Umbria
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Chiese | CHIESA DI S. MARIA DEI LAICI (O DEI BIANCHI) | Gubbio

Nel 1326 iniziò la costruzione della Chiesa della Misericordia e dell`omonimo nosocomio. Questi edifici furono detti anche di S. Maria del Mercato (per la loro ubicazione vicina al Campo Mercatale) o dei Laici o dei Bianchi poiché appartennero alla confraternita laicale dei Disciplinati Bianchi. Questo nosocomio prese il nome di Ospedale Grande quando in esso nel 1505 vennero riuniti tutti i nosocomi di Gubbio e funzionò fino a quando sorse il grandioso Ospedale Civico attuale, nel 1766. In tale epoca fu restaurata e un po` modificata la chiesa; si nota infatti, tra l`altro, il portale settecentesco, che sostituì il gotico. La cappella sotterranea (cripta) (a cui si accede a metà navata) era tutta dipinta; gli affreschi, di Giacomo di Beda di Benedetto (`400), furono quasi tutti staccati e trasferiti al Museo Diocesano della Cattedrale a causa dell`umidità del luogo. Questi rappresentano la storia della "Passione del Cristo". L`opera pittorica più importante è dell`eugubino Felice D

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Chiese | EREMO DI S. AMBROGIO | Gubbio

Nel 1331 il vescovo eugubino Pietro Gabrielli radunò tutti gli eremiti sparsi nel comprensorio e privi di una regola in questo eremo situato alle pendici del monte Foce, proprio nei luoghi ove sorse una delle prime civiltà italiane. A quest`epoca risalirebbe la chiesa, dedicata al vescovo, dotto ed asceta S. Ambrogio; è un rifacimento di un`altra più antica. Quivi hanno onorata sepoltura corpi di personalità insigni tra cui il Beato Arcangelo Canetoli, la cui cella è stata di recente completamente ricostruita a seguito dei lavori di ristrutturazione che hanno interessato l`intero complesso, e il celebre giuriconsulto Agostino Steuco, segretario del Concilio di Trento. Vi si conservano quadri di scuola eugubina tra cui un dipinto di Annibale Beni (`700), raffigurante il "Beato Canetoli in preghiera". Questo eremita visse diversi anni in questi luoghi fino alla sua morte, che avvenne nel 1513. Interessante e anche notevole è un affresco in cui è raffigurato "Gesù in Croce e, ai l

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Territorio | GOLA DEL BOTTACCIONE ED ANTICO CONDOTTO | Gubbio

Vi si giunge partendo da porta Metauro, detta anche di S. Croce. Questo luogo è diventato famoso a seguito degli studi del Premio Nobel, Luis Alvarez, sull`abbondanza di iridio nelle rocce eugubine. Tuttavia questa Gola, situata tra i monti Ingino e Foce, era già ben conosciuta da turisti e studiosi per diversi aspetti: paesaggistici, storici, architettonici, geologici, paleontologici, ecc. In effetti in questi ultimi anni sulle rocce della Gola del Bottaccione sono state condotte ricerche geologiche e paleontologiche molto importanti. Come in un libro aperto, vi si legge la storia dell`evoluzione della Terra. In una suddivisione stratigrafica si osservano diverse forme di microrganismi fossili, che danno agli studiosi preziose informazioni del lontanissimo passato. Da tempo è da molti suggerito l`allestimento di un Museo paleontologico e preistorico direttamente sul posto o comunque nelle immediate vicinanze. "Bottaccione" è un nome che deriva da bottaccio, bacino artificiale. E`

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Palazzi storici | CASA DI S. UBALDO | Gubbio

Questo edificio, ora sede del Centro di Studi Umbri, ha la facciata che presenta le caratteristiche del periodo in cui viene costruito l`antistante Palazzo dei Consoli. La tradizione vuole che in questa casa sia dimorata la famiglia Baldassini e lo stesso S. Ubaldo. Quivi, come abbiamo detto, è esposto l`affresco di Guido Palmerucci "S. Antonio abate", sta-cato dalla nicchia laterale della Chiesa di S. Maria dei Laici. E` affascinante notare da questo punto di via Baldas -ni le quattro ardite arcate trecentesche, che sorreggono Piazza Grande, tra i due colossali palazzi storici (dei Consoli e del Podestà)

