Umbria
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Costruzioni storiche | TEMPIO DI GIOVE | Gubbio

Sull`arce fisia del monte Foce, come ho altrove sostenuto ("L`Eugubino", n. 4, 1982), verosimilmente sorgeva un tempio, proprio in corrispondenza del "templum", come era consuetudine. La stessa parola umbra "tremno", che leggiamo sulle Tavole (Tav. VIa, 2) e che in genere è tradotta tabernacolo, potrebbe significare "casa divina" poiché la radicale "treb" vuol dire "casa" mentre il suffisso "no" nel testo spesso è usato per indicare ciò che è sacro, divino. Comunque nelle Tavole è scritta anche la parola "fesnerio", tradotta tempio, che potrebbe significare sacrario, nel quale si svolgevano le assemblee decluviali con offerte e preghiere a Giove (Tav. Il Va). Il maggiore e forse l`unico tempio di Ikuvium (non è infatti specificato) non poteva essere dedicato che a Giove, il primo dio a cui fu dato l`attributo Fisovio (dio dell`arce fisia) e Grabovio (dio della roccia - da graba che vuol dire scoglio, roccia - ); aggettivi questi che hanno un valore "locale", mai infatti riscontrati a

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Chiese | ABBAZIA DI S. BARTOLOMEO | Gubbio

E` situata in località Camporeggiano lungo la strada che da Gubbio conduce ad Umbertide (al 18° km). La chiesa presenta tre navate con presbitero sopraelevato e abside unica semicircolare; il tetto è sorretto da capriate di legno. L`iconografia generale, i pilastri, le arcate che li congiungono e la cripta a tre absidi sono originari, ascritti da G. Martelli alla prima metà del XI secolo. Nel rivestimento murario si riconoscono le parti più antiche (visibili di poco al di sopra della zona basamentale) da quelle ricostruite (XII secolo). Nella cripta, a cui si accede da due brevi scalinate laterali, le colonne in marmo bianco sono di epoca romana; i capitelli risalgono invece all`epoca di fondazione della chiesa. L`Abbazia fu fondata dal grande Pastore e riformatore S. Pier Damiani nel 1050 con gli aiuti di S. Rodolfo Gabrielli, Vescovo di Gubbio, nato in quei pressi, in un castello ora diroccato che apparteneva ai conti Gabrielli: una delle famiglie più antiche e potenti di Gubbi

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Costruzioni storiche | CASTEL D`ALFIOLO | Gubbio

Sorge in una collinetta ad est di Padule, a circa 6 km da Gubbio lungo la strada che porta a Gualdo Tadino. Il castello, ricco di storia risale attorno all`XI secolo ed appartenne inizialmente ai conti d`Alfiolo fino a che non si estinse l`ultimo loro discendente, caduto forse eroicamente nella Prima Crociata, a cui partecipò (1096) assieme a 1000 cavalieri eugubini, capeggiati da Girolamo Gabrielli. Verso la fine del XII secolo il castello fu adattato dai Benedettini alle esigenze di un`abbazia. Interessantissima è una fascia decorativa con elementi figurativi fitozoomorfici che delimita completamente l`archiacuto del portale primitivo della chiesa (ora murato). Tale fregio appartenne ad una costruzione più antica del portale, la cui data assieme al nome dell`artefice (Rainer) è incisa a lato dello stesso: 1224. Come c`informa un`iscrizione incisa in numeri romani sul pavimento della chiesa subito a destra dell`ingresso, nel 1539 il castello fu soggetto ad una ulteriore trasformaz

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Chiese | CHIESA DI S. ANDREA | Gubbio

