonale; venne poi manomessa più volte a causa degli interventi di restauro tentati per arginare crolli dovuti al terreno franoso. Nel 1926 venne ripristinata la facciata originaria. La chiesa, oltre ad ospitare i sepolcri di Braccio Fortebraccio e del giurista Bartolo da Sassoferrato, conteneva molte opere d`arte poi trasferite altrove: per citarne solo alcune, lo "Sposalizio di S. Caterina" dell`Alfani si trova al Louvre a Parigi; la "Resurrezione" del Perugino è alla Pinacoteca Vaticana, come pure [-Incoronazione della Vergine" di Raffaello; la "Deposizione" di Raffaello è invece ospitata nella Galleria Borghese, sempre a Roma.

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Chiese | Oratorio di San Bernardino | Perugia

San Bernardino da Siena fu a Perugia cinque volte nella prima metà del `400: il santo influenzò profondamente la vita della città e ne sono un esempio la riforma degli statuti ("Statuta Bernardiniana") e la diffusione della devozione del nome di Gesù, testimoniata dal trigramma "IHS" presente su molti architravi. Bernardino venne canonizzato nel 1450 e subito i Priori decisero di onorarne la memoria costruendo appunto l`Oratorio. Capolavoro dell`architettura rinascimentale, la facciata venne scolpita da Agostino di Duccio; l`interno, a tre navate, è in stile gotico.

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Chiese | Chiesa di San Nicolò | Spoleto

Chiesa gotica, costrutita nel 1304, danneggiata da un incendio nell`800 e restaurata negli anni `70; la facciata presenta un bel portale ogivale; accanto c`è l`ex convento in cui nel 1512, alloggiò Lutero.

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Chiese | Santa Eufemia | Spoleto

Si accede a questa chiesa attraverso il cortile del palazzo Vescovile. La struttura risalente forse al XII° secolo, è interessante: con una semplice facciata, ha l`interno basilicale a tre navate, con tre absidi e unica in Umbria, matronei; sul`altare maggiore un bellissimo paliotto in marmo del XIII° secolo.

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Costruzioni storiche | Porta Romana | Todi

Porta Romana costituisce l`ingresso principale della città: fu costruita al tempo di Gregorio XIII (1572-85) che impresse il suo nome in cima all`arco. La zona circostante conserva ancora oggi il termine dialettale di "fò riporta" che viene spesso usato dai tuderti (i tuderti sono i cittadini di Todi: il termine deriva dalla parola latina tuder per indicare questo posto. Girando a sinistra della porta si segue esternamente il terzo cerchio di mura eretto nel periodo medioevale durante la massima espansione della città: gli altri due cerchi costruiti a difesa di Todi sono invece di periodo etrusco nella parte più alta del colle, e di epoca romana nella parte del colle situata più in basso. Porta Nuova e Porta Amerina sono le successive porte che s`incontrano seguendo la strada che porta al centrocittà.

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Costruzioni storiche | Porta Amerina | Todi

Porta Amerina è più conosciuta con il nome di Porta Fratta, che significa divisa, rovinata (anticamente era detta anche "scartata"). Davanti a Porta Fratta vi è la discesa delle piagge, poco più avanti, all`altezza della seconda torre, si raggiunge, per una via in discesa, il fabbricato che costituiva il monastero di Sant`Arcangelo, detto "delle fontanelle" dalla vicina fontana. Del monastero non vi è più traccia mentre restano ben conservate le fontanelle composte da due archi in pietra a tutto sesto.

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Informazioni Turistiche | Piazza del Comune | Montefalco

Piazza del Comune È il cuore della città medievale, trovandosi al centro dell`abitato e nel punto più alto; ad essa convergono le vie principali dalle antiche porte, presso ciascuna delle quali esistevano un tempo le primitive chiese parrocchiali. Sulla grande piazza, luogo ideale della vita politica e amministrativa dell`antico libero comune, si affacciano, oltre il palazzo comunale, il palazzo del podestà (oggi Servili, completamente rinnovato nella sua facciata con arco serbano alla fine del secolo scorso), nonché le abitazioni di alcune famiglie nobili di grande pretigio: Agatoni (n. 20), Bontadosi (n. 19), Calvi (n. 2), De Cuppis (n. 9), Degli Abbati (n. 9), Santi-Gentili (n. 16), Senili (n. 12), ecc. Nel secolo XIII vi esisteva già il piccolo oratorio di S. Maria di Piazza. Soltanto nel 1705 fu iniziata la costruzione di una chiesa importante, quella dedicata a S. Filippo Neri (nel 1895 trasformata in teatro). Malgrado nessuno degli edifici attuali rivesta eccezionale carattere