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Palazzi storici | PALAZZO DEL PRETORIO (O DEL PODESTA`) | Gubbio

Nel 1349, epoca dell`inaugurazione del Palazzo dei Consoli, stava sorgendo il Palazzo del Podestà. Questo palazzo fu "esecutivo" a differenza dell`antistante "legislativo". L`autore dello stesso (molto probabilmente, come abbiamo detto, il Gattapone) lo aveva progettato altrettanto sublime come il gemello, con il quale, assieme alla Piazza Pensile, formano un solo complesso triadico architettonico. Dalle riformanze risulta che il Gattapone fu più volte incaricato, in qualità provvisoria, di "mensurator e geumetra", di verificare ufficialmente se il lavoro fosse eseguito dagli appaltatori secondo gli schemi e contratti stabiliti. L`architetto divise la parte centrale palazzo in tre sale a volta a crociera sorrette da una colonna centrale: di rappresentanza, delle assemblee popolari e del Consiglio. Il palazzo non fu ultimato data l`urgenza di terminare presto i lavori, in quanto le possibilità economiche comunali si facevano sempre più difficili ed incominciava ad infierire la peste

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Informazioni Turistiche | Piazza Grande - Gubbio | Gubbio

Intorno al 1483 fu completata, tra il Palazzo dei Consoli e il Palazzo Pretorio, la Piazza Pensile, con la costruzione della metà meridionale della stessa. I quattro voltoni che sostengono la piazza non furono costruiti esattamente come li aveva ideati l`architetto. Il lavoro rimase incompleto. Il disegno originario, infatti, come si può notare dalla disposizione dei conci, ad intercalare, prevedeva le arcate collegate da un muraglione e, inoltre, la costruzione di un porticato, che rendesse armoniosamente unita la gigantesca struttura. Nel 1520 il Comune deliberò di erigere un porticato su tutta la linea dei lato meridionale della piazza, ad uso dei mercati. In una incisione (di J. Blaeu) della metà del XVII secolo si può notare il portico integro congiungente ì due storici palazzi. Sappiamo che poi pericolò e fu ricostruito nel 1812; demolito nel 1839 (F. Ranghiasci), fu sostituito dal semplice parapetto che oggi vediamo. Da via Baldassini si notano due stemmi nella parete meridio

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Territorio | IL PARCO RANGHIASCI BRANCALEONI | Gubbio

Dall`estate del 1996 è stato recuperato e riaperto al pubblico, il Parco Ranghiasci Brancaleoni. Trattasi di un`oasi verde unica nel suo genere, situata alle pendici nord del Monte Ingino. La superficie è delimitata nella parte superiore dalle Mura Urbiche, dalle quali degrada dolcemente fino a costeggiare, per tutta la sua lunghezza, Via della Cattedrale. L`ingresso principale è posto in via Gabrielli, accanto a Porta Metauro, ma è possibile accedervi anche da un ingresso laterale posto in via della Cattedrale, a poche decine di metri dal Palazzo Ducale. Il Parco fu voluto e realizzato verso la metà dell` 800 dal Marchese Francesco Ranghiasci Brancaleoni, che in quel periodo era stato appena nominato Gonfaloniere della Città di Gubbio (1842). Lo stile realizzativo subiva forti influenze provenienti dalla cultura anglosassone, per i numerosi suggerimenti proposti dalla giovane moglie inglese del Marchese, Matilde Hobouse. La nobildonna infatti, anche per il parco, volle ricreare un

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Musei e Biblioteche | MUSEO ARCHEOLOGICO | Gubbio