Si potrebbe definire "Chiesa dorata" per la tonalità che il tempo ha donato al paramento murario di pietre locali bianche e rosee. Le basi dell`edificio e una parte dell`abside appartennero ad un tempio pagano dedicato probabilmente a Marte (A. Menghini). Per le caratteristiche romaniche (navata coperta con volta a botte con sviluppo ascensionale, la tipica abside rotonda ecc.) è riferibile ai primi del XII secolo o addirittura agli ultimi dell`XI, anche se molti vi vedono un tardo romanico del XIII - XIV secolo. Lo schema è "a pianta basilicale zoppa" con una navata maggiore ed una minore (foto n.20). y Nel coro della chiesa è collocata una tela di Benedetto Nucci (1553) in cui è raffigurata l` "incoronazione della Vergine, S. Andrea (fratello di S. Pietro). S. Marziale (missionario e vescovo di Limoges) e di S. Giovanni bambino. Impropriamente la chiesa è chiamata "S. Marziale" da quando (1528) venne inserita nel monastero eponimo costruito a ridosso della stessa nel 1365. Di fro

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Costruzioni storiche | EREMO DI FONTE AVELLANA | Gubbio

Per visitare un edificio di grande importanza risalente a quest`epoca occorre fare un`escursione all`Eremo di Fonte Avellana, che appartenne alla Diocesi di Gubbio fino a11819. Situato sulle pendici orientali di Monte Catria, fu uno dei centri più importanti di cultura e di civiltà. Ivi amarono ritirarsi spesso in meditazione figure insigni come S. Pier Damiana, grande riformista e Pastore, il benedettino eremita S. Romualdo, S. Rodolfo Gabriella (eugubino), G. Giovanni da Lodi, il Beato Villano (Vescovo di Gubbio) ed anche S. Ubaldo. L`eremo fu fondato nel 979 forse dall`eugubino Beato Landolfo, vescovo di Gubbio, della famiglia Pamphili che dette alla Chiesa papa Innocenzo nel 1644. Tanto la chiesa (S. Croce) che il complesso monastico furono trasformati alla fine del XII secolo. Di stile romanico, a croce latina, il tempio è ad unica navata divisa in due campate e coperta da volta a botte; il presbiterio è rialzato; la cripta è sostanzialmente integra; non è invece originaria l`abs

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Chiese | CHIESA DI S. DONATO DELLA FOCE | Gubbio

Piccola ma piena d`armonia architettonica è questa chiesina di stile romanico che sorge presso Madonna del Ponte, a soli due chilometri da Gubbio. Per le sue caratteristiche è riferibile ai primi del `200. Ha conservato l`aspetto originario esterno, tra cui le finestrelle e il portale con arco a tutto sesto, rifinito con estradosso. L`interno fu trasformato nel 1700, epoca in cui fu costruito il campaniletto a vela. Attiguo alla chiesina era l`eponimo monastero, di cui non esiste più alcuna traccia.

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Chiese | CHIESA DI S. GIOVANNI BATTISTA | Gubbio

Gli eugubini, dopo la distruzione della città da parte degli Ungari (917), ricostruirono la Cattedrale prima della fine del secolo X. Infatti da alcuni documenti esistenti nell`Archivio della Cattedrale sappiamo che nel 921 l`Episcopio di Gubbio era entro le mura della città e generalmente il vescovo risiedeva vicino alla Cattedrale ove era il Fonte battesimale. La Cattedrale di Gubbio doveva avere il titolo di S. Mariano; infatti le antiche pergamene dell`Archivio storico vescovile parlano continuamente della canonica di S. Mariano e delle reliquie di questo martire africano. E` verosimile che l`attuale chiesa di S. Giovanni Battista, data la sua posizione, sia stata eretta nei pressi o proprio dove sorgeva la Cattedrale di S. Mariano; infatti nel 1091 Raniero, priore della Cattedrale, affittò una vigna confinante con il torrente Camignano e con l`Episcopio e, inoltre, fin dai tempi più antichi è nominata la Pieve (Plebs) di S. Giovanni Battista dotata di Fonte battesimale. ESTE

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Chiese | CHIESA DELLA VITTORINA | Gubbio