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Informazioni Turistiche | Chiesa di S. Francesco e Museo civico | Montefalco

La chiesa di S. Francesco fu costruita tra 111335 e 111338 dai frati Minori e corrisponde al terzo insediamento francescano nell`ambito montefalchese, ma il primo entro le mura. Officiata dai frati fino al 1863, la chiesa in quell`anno passò in proprietà al comune di Montefalco e dal 1895 divenne sede del Muse Civico. Nel 1990 il ripristino di locali (ex conventuali) adiacenti alla ex-chiesa ha permesso la realizzazione di una struttura museale articolata in tre spazi espositivi: la ex-chiesa, cui si è tentato di restituire l`aspetto originario, la Pinacoteca, dove sono conservate tutte le opere mobili (tele, tavole, affreschi staccati, provenienti da altre chiese e luoghi del territorio comunale), e infine la cripta, in cui sono raccolti i reperti archeologici ed altre sculture e frammenti di varie epoche. La Chiesa: contiene numerosi affreschi che vanno dal XIV al XVI secolo. OPERE D`ARTE PRINCIPALI - Abside centrale: affrescata da Benozzo Gozzoli nel 1452, su commissione

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Musei e Biblioteche | Pinacoteca | Montefalco

OPERE D`ARTE PRINCIPALI - Sala del Melanzio: Madonna col Bambino tra Santi (tavola del 1487); Madonna in trono tra Santi (tavola del 1488); Madonna in trono col Bambino tra Santi (tela del 1498), considerata una delle migliori opere dell`artista; Madonna del Soccorso (tela ca. 1506). - Altre opere: Crocifisso ligneo di pittore spoletino (fine sec. XIII); tavola con Madonna col Bambino, attribuito a giottesco umbro degli inizi del secolo XIV; Cristo Crocifisso tra Vergine e Santi, opera della bottega di Niccolò di Liberatore detto l`Alunno (tavola e scultura lignea della seconda metà del sec. XV); tela con Madonna col Bambino, opera della bottega di Melozzo da Forlì (seconda metà del sec. XV); tavola con S. Vincenzo, S. Illuminata e S. Nicola da Tolentno, opera di Antonio Aquili detto Antoniazzo Romano (fine sec. XV), modificata in parte dal Melanzio verso 111515; piccola Crocifissione, attribuibile allo stesso Melanzio; copia dell`Assunta di Guido Reni (già nella chiesa dei Filippi

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Chiese | Chiesa di Sant`Agostino | Montefalco

Nel 1275 il Comune di Montefalco donò ai frati Agostiniani, già presenti presso la distrutta chiesa di S. Maria «de plateola» (resti in un locale prospiciente la vicina Piazzetta Mustafà, oggi sede della Banca Popolare di Spoleto), la chiesa dedicata a S. Giovanni Battista, la quale, fra il 1279 e il 1285, venne da essi ricostruita dalle fondamenta con l`intitolazione attuale. Nel 1327 ebbe aggiunta una navata minore sul lato destro (come ricorda l`epigrafe apposta sopra la porta laterale). Nel 1466, sull`altro lato, fu costruito il chiostro conventuale (di cui è in corso il ripristino). Dal 1978 gli Agostiniani hanno definitivamente abbandonato Montefalco. OPERE D`ARTE PRINCIPALI - Parete sinistra: Madonna della Misericordia e resti di Presepio, di Giovanni di Corraduccio (inizio sec. XV); nicchia con dipinti di Bernardino Mezastris e statua lignea di S. Nicola da Tolentino (sec. XV); grande affresco con Incoronazione della Vergine, attribuito ad Ambrogio Lorenzetti (s

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Chiese | Chiesa di S. Maria di Piazza | Montefalco

Una chiesa di S. Maria «de platea» è documentata fin dagli inizi del secolo XIII: in essa si riunivano i consigli comunali di Coccorone e poi di Montefalco. Intorno a11500 fu concessa dal Comune alla fiorente confraternita del Sacramento. Nel 1571 il vescovo di Gaeta, in visita apostolica, vedendo i «corami» decorati che ne ricoprivano le pareti, ordinò ai confratelli di venderli per provvedere ai necessari restauri dell`edificio. Nel 1610 il vescovo di Spoleto Maffeo Barberini ordinò il trasferimento della confraternita presso la collegiata, ma il Comune vi si oppose. OPERE D`ARTE PRINCIPALI - Affreschi commissionati dalla confraternita al Melanzio nel 1517: Madonna col Bambino in trono e S. Gregorio, S. Girolamo nel deserto (perduto), i Ss. Fortunato e Severo; tracce dell`Annunciazione. - Inginocchiatoio ligneo degli inizi del secolo XVI. - Presso l`ingresso: colonnina altomedievale con acquasantiera.