Dopo lunghi interventi di restauro, nel 1997 è stato possibile allestire il Museo Archeologico, attualmente ubicato nelle costruzioni del Palazzo dei Consoli. Ai locali che ospitano la nuova sezione archeologica, è possibile accedervi da Via Gattapone, che raggiunge la parte posteriore del Palazzo. Gli ambienti, a seguito della recente ristrutturazione, hanno riacquistato l`originaria sobria maestosità architettonica e sono costituiti da quattro stanze che consentono un comodo percorso conoscitivo, strutturato con l`individuazione di tre periodi ben datati della storia eugubina: "Territorio Eugubino fra il VI e V sec. a.C.", "Iguvium, Il municipio Romano" e "La città ed il territorio fra antichità e medioevo". Lungo ogni percorso vari pannelli illustrano analiticamente la storia di Gubbio, supportati anche da schede illustrative. La raccolta dei reperti che ebbe inizio dopo la prima metà dell`Ottocento, vide confluire in questo stesso edificio, ma al piano superiore, oggetti proven

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Palazzi storici | PALAZZO BENI | Gubbio

E` un`imponente costruzione eretta negli ultimi anni del `300 dai Beni (ghibellini) al loro rientro dall`esilio. Ben conservato all`esterno, ad eccezione del portale che nel sec. XVII sostituì l`originario, determinandone una deplorevole deturpazione. L`interno dell`edificio è stato di recente ristrutturato. In questo palazzo soggiornarono i papi Martino V nel 1420 e Giulio II nel 1506. Nella stessa via in cui si trova il palazzo, ossia in via Cavour (già della Dogana), al n. 11 è il Palazzo Toschi Mosca (un tempo Ondedei Bentivolgli) ora sede dell`Astenotrofio omonimo. Non si vedono segni delle primitive strutture architettoniche dopo che fu ristrutturato nel XVIII secolo. D`effetto è la barocca sala maggiore con decorazioni in stucco.

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Palazzi storici | PALAZZO PAMPHILY | Gubbio

E` situato in piazza Bosone (al n. 7) ed è nato dalla riunione di più edifici antichi. E` interessante perché fa parte di quelle costruzioni che segnano un momento di transizione architettonica: infatti in esso l`architetto ha saputo ricavare dalle forme austere, linee che sono già un preludio allo stile rinascimentale grandioso e leggiadro.

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Palazzi storici | EX OSPEDALE DI S. SPIRITO | Gubbio

Tale costruzione, che si affaccia in via Cairoli e fiancheggia via Gioia, fu fatta edificare nella prima metà del XIII secolo dal Vescovo Villano (come leggiamo nei vecchi testi che non ci offrono ulteriori dati). Vi si notano due bifore appartenenti alla facciata del vecchio ospedale. Nel 1467 Federico da Montefeltro fece trasformare l`ospedale in convento (S. Maria del Paradiso) per le suore sparse nei piccoli monasteri del territorio. Nel giardino retrostante è ancora intatta la Cappellina del Convento con affreschi cinquecenteschi di scuola eugubina, non tutti di buona fattura; alcuni forse di B. Nucci. Sempre nello stesso complesso, ma con l`ingresso situato in Via Gioia, è stato da qualche anno costituito, a seguito di grandi opere di ristrutturazione, il "Centro Congressi Santo Spirito", che è diventato ben presto perno di un`intensa attività culturale, non solo locale, fatta di dibattiti, conferenze e convegni. La struttura, nella parte sud, si affaccia su una Piazza di rece

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Palazzi storici | PALAZZO DUCALE DEI MONTEFELTRO | Gubbio

Il duca Federico da Montefeltro, versato anche nell`arte edificatoria, volle fare costruire nella sua città natale uno dei palazzi più belli del primo Rinascimento: il Palazzo Ducale dei Montefeltro. Sorse (come abbiamo già detto) a ridosso dell`antica Residenza Comunale divenuta poi Palazzo della Guardia quando i Consoli si trasferirono nel Palazzo del Popolo. Durante i recenti lavori di restauro si è potuto confermare che le due costruzioni si basano su precedenti strutture di epoche diverse. La costruzione dell`edificio rinascimentale iniziò verso il 1471 e nel 1474 gran parte era stata compiuta. ESTERNO Esteriormente il palazzo è alquanto deludente; forse per decisione dello stesso Duca che desiderava appartarvisi quando soggiornava a Gubbio. La facciata principale dava sul versante opposto a quello che fronteggiava il Duomo. La struttura portante di tutto l`edificio è costituita dal suddetto vecchio palazzo, del XII secolo, che poggia su una galleria (Voltone) for