Piccola e semplice questa chiesina, più propriamente detta di S. Maria della Vittoria, fu costruita sul luogo ove esisteva una chiesa eretta nell` 853 dal Vescovo Erfo, secondo una leggenda riferita da F. Piccotti, a ricordo di una vittoria riportata dagli Eugubini contro una delle incursioni dei Saraceni. Presso questo piccolo edificio sacro era ubicato il primo cenobio dei Frati Minori di Gubbio. Fu autorizzato nel 1213 dal vescovo Beato Villano, grande ammiratore di S. Francesco fin quando il "Poverello" si mise al servizio dei lebbrosi nell`Ospedale di S. Lazzaro, che si trova nella pianura eugubina. Non è da escludere che questo piccolo convento francescano fosse ove è, a circa duecento metri a sud della chiesina, l`edificio chiamato Peschiera. Avvalora l`ipotesi il fatto che tra i due edifici furono notati in uno scavo alcuni resti che potrebbero far pensare ad un porticato di raccordo. Nel secolo XVI, come risulta dall`iscrizione incisa sul portale (1595), la chiesina fu resta

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Chiese | CHIESA DI S. LUCIA | Gubbio

E` nei pressi di Porta Castello. La costruzione della chiesa e del monastero omonimo risalirebbe al 1226 secondo uno scritto dell`Archivio Diocesano, che tuttavia non riporta altri riferimenti. L` 11 gennaio 1420 Braccio da Montone, in uno dei suoi feroci e vani assalti contro Gubbio, incendiò il Borgo della Porta; la Chiesa di S. Lucia subì danni rilevanti, come leggiamo nel "Fondo Armarmi", ma fu subito riparata. Presumibilmente avvenne allora la più rimarchevole trasformazione dell`interno e della chiesa, mentre rimasero intatti i muri perimetrali, compresa la facciata, che recentemente è stata purtroppo intonacata. Il portale, il rosone e le finestre sono di epoca posteriore e furono effettuati in uno dei diversi restauri ed abbellimenti. Sull`altare maggiore è una tela raffigurante "Gesù placato dalla preghiera della Madre e, in basso, S. Francesco e S. Domenico"; è un lavoro notevole attribuito ad Antonio Gherardi da Rieti (`600). Sopra il primo altare del lato di sinistra è

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Musei e Biblioteche | Museo Diocesano | Gubbio

L`8 aprile del 2000 è stato inaugurato il nuovo Museo Diocesano, in coincidenza con l`Anno Giubilare e con il completamento del restauro del Palazzo del Capitolo dei Canonici della Cattedrale. Il corpo museale è costituito da otto sale per l`esposizione permanente e di due sale per l`esposizione temporanea con book shop ed altre strutture di servizio. Le prime quattro sale, situate allo stesso livello, con volte a botte in pietra, contengono opere suddivise per epoche storiche. Sala n.1 Vengono esposti reperti che riguardano la Chiesa Eugubina fino all`anno 1000, con numerosi pezzi di epoca romana, bizantina e dell`alto medio evo. Di particolare interesse sono da segnalare l`arcaico battistero proveniente dalla Pieve di Agnano, le colonnine dell`altare di Castiglione Ildebrando ed alcune stele funerarie rinvenute nella diocesi di Gubbio. Sala n.2 E` dedicata alle opere dei pittori eugubini del `200 - `300. Molto interessanti per la storia pittorica di Gubbio, com

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Chiese | PIEVE DI LORETO | Gubbio

Dedicata a S. Giovanni Battista, dista da Gubbio circa 11 km; vi si giunge deviando a destra a Mocaiana lungo la strada che porta ad Umbertide. E` di poco anteriore al 1231, come si deduce da un`antica pergamena del fondo Armarmi; vi si apprezzano un Fonte battesimale di tipo longobardo e cripta romanica assegnata alla prima metà del IX secolo (G. Martelli). Ha un`unica navata divisa in tre campate da due arconi trasversali (il primo a tutto sesto, il secondo a sesto acuto). Il portale non dovrebbe essere originario.