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Chiese | Chiesa di S. Lucia | Montefalco

Della fine del secolo XII, documentata la prima volta nel 1220, fondata dai monaci benedettini dell`abbazia di S. Stefano di Mandano di lìevi e dipendente successivamente dal priorato, pure benedettino, di S. Maria di Turrita. Nella chiesa, durante tutto il secolo XIII, risultano rogati numerosi atti notarili. Nel 1231 il vescovo di Spoleto Niccolò unì ad essa altre chiese rurali dipendenti dagli stessi monaci: S. Valentino di Turrita, S. Paolo e S. Giovanni di Cortignano. Nel 1295, insieme ai vasti possedimenti dei benedettini di Turrita, passò in proprietà al capitolo del Duomo di Spoleto, che la lasciò in abbandono. Invano il Comune di Montefalco, nel 1793, decise di «ostare con tutti i mezzi legali» alla demolizione già in atto della parte posteriore pericolante. Da allora fu ridotta alla sola parte anteriore, ma anche di questa crollò il tetto, provocando la perdita delle numerose antiche pitture che la decoravano. La chiesa fu recuperata con un primo restauro nel 1926, poi ripres

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Chiese | Chiesa di S. Bartolomeo | Montefalco

È una delle più antiche parrocchie, sorta a fianco di una porta della primitiva cinta muraria; è documentata per la prima volta nel 1219; fra 111222 e 111238 ad essa furono unite diverse chiese rurali, fra cui alcune parrocchie, e dalla seconda metà del secolo XIV assorbì tutte le prerogative della pieve di S. Fortunato. Nel 1489 furono eseguiti dai maestri Rosso e Giacomo «lombardi» importanti lavori, specie nella parte absidale, che nell`impianto romanico risultava sopraelevata. Nel 1599, per interessamento del Comune, fu eretta in collegiata e chiesa matrice, con l`assorbimento delle parrocchie urbane di S. Maria di Turri, S. Giovanni di Colle Mora, S. Lorenzo, e di quella rurale di Casale. Per l`insufficienza dell`edificio, fin dal 1610, se ne decise l`ampliamento: i lavori, iniziati nel 1638, terminarono nel 1646. La chiesa però fu consacrata soltanto nel 1728 dal vescovo di Spoleto Carlo de Benedictis. OPERE D`ARTE PRINCIPALI - Dietro l`altare maggiore: tela con Madonn

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Chiese | Chiesa di S. Maria Maddalena | Montefalco

Costruita nel 1269 circa presso un monastero di Terziarie Francescane, ampiamente restaurata nel 1461, fu quasi del tutto rifatta nel 1726, quando la costruzione delle volte finì col pregiudicare la statica dei muri perimetrali; un recente intervento (1978) ha tentato il risanamento dell`intero edificio. OPERE D`ARTE PRINCIPALI - Sulla sinistra: due Santi e Crocifissione attribuibili al pittore folignate Cristoforo di Jacopo (1488 ca.); S. Nicola da Tolentino di maniera di Tiberio d`Assisi. Lungo la parete vi è la tomba di Don Brizio Casciola (1871-1957), sacerdote di grande pietà e cultura. - Sull`altare: statua dell`Addolorata del 1751, ricoperta da una tela di Clemente degli Abbati (sec. XVII); sotto la mensa, statua lignea del Cristo morto molto espressiva (sec. XVII). - Sulla destra: San Nicola da Tolentino, resto di ampio affresco di Francesco Melanzio (1515). Nella chiesa è conservata una statua lignea del Cristo Risorto del `700, (della confraternita di S. Nicola d

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Chiese | Chiesa della Madonna delle Grazie | Montefalco