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Chiese | CHIESA DI S. GIROLAMO | Gubbio

Nel 1358 il vescovo di Gubbio Giovanni da Morlacca dette il permesso a tre pii eugubini, appartenenti alla Compagnia dei Disciplinati del Crocefisso, di ritirarsi a vita ascetica presso un oratorio dedicato a S. Girolamo purché professassero la Regola di S. Agostino (risalente al XII sec.) e vestissero un abito simile a quello degli eremiti del monastero di S. Ambrogio. Essi costruirono una chiesa ed ampliarono l`abitazione per accogliervi altri compagni. Verso la fine del `400 il Convento di S. Girolamo passò in possesso dei Frati Minori, che edificarono una nuova chiesa (quella attuale) e ripararono ed ampliarono il vecchio edificio di cui rimangono avanzi. Pregevole è il Crocefisso opera di Innocenzo da Patralia, lo stesso autore del Crocefisso venerato nel Convento di S. Damiano in Assisi (`600). Attualmente quivi ha sede una Comunità per Recupero Psico-fisicosociale ove persone sane ed handicappate convivono allo scopo di perfezionarsi a vicenda. Tale iniziativa lodevolissima s

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Chiese | CHIESA DI S. DOMENICO | Gubbio

Dove ora sorge questa chiesa esisteva, forse prima del secolo XI, una pieve dedicata a S. Martino, che fu ampliata alla fine del `200 o ai primi del `300. L`archivio del convento andò disperso quando i Domenicani furono chiamati ad altra missione nel secolo XIX. Non potendoci perciò avvalorare di documentazioni relative, possiamo solo presumere, in base a diverse considerazioni confluenti e affiancandoci ai pareri della maggioranza dei cronisti, che la forma attuale è una sostanziale trasformazione che dovrebbe risalire ai primi del `500, epoca in cui la chiesa fu accorciata dal lato della facciata e allungata dal lato dell`abside, le fu aggiunta la crociera e furono sostituiti i grandi archi trasversali con la volta. Fu rimaneggiata nel 1765. INTERNO Recenti modifiche hanno portato alla scoperta di cappelle trecentesche con affreschi della migliore scuola pittorica eugubina, che contribuiscono, assieme agli altri dipinti collocati lungo le pareti, a formare una raccolta

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Chiese | CHIESA DI S. FRANCESCO DELLA PACE | Gubbio

"Sul principio del `500 - scrive U. Paris - i Frati Minori del Convento di S. Francesco in Gubbio supplicarono il Gonfaloniere affinché volesse approvare l`erezione di una Chiesa nel quartiere di S. Andrea dove era la grotta in cui per due anni visse il lupo ammansito da S. Francesco ..."Il Gonfaloniere con una lettera in data 30 Novembre 1503 approvò l`istanza... La chiesa fu affidata alla cura dell`Università dei Muratori. In essa si può vedere una grossa pietra sopra la quale, secondo la tradizione popolare, il Santo "... predicando si fece dare la zampa con patto di non fare più danno alcuno et con patto d`essere dalla città nutrito..". Tra il 1872 e il 1873 fu ritrovato lo scheletro di un lupo in via Savelli Della Porta (già delle Fonti) sotto una vicina nicchia presso il n. 43, ancora esistente (detta del Crocefisso); proprio in questo luogo la tradizione indicava fosse la tomba del lupo famoso. Nella stessa chiesa sono esposte le statuette dei tre Santi (Ubaldo, Giorgio e Ant

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Chiese | BASILICA DI S. UBALDO | Gubbio