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Chiese | ABBAZIA DI S. VERECONDO IN VALLINGEGNO | Gubbio

E` situata lungo la strada che conduce a Perugia, a 12 km da Gubbio. Nel secondo - terzo decennio del 1200 già vi era una fiorente comunità religiosa dei Benedettini e fu proprio in quel periodo che il complesso edilizio fu ampliato e restaurato. La cripta e la parte più antica della chiesa (tra cui la facciata) sono anteriori all`XI secolo (I. Moretti e M. Stoppani). Nel corso dei secoli vi furono molti rimaneggiamenti della chiesa e dell`abbazia. In questa chiesa è la tomba di S. Verecondo de Spissis, giovane cavaliere francese (V sec.); questi, convertitosi al cristianesimo, durante una delle sue "missioni" nel contado di Gubbio fu lapidato ed ucciso da due pagani presso il fiumicello Turreno nei pressi di Vallingegno. Sopraffazione, inquietante, su chi seppe "essere per amare". In questo luogo si soffermò per diversi giorni S. Francesco, dopo essere stato maltrattato e gettato in una fossa di neve da alcuni malviventi nelle vicinanze di Caprignone. Fu una delle prime prove, una

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Chiese | CHIESA DI CAPRIGNONE | Gubbio

E` quanto rimane dell`antico convento situato sull`antica strada che da Assisi porta a Gubbio (itinerario francescano). Fu Jacopo Bigazzini, signore di Coccorano, a donare un appezzamento di terra affinché S. Francesco potesse costruirvi un convento, che fu realizzato prima della morte del Santo (1226). La chiesa è molto semplice: ad unica navata che termina con abside rettangolare, coperta con tetto a capriate. E` previsto un restauro da realizzarsi con criteri antisismici. Nei pressi e precisamente a 300 passi da S. Pietro in Vigneto esistono ruderi del tempio pagano di Marte Ciprio.

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Chiese | CHIESA DI S. FELICISSIMO | Gubbio

E` dedicata ad un santo pastorello di Norcia, tanto quanto venerato: S. Felicissimo. Il più antico documento che abbiamo è un privilegio di Ubaldo Baldassini vescovo di Gubbio datato 7 Maggio 1160; quindi pochi giorni prima della sua morte. La chiesa fu costruita sopra un tempio dedicato alla dea Vesta, come ci fu tramandato da un`antica iscrizione da secoli scomparsa (Cfr. E Piccotti) e come restauri in corso hanno confermato riportando alla luce resti di un antico tempio pagano. La costruzione che noi vediamo è un rifacimento riferibile alla metà del secolo XIII (R. Pardi). Presenta incorporati o riportati nei muri frammenti di marmi, plutei, piedritti, sarcofagi e altro materiale altomedioevale, proveniente, almeno in gran parte, dall`antica e vicina necropoli . La copertura dell`edificio un tempo era realizzata con volta a botte poggiante nei fianchi su una sequela di arcate acute. Circa mezzo secolo fa le reliquie del Santo e una bella tavola cinquecentesca raffigurante G

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Chiese | CHIESA DI S. AGOSTINO | Gubbio

La sua costruzione fu iniziata nel 1251, come risulta da una Bolla del pontefice Innocenzo IV. E` ad unica navata con grandi archi trasversali sostenuti da caratteristici piloni circolari di stile gotico. La facciata è stata rifatta nel secolo XVIII. AFFRESCHI L`importanza di questa chiesa, dedicata al più grande pensatore della Patristica, è dovuta in gran parte agli affreschi eseguiti da Ottaviano Nelli (foto n. 34) e dalla sua scuola (1422 - 1427). Essi ornavano internamente la chiesa, ora solo l`abside; esclusi quelli della crociera, che raffigurano i quattro Evangelisti, essi sintetizzano la vita di S. Agostino con ambientazione ai costumi quattrocenteschi eugubini. Nelle vele, a partire da sinistra: il Santo è benedetto dalla madre Monica; inizia gli studi superiori; insegna; è presentato al vescovo dalla Madre. Nelle lunette, sempre a partire da sinistra: il Santo parte da Cartagine; arriva a Roma; è invitato ad insegnare a Milano. Sotto le lunette (sempre co

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Chiese | CHIESA DI S. FRANCESCO | Gubbio