Anticamente fu parrocchiale dedicata a s. Lorenzo, documentata dal sec. XIII in poi. Tra il 1486 e il 1489 subì radicali restauri, affidati ad un maestro Stefano Donini da Nesso e al maestro locale Antonio di Ser Vitale. Nel 1510 il pittore Francesco Melanzio fu, in questa chiesa, testimone ad un atto. La visita pastorale del 1713 vi ricorda un dipinto con Madonna col Bambino, guasto e bisognoso di restauro. Si tratta molto probabilmente dell`immagine che si disse «scoperta» i17 agosto del 1769, la quale per i suoi miracoli diede la nuova intitolazione alla chiesa. Questa è stata ampiamente restaurata nel 1907. Di recente, nella casetta quattrocentesca contigua, è stata scoperta l`antica facciata romanica e quel che resta del semplice portale a due ghiere e a tutto sesto. OPERE D`ARTE PRINCIPALI - Sull`altare: Madonna col Bambino, frammento di affresco molto guasto e ridipinto attribuibile al Melanzio. - Parete sinistra: tela con la Pietà del pittore locale Clemente degli A

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Chiese | Chiesa di S. Chiara | Montefalco

S. Chiara da Montefalco, abbadessa del monastero agostiniano, (fondato dalla sorella, la b. Giovanna), nel 1303 ottenne dal vescovo di Spoleto l`autorizzazione a costruire una chiesa dedicata alla S. Croce e a S. Caterina. In quella chiesa la santa morì nel 1308 e vi fu sepolta. Nel 1430 però era compiuta la costruzione di una nuova grande chiesa, dove, i126 giugno, fu trasferito il corpo della santa. Il comune di Montefalco vi possedeva una cappella dedicata all`Assunta, che fece dipingere nel 1577 dal pittore Raffaele da Rimini. Nel 1599, però, si propose la ricostruzione di un tempio più vasto ed elegante, del quale soltanto nel 1615 il vescovo di Spoleto Maffeo Barberini (il futuro papa Urbano VIII) pose la prima pietra. Si tratta dell`edificio attuale, il cui disegno si può attribuire all`architetto perugino Valentino Martelli, dal 1603 cittadino onorario di Montefalco. Tra 111641 e 111643 si riuscì a gettare le volte delle navate, mentre al posto dell`attuale transetto restava an

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Chiese | Chiesa di S. Illuminata | Montefalco

In questo luogo, nella seconda metà del secolo XIII, Damiano di Bengente fece costruire un «carcere» o «reclusorio» per la figlia Giovanna, la quale vi accolse alcuni anni dopo la sorellina di 6 anni, Chiara, insieme ad altre compagne. Verso il 12801a comunità si trasferì poco lontano dove oggi sorge il monastero di S. Chiara, mentre qui si formò una nuova famiglia religiosa, che, nel 1302, ebbe la regola di S. Agostino. Nel 1304 si diceva che la chiesa era stata costruita da poco («nuper constructa»). Ma poi le religiose, nel 1480, si unirono a quelle del monastero di S. Chiara da Montefalco. Allora, il generale degli Agostiniani, frate Anselmo da Montefalco, nel 1491, favorì l`introduzione in questo luogo dei suoi frati riformati (detti «di Lombardia»), i quali ricostruirono totalmente chiesa e convento fra il 1492 e il 1500 (data del portale della chiesa). Nel 16531a comunità fu soppressa e la chiesa assorbita dalla collegiata di S. Bartolomeo. Dal 1910 al 1975 passò ai padri Capp

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Chiese | Chiesa di S. Maria del Paradiso | Montefalco

Anticamente ebbe il titolo di S. Maria del Paradiso ed era annessa all`ospedale dei poveri di S. Leonardo, di cui si hanno notizie fin dal 1205. Nel 1475 gli amministratori dell`ospedale affidarono la decorazione del suo interno al pittore spoletino Jacopo di Vinciolo; poi nel 1479 passarono l`incarico, forse di completamento dell`opera, ad uno sconosciuto frate Jacopo minorita. La sera del 4 luglio del 1492 dal contiguo monastero agostiniano di S. Chiara da Montefalco uscirono 14 suore, «per star sotto più stretta Regola» (quella francescana); ad esse il Comune cedette, come ricovero provvisorio, i locali dell`ospedale, dove poi rimasero definitivamente. Nel 17891e monache decisero di rinnovare completamente l`interno della chiesa, affidandone l`incarico della decorazione allo stuccatore milanese Marco Negri. I dipinti quattrocenteschi vennero pertanto cancellati, per dar luogo ad un gradevole interno di gusto ormai neoclassico. OPERE D`ARTE PRINCIPALI - Altare di sinistra: M

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