E` situata in cima al monte Ingino. Vi si giunge attraverso una comoda strada panoramica o tramite una funivia che parte dal lato est della città nei pressi di porta Romana. Il tempio fu edificato, trasformando un`antica pieve dedicata a S. Gervasio, a spese delle duchesse Elisabetta ed Eleonora Della Rovere. I lavori incominciarono nel 1514. In questo santuario furono trasportate le spoglie del veneratissimo S. Ubaldo dalla Cappella che appositamente e provvisoriamente gli Eugubini avevano costruita vicino alla Rocca Anteriore per la "Traslazione del sacro Corpo" (dalla città) avvenuta 1` 11 settembre 1194. Straordinariamente dopo circa otto secoli il corpo del Patrono è rimasto incorrotto senza essere stato mai imbalsamato! Spesso gli Eugubini, specie dalle lontane terre, tornano col pensiero al "colle eletto" convergendovi nei momenti lieti la loro gioia ed attingendovi nei momenti difficili la forza per poter superare gli ostacoli e proseguire il loro cammino nel perfezionament

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Chiese | CHIESA DELLA SS. TRINITA` | Gubbio

Nel 1410 fu costruita sopra un`antica chiesa, che secondo il Sarti già esisteva nei primi del `300 dedicata ai SS.ti Stefano e Lorenzo. Fu fatta edificare assieme ad un ospedale dai Disciplinati della Confraternita del Crocefisso di S. Agostino ed ebbe il titolo di S. Vittore e S. Vittorino. Questo ospedale fu detto anche Ospedale Nuovo di S. Agostino per distinguerlo dall`Ospedale Vecchio che fu fatto costruire, forse in via Dante, sempre dalla stessa Confraternita nel 1349. Quando tutti gli ospedali di Gubbio furono riuniti nel 1505, questo nosocomio fu convertito in convento per le Riformate Terziarie sotto il titolo di SS. Trinità e fu allora che la chiesa prese lo stesso nome. Tutto il complesso edilizio fu rialzato e modificato; infatti, come si può facilmente notare, ben si distinguono nella costruzione due epoche diverse. L`interno della chiesa fu trasformato nel XVIII secolo. Vicino a questo edificio sacro, fu costruita l`edicola barocca con la Statua di S. Ubaldo (`700). Lung

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Personaggi storici | MASTRO GIORGIO | Gubbio

L`arte della ceramica in Gubbio ha un`antica tradizione. Già nel secolo XIV qui s`incominciò ad usare la doppia cottura. Il primo eugubino ceramista che conosciamo come già detto in precedenza è Giovannello di Andreuccio, che nei libri delle riforme viene indicato come vasorum pictor Purtroppo di quest`artista, vissuto nel trecento, non è rimasta alcun opera. Nel `500 l`arte della ceramica ebbe un grande sviluppo e, se molti centri italiani ebbero rinomanza, tra questi primeggiò Gubbio. Qui infatti gli artisti abbellirono le loro produzioni di riflessi metallici. Comunque la fama dell`arte ceramica eugubina si deve soprattutto a Giorgio Andreoli, detto Mastro Giorgio. Giunse a Gubbio da Intra verso il 1490 e ricevette la cittadinanza eugubina nel 1498. Qui dimorò fino alla morte, avvenuta nel 1552. A lui spetta il merito della scoperta dei colori a riverbero; le sue ceramiche acquistano riflessi dell`oro, del rubino e della perla. Con queste innovazioni, assieme ad un costante perfez

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Costruzioni storiche | LOGGIA DEI TIRATOI | Gubbio

Fu costruita nel 1603 a ridosso del porticato trecentesco doricizzante, a colonne senza basamento. E` una rara testimonianza e senz`altro la meglio conservata delle tante corporazioni di mestiere eugubine: l`antico tiratoio della lana. Sotto il porticato è uno degli ingressi della Chiesa di S. Maria dai Laici, che fu costruita, come abbiamo detto, presso l`ospedale eponimo del quattordicesimo secolo. Nel porticato stesso in una nicchia si può ammirare di Bernardino di Nanni dell`Eugenia (`400) un affresco raffigurante "Vergine col Bambino e ai lati S. Pietro e S. Paolo".