Il ricordo che S. Francesco lasciò agli Eugubini fu così vivo che essi vollero costruirgli, riconoscenti, una delle più belle chiese di Gubbio a ridosso del fondaco dell`antica famiglia degli Spadalonga ove, nell`inverno 1206-7, il Santo, dopo aver clamorosamente rinunciato alle ricchezze paterne, indossò per la prima volta il prototipo dell`abito francescano. Il progetto del tempio fu attribuito a fra Bevignate da Perugia ma F. Rosati ha potuto dimostrare che tale architetto, quando fu eretta la chiesa (non certo dopo il 1255), non aveva più di 15 anni. Prevalentemente il tempio è di stile gotico a tre navate, un tempo con capriate, sorrette da 14 alte colonne ottagonali, diversificandosi così da tutte le altre chiese di Gubbio dell`epoca, che furono costruite ad una sola navata con arconi di pietra trasversali (foto n. 37). Nel 1720 l`interno della chiesa venne purtroppo modificato: le colonne furono adibite a sostegno della volta a crociera anziché delle travate originarie (tipic

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Territorio | Gubbio - la città | Gubbio

Insediamenti nel territorio eugubino sono documentati dal paleolitico medio. Gubbio fu centro degli Umbri, come testimoniano le Tavole Eugubine, il più notevole cimelio epigrafico dell`Italia preromana. La città strinse alleanza con Roma fin dal III sec. a.C, diventando poi importante municipio. In seguito fece parte del dominio bizantino, dal quale si sottrasse nell`VIII sec., quando venne occupata dai re longobardi. Nel XII sec. raggiunse un proprio autogoverno comunale. Verso la metà del duecento ebbe inizio la preponderanza guelfa che determinò un lungo periodo di prosperità. La città raggiunse un elevato numero di abitanti, si svilupparono le arti, furono edificati gli imponenti palazzi comunali. Lo sviluppo si arrestò nel 1350, con il colpo di mano di Giovanni Gabrielli. Tra il 1354 e il 1376 Gubbio fu sottoposta al dominio della Chiesa. Seguì un periodo di lotte intestine che determinò (1384) la sottomissione della città ai Montefeltro. La dominazione dei duchi di Urbino diede l

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Territorio | Costacciaro - la città | Costacciaro

Costacciaro, un piccolo borgo di circa 1.300 abitanti, era un antico castello (Castrum Costacciarii) lungo la consolare via Flaminia. Nel XIII sec. fu acquistato dal comune di Gubbio. Nel 1384 si assoggettò spontaneamente ai Montefeltro e divenne l`estremo baluardo del Ducato di Urbino. Era caratterizzato da una struttura difensiva con cinta muraria e da un sistema di torri e porte, in gran parte ancora esistenti. Il territorio di Costacciaro, immerso nel Parco Regionale del Monte Cucco, è luogo ideale per la pratica dello sport legato all`ambiente: la speleologia, il volo a vela e lo sci da fondo. II Massiccio del Monte Cucco, area naturale protetta dal 1995, è il parco delle acque sotterranee, delle grotte carsiche (tra le principali in Europa per profondità ed estensione), dei corsi d`acqua incontaminati, delle grandi faggete intatte. Nel Parco vive il lupo, l`aquila reale, il falco, il cinghiale e la lepre. MANIFESTAZIONI PRINCIPALI Luglio/Agosto Costacciaro - Paese in P

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Territorio | Fossato di Vico - la città | Fossato di Vico

L`importanza militare ed economica della collocazione di Fossato di Vico lungo la via Flaminia fu all`origine del suo primitivo sviluppo, ma fu anche la causa, dopo la caduta dell`impero Romano, di violenti scontri tra Goti e Bizantini (proprio in quest`area i Bizantini sconfissero definitivamente i Goti di Totila nel 552 a.C.) e di successive contese e dominazioni per tutto il tempo del Medioevo. Nel X sec. Fossato di Vico fu feudo dei Conti di Nocera. Nel XII sec. passò ai Conti di Marsciano che, dopo averlo sottomesso prima a Gubbio e poi a Perugia, lo vendettero definitivamente a Gubbio. Nel XIII sec., dopo che Perugia aveva riconquistato militarmente il territorio, Fossato di Vico si costituì in libero Comune. Nel 1442 riuscì a resistere agli assalti delle truppe di Francesco Sforza, ma nel 1500 Cesare Borgia, figlio del Papa, distrusse e saccheggiò il paese così come poi fece il Duca di Urbino nel 1517. Nel 1540 Fossato di Vico entrò a far parte dello Stato della Chiesa e, salvo