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Chiese | CHIESA DI S. MARIA DELLA PIAGGIOLA | Gubbio

E` situata quasi di fronte alla Chiesa della Madonna del Prato, al di là del torrente Camignano. La chiesa attuale risale al 1613 (inizio della costruzione) e al 1625 (inaugurazione) come risulta da un`iscrizione posta a sinistra della porta. Fu edificata ove esisteva un`altra chiesa che fu iniziata nel 1454. L`esterno dell`edificio è incompiuto, mentre l`interno mostra stucchi eleganti, che esprimono il miglior barocco in Gubbio. All`altare della cappella destra: una notevole opera dell`eugubino Domenico di Cecco, discepolo del Nelli, intitolata "Pietà" (`400). Particolarmente interessante e pregevole è l`ultima opera, forse, di Ottaviano Nelli: "Vergine in trono con Gesù e angeli", dipinto che ha avuto purtroppo troppi restauri per potervi ammirare in pieno l`arte del grande Maestro.

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Chiese | CHIESA DELLA MADONNA DEL PRATO | Gubbio

La costruzione ebbe inizio nel 1662 a cura del vescovo di Gubbio Alessandro Sperelli. Di stile barocco, a croce greca, ha la facciata molto elegante, di stile dorico e corinzio, con due statue raffiguranti il Beato Sperandio e la Beata Germana, opere scultoree attribuite a Palmerino Muccianti (`600). Alcuni cronisti scrivono che la direzione dei lavori fu affidata all`eugubino Carlo Perugini (1640-1707) ma ignoto è l`autore del progetto. Sorprendenti comunque sono le analogie tra questa costruzione e quella della Chiesa di S. Carlo alle Quattro Fontane (Roma) dell`architetto Francesco Borromini. Sopra l`altare maggiore è collocato un dipinto su pietra che rappresentava la Vergine Maria col Bambino. Tale figura è detta "Madonna del Prato" poiché il dipinto era situato in un`edicola di un prato vicino al luogo ove ora sorge la chiesa medesima; non ne conosciamo il pittore, probabilmente del Cinquecento. La cupola ellittica è completamente decorata da un grandioso affresco di F. Allegr

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Chiese | CHIESA DI S. BENEDETTO | Gubbio

Nel secolo XIV questo edificio sacro, situato in via del Teatro Romano e dedicato a S. Benedetto da Norcia (480-547) patriarca del monachesimo occidentale, faceva parte del convento occupato dai Monaci Benedettini Olivetani. Quando questi furono trasferiti nel 1519 per decisione di Leone X nel monastero di S. Pietro tale convento fu donato alle Clarisse, che abitavano nell`antico adiacente convento di S. Maria del Pellagio, titolo che risulta inciso sull`architrave del portale del convento. Il nome Pellagio, secondo un`ipotesi di B. Cenni, deriverebbe dal luogo ove le monache ebbero la prima dimora: una costruzione sulle rovine del Teatro Romano, che fu chiamato anche Pelagium e Pellagium. Secondo altri cronisti sarebbe stato costruito sulle rovine del Tempio di Pallade. (Cfr. E Piccotti). Nel secolo XVIII i due conventi vennero riuniti in un unico grande edificio dall`architetto Bartolomeo Benveduti (artefice del Teatro Comunale e del Palazzo Benveduti, in via Gabrielli). Si notano t

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Palazzi storici | PALAZZO VESCOVILE | Gubbio

Si trova in via XX Settembre; appartiene alla prima metà di questo secolo. Ad esso è incorporato il Palazzo di Bosone Raffaelli di cui ancora si osservano nel lato sud-est due finestre binate (XIII sec.). Dante Alighieri, che spesso si soffermò a Gubbio, fu grande amico dello "spirito gentil" (così fu definito dal Petrarca il Raffaelli). Questi fu podestà di Arezzo, di Lucca, di Viterbo, di Todi e Capitano del popolo a Pisa. EPOCA RECENTE Nel 1800, dopo le sopraffazioni dei privilegiati durante la dominazione pontificia, la bufera napoleonica e per di più dopo le gravi conseguenze della carestia del 1816 e l`epidemia del 1817, si verifica un certo risveglio negli eugubini e, con l`unione di Gubbio al Regno d`Italia (14-9-1860), si riaccendono l`amore per la patria, per la libertà e la giustizia. Emergono figure insigni come Angelico Fabbri letterato, eroe e protagonista dell`Unità d`Italia, decorato della medaglia al valore militare. Un`altra nobile figura è il cardinale