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Territorio | Gualdo Tadino - la città | Gualdo Tadino

Sovrastata dall`imponente Rocca Flea, riedificata ed ampliata da Federico II nel 1242, Gualdo Tadino sorge ai piedi del monte Serrasanta e si affaccia sulla via consolare Flaminia. La città conserva ancora intatti usi, costumi e tradizioni del suo passato. Famosa per le sue splendide maioliche a lustro, Gualdo Tadino è l`unico luogo in Italia ove è ancora possibile trovare ceramiche lustrate in terza cottura con fumo di ginestra in antichi forni detti "muffole", che il turista curioso può ammirare i laboratori artigianali. Mediante questa tecnica antica si producono meravigliosi manufatti dalle forme più varie, ornati dai caratteristici riflessi oro e rubino e da un`iridescenza assolutamente originale. Antiche formule e segreti tramandati di generazione in generazione, già dal secolo XVI, rendono possibile, ancora oggi, il perpetuarsi di questa raffinata arte. L`ultimo fine settimana di settembre la città dà vita ai Giochi de le Porte, una festosa e spettacolare tenzone tardo medioeva

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Territorio | Scheggia e Pascelupo - la città | Scheggia e Pascelupo

Scheggia e Pascelupo sorge in zona di confine tra l`Umbria e la regione Marche in un importante nodo stradale della via Flaminia e in luoghi favorevoli all`allevamento di ovini e bovini ancora oggi presenti. L`importanza militare ed economica della sua posizione fu all`origine del suo primitivo sviluppo, ma fu anche causa, dopo la caduta dell`impero Romano, di violenti scontri tra Goti e Bizantini (VI sec.) e di successive contese tra Gubbio, Perugia, i Montefeltro e la Chiesa. La Chiesa infine (dal XV sec.) mantenne la propria giurisdizione sul territorio sino all`Unità d`Italia. Nel territorio di Scheggia, immerso nel verde del Parco Regionale del Monte Cucco, passa la tappa del Sentiero Italia che attraversa tutto l`Appennino. MANIFESTAZIONI PRINCIPALI Aprile (ultima domenica) - Loc. Ponte Calcara Festa della Madonna dei Buon Consiglio Giugno (prima o seconda domenica) - Pascelupo di Scheggia - Festa della Primavera (pranzo tipico in campagna, escursione ne

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Territorio | Sigillo - la città | Sigillo

Sigillo è un centro posto alle falde del Monte Cucco, ed è sede del Parco Naturale Regionale omonimo. Era già abitata dagli Umbri quando arrivarono i Romani che ne fecero un loro Municipio della VI Regione Augustea. Dopo la caduta dell`Impero Romano, la città fu distrutta da Totila (552) e poi ricostruita dai Longobardi che la inclusero nel Ducato di Spoleto.Per tutto il Medioevo Sigillo subì varie dominazioni, saccheggi, distruzioni e ricostruzioni fino a quando, nel XV sec. entrò a far parte dello Stato della Chiesa nei cui territori rimase fino all`Unità d`Italia. Immersa nel verde del Parco Regionale del Monte Cucco è punto di riferimento ideale per praticanti del volo libero (è stata sede del Campionato Mondiale di Volo Libero nel 1999), per gli amanti di escursioni a piedi ed in mountain bike e per gli appassionati di speleologia. MANIFESTAZIONI PRINCIPALI Giovedì Santo Rappresentazione del Processo a Gesù Venerdì Santo Processione del Venerdì Santo (i

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Territorio | Valfabbrica - la città | Valfabbrica

Valfabbrica sorge ad est di Perugia sul versante sinistro della media valle del fiume Chiascio, lungo la strada statale che dalla piana del Tevere conduce a Gualdo Tadino. Le prime notizie storiche su Valfabbrica risalgono all`820 e riguardano la concessione di privilegi al monastero benedettino di Santa Maria in Vado Fabrica. Durante il Medioevo il territorio fu a lungo conteso fra le città confinanti di Perugia, Assisi e Gubbio. Nel XVI sec. entrò definitivamente nei domini della Chiesa, sotto il cui governo, salvo la parentesi napoleonica, rimase fino alla costituzione del Regno d`Italia. Il territorio, posto al centro del triangolo Assisi-Perugia-Gubbio si presenta come un`oasi naturale di rara bellezza ed è attraversato dal rinato Sentiero Francescano della Pace, il sentiero che da Assisi più volte portò il Santo a Gubbio. Ancora oggi tra i boschi e le abbazie è possibile avvicinarsi all`esperienza mistico-religiosa vissuta da San Francesco. MANIFESTAZIONI PRINCIPALI

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Costruzioni storiche | Porte e mura poligonali | Amelia

Al centro di Amelia si accede attraverso le antiche porte, collegate in vari punti dalle poderose mura poligonali del III secolo a.C (nel gennaio 2005, un crollo improvviso ne ha distrutto un tratto di circa 20 metri). La maggiore è Porta romana, realizzata agli inizi del XVII secolo. Costeggiando le mura si incontrano la torre del Sant`Uffizio, la Porta ciclopica e la Porta Leone. Proseguendo si giunge a Porta posterola, a doppio fornice e con stipiti in travertino; a destra, inserita nelle mura, è una torre quadrata. Poco prima di Porta romana c`è la chiesa di Santa Maria delle Cinque Fonti, così detta per una vicina fontana a cinque cannelle, che venne eretta per proteggere un`edicola da dove San Francesco predicò nel 1213; l`abside accoglie al centro un affresco (Madonna col Bambino e santo) del XV secolo.

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Itinerari | LE VIE DEL MEZZASTRIS Luoghi e opere da visitare | Foligno, Trevi, Montefalco, Assisi, Narni

LE VIE DEL MEZZASTRIS Luoghi e opere da visitare Per approfondire la conoscenza dell`opera del Mezzastris, segue un itinerario a Foligno e dintorni con l`elenco delle opere da visionare. A fianco dei siti interessati è indicato l`orario di apertura FOLIGNO E TERRITORIO 1. MUSEO DI PALAZZO TRINCI, PINACOTECA COMUNALE Orario: 10.00 - 19.00 (chiuso i lunedì non festivi, 25 Dicembre, 1 Gennaio) Affresco staccato, Calvario con i Santi Pietro e Paolo (dalla Chiesa di San Domenico). Affresco staccato, Madonna col Bambino in trono, Angeli musicanti, fra i Santi Giovanni Battista e Domenico (dalla Chiesa di San Domenico). Affresco staccato, Madonna col Bambino in trono, due Angeli, San Simeone (dal Convento di San Francesco). Affresco staccato, Madonna col Bambino in trono, due Angeli, fra i Santi Francesco e Giovanni Battista (dal Convento di San Francesco). Affresco staccato, Madonna col Bambino in trono, fra i Santi Girolamo penitente, Girolamo dottore, C

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Chiese | CHIESA DI S. MARIA NUOVA | Gubbio

E` della seconda metà del secolo XIII; forse fu edificata sul posto ove sorgeva il Tempio di Giano (F. Piccotti). La facciata (modesta quanto piacevole) è originaria. Presenta un elegante rosone e un bellissimo portale. Un restauro del secolo XVII ne ha alterato la struttura interna; le finestre a sesto acuto presero la forma rettangolare, il soffitto a travature, sorretto da archiacuti (prerogativa delle chiese eugubine dell`epoca), fu sostituito da copertura a volta assai meno significante. E` in questo tempio che Ottaviano Nelli, di cui parleremo in seguito, dipinse il suo celebre affresco della "Madonna del Belvedere" (1403?-1413?) in cui la Vergine, dal volto soave, sembra svincolarsi dalle forze di gravità effondendo una profonda religiosità (foto n. 40). Ai lati: S. Antonio Abate e, forse, S. Emiliano martire, i quali mettono sotto la protezione della Vergine due componenti della famiglia Pinoli, che aveva commissionato l`opera. Gli angeli che suonano rievocano sublimi melodie