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Palazzi storici | PALAZZO RANGHIASCI BRANCALEONI | Gubbio

Si affaccia sulla Piazza Pensile e fu costruito sull`area già occupata dal Palazzo Galeotti e dalla Zecca di Gubbio. Anche se è di stile neoclassico bene si armonizza con i due colossali edifici trecenteschi e con tutto l`insieme architettonico, che forma la parte più nobile ed affascinante della città. Notevole è anche la facciata posteriore e la sontuosa villa, che si estende fino a porta Metauro. La costruzione fu disegnata ed eseguita dallo stesso proprietario Francesco Ranghiasci. Il palazzo, come già ricordato, aveva una Collezione d`Arte di gran valore ma nel 1882, parte fu messa all`asta e parte divisa tra gli eredi (Cfr. O. Lucarelli). Nel 1900 il retaggio di miseria e di abbandono derivato dagli ultimi secoli ostacolò la ripresa della vita cittadina e non bastò l`unificazione d`Italia a favorire rimedi sostanziali. Anche in questi difficili momenti Gubbio rispose al richiamo della Patria con la stessa fortezza con cui condivise la gloria di Roma, seppe costruire la sua li

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Info eventi | PROCESSIONE DEL CRISTO MORTO | Gubbio

Tutti gli anni nel giorno del Venerdì Santo si svolge la rappresentazione simbolica della Passione e della Morte di Gesù, consistente in una processione organizzata dalla Confraternita Laicale di S. Croce, derivante dai Disciplinati Bianchi, che dalla chiesa omonima si trasferirono verso la fine del sec. XVI nella Chiesa di S. Croce della Foce. Quivi nell`ora crepuscolare ha inizio il rito funebre e vi termina a notte inoltrata dopo aver compiuto un giro della parte antica della città. Come secoli fa l`immagine di Cristo, deposta dalla Croce (una scultura pregevole in legno del miglior artigianato eugubino del `500), e la statua della Vergine Addolorata (`800), vengono portate a spalla per le vie medioevali, illuminate dalle luci tremolanti delle torce e dei falò. Oltre agli abiti caratteristici (sacconi) e agli oggetti religiosi che i partecipanti mostrano, oltre al suono funereo di caratteristici strumenti di legno detti "battistrangole" , ciò che soprattutto colpisce ed intenerisce

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Territorio | info Todi | Todi

Addossata a un colle, attraversata da vicoli che si rincorrono in un intricato saliscendi e circondata da antiche mura, è un vero gioiellino. Fulcro della località è la centrale piazza del Popolo, punto di partenza per ripercorrere a ritroso la storia di Todi. In questo spazio si affacciano le più importanti dimore medievali, come il Palazzo del Popolo (o del Comune), considerato uno degli edifici pubblici più antichi d`Italia, e il Palazzo del Capitano eretto nel 1293, che conserva una bella facciata gotica arricchita di una grande scalinata. Sempre d`impronta gotica è il Palazzo dei Priori, oggi diventato sede della Pretura, che offre un ciclo di affreschi del XIV secolo nella sala delle Udienze. Chiude la piazza la silhouette del Duomo, elevato sopra una gradinata in travertino. La chiesa è caratterizzata dall`austera facciata, movimentata da un grande rosone centrale e da un portone di legno intarsiato. Dietro la Cattedrale, si possono ammirare in un piccolo cortile i resti di una

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Territorio | info Amelia | Amelia

Arroccata sopra un poggio, vanta uno dei centri storici più interessanti della regione, il cui stile architettonico è compreso fra il Romanico e il Barocco. Entrando da porta Romana, l`ingresso principale della città murata, dopo aver ammirato le maestose mura poligonali risalenti al III secolo a.C. ci s`incammina verso il centro della località. Superato l`Arco di Piazza, di età medievale, si arriva in piazza Marconi, sulla sommità dell`altura. Fra le attrattive di questa piazza, si distinguono la Loggia del Banditore, con un piccolo campanile dotato di un orologio del XVIII secolo, e i medievali Palazzi Petrignani e Nacci. La vicina piazza Matteotti, sorta su una grande cisterna romana, ospita il Palazzo del Municipio. Rimaneggiato nel Settecento, si presenta con un umile esterno che si contrappone alla ricchezza dei decori interni. Da non mancare una puntata alla chiesa di Sant`Agostino, edificata nel XIV secolo, cui seguirono modifiche nel Quattrocento e ornamenti interni tre secoli

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Territorio | info Narni | Narni

Posizionata in cima a un colle da dove si gode un`ottima vista sulla gola del Nera, è una suggestiva cittadina d`impronta medievale. Il centro è costituito da piazza Garibaldi, caratterizzata dalla fontana medievale e dal fianco del Duomo di San Giovenale, edificio romanico dell`XI-XII secolo la cui facciata, molto semplice, si trova venendo dalla vicina piazza Cavour. La precede un portico rinascimentale della fine del `400, sotto il quale spiccano il portale maggiore in stile romanico e un`arcata del 1497. L`interno della chiesa, a quattro navate (l`ultima venne aggiunta nel XV secolo) e abside poligonale, è riccamente affrescato. Prendendo via Garibaldi da piazza del Duomo, si arriva nella splendida piazza dei Priori (dove si trova una fontana in bronzo del 1303), sulla quale si affacciano la Loggia dei Priori e, di fronte, Palazzo del Podestà, suddiviso in tre edifici del XIII secolo e attuale sede del Comune.

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Territorio | info Orvieto | Orvieto

Orvieto risulta dislocata su due piani ben distinti, uno in superficie e l`altro sotterraneo. "Sopra" c`è la città moderna, vivace e in fermento, adagiata sopra un`enorme rupe tufacea che s`innalza fino a 80 metri da terra. "Sotto" abbiamo la città sotterranea, l`Orvieto antica riportata alla luce dai complessi scavi compiuti nel corso degli anni. Interventi difficili e continuamente minacciati da frane e da smottamenti ai quali è soggetta la friabile roccia vulcanica su cui è stata costruita la città più recente. Si può dire che non esista bottega, casa o negozio che non abbia la propria grotta nascosta. Grazie ai lavori sono state riscoperte oltre mille cavità, che s`intrecciano e si sovrappongono nel sottosuolo, in passato usate (prima dagli Etruschi, poi dai Romani e, dopo di loro, da Goti, Bizantini, Longobardi, per arrivare a quando, intorno all`anno Mille, diventò un Comune autonomo) principalmente come laboratori, deposito per la conservazione di olio, vino e altri prodotti. So

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Territorio | info Assisi | Assisi

Abbarbicata sulle pendici del Monte Subasio, Assisi è il luogo in cui ebbe origine l`Ordine dei Frati Minori. Il nostro viaggio alla scoperta delle testimonianze francescane inizia appunto da qui, in quella che fu la terra natale di San Francesco, teatro di episodi fondamentali dell`esistenza del Santo Patrono d`Italia. Dal momento della conversione, avvenuta nella chiesa di San Damiano quando il crocifisso (che oggi è conservato nella Cappella delle Reliquie di Santa Chiara) gli disse "Va e ripara la mia chiesa"; il santo si dedicò a una vera e propria restaurazione della vita religiosa intraprendendo, in un periodo di grande corruzione della Chiesa, un cammino nuovo. Uno dei simboli più importanti della spiritualità di Francesco è la Porziuncola, racchiusa nella basilica di Santa Maria degli Angeli, a circa 5 chilometri da Assisi. Il toponimo, che deriva da "piccola porzione di terreno", indicava una cappellini fondata nel IV secolo da alcuni pellegrini di ritorno da Gerusalemme. Att

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