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Chiese | CHIESA DI S. SECONDO | Gubbio

Fatta erigere, forse, dall`imperatrice di Bisanzio Eudossia (Atenaide) nel 400 sulle rovine del Tempio "Apollo" (F. Piccotti) fu ristrutturata più volte. La collochiamo in questo secolo per le prevalenti caratteristiche gotiche che presenta, specialmente riguardanti l`abside, decisamente del XIII secolo. Il grazioso chiostro (le cui colonne provengono da edifici romani demoliti) è del XII secolo. L`ultimo rifacimento della chiesa dovrebbe risalire al 1400. Di questo edificio sacro si hanno comunque notizie molto antiche: "Dal Codice Bavaro apprendiamo... che la Chiesa di Ravenna quando Gubbio... era compresa nel corridoio che univa l`esarcato con il ducato romano (568-772), aveva presso la Chiesa di S. Secondino un rectorio, la sede amministrativa cioè dei beni che la Chiesa ravennate possedeva nel territorio eugubino" (F. Costantini). Documenti antichi fin dal secolo XII parlano della canonica dei Santi Secondino e Agapito. Tra i dipinti della chiesa notiamo l`opera dell`eugubino

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Chiese | CHIESA DI SANTA CROCE DELLA FOCE | Gubbio

E` difficile datare questo edificio sacro. Probabilmente è una ristiutturazione di un`antica chiesa o anche una risultanza di più rimaneggiamenti. Lo presumiamo dalla data "1262", che E. Giovagnoli vide vicino alla sagrestia, in una pietra, forse incastonata nel tratto della parete che fu demolito per aprire una nuova porta d`ingresso, dall`incorporamento di antecedenti strutture e da un breve di Papa Celestino 11, in cui nel 1143 conferma alla Cattedrale la Cappella di Santa Croce (P. Cenci). E` da questa chiesa che parte la tradizionale, commovente processione del Cristo Morto; sull`altare di stile barocco (opera seicentesca degli eugubini fratelli Casali) si vede un Crocifisso, dal quale nel giorno del Venerdì Santo viene deposta in un catafalco la figura di Gesù (pregevole scultura del `600 di scuola eugubina - Ceccarelli - ? -) e portata a spalle fino al sepolcro. Anche la statua della "Madonna Addolorata", che sta ai piedi della Croce, viene rimossa in tale ricorrenza. Il soffi

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Palazzi storici | Palazzo del Capitano del Popolo | Gubbio

Fu una delle prime costruzioni pubbliche della fine del `200; è stato recentemente restaurato; incorporò costruzioni del X-XI secolo, come si può notare nei locali a pianterreno. Solida è la sua struttura con finestre ogivali e con cornici marcapiano. Molto interessante è un lavabo di pietra a tre rubinetti, esemplare raro e ben conservato. Qui (come c`informa P.L. Menichetti) fu la sede del Capitano del Popolo fino alla costruzione del Palazzo dei Consoli, epoca in cui fu trasferita nei locali della parte posteriore e bassa del palazzo stesso ove si accede da via Gattapone. Avanti all`edificio nel selciato si può vedere un pietrone ovale che potrebbe risalire all`epoca umbra; forse l`ara divina di cui si parla nelle famose Tavole Eugubine.

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Palazzi storici | PALAZZO DEL BARGELLO | Gubbio

Fu eretto nei primissimi anni del Trecento. Costruzione solida, elegantissima, ben conservata con solo qualche ben riuscito restauro. E` a tre piani con cornici marcapiano ed è curata nei minimi particolari, come ad esempio la finestrella centinata e il piccolo poggiolo reggiasta. Vi si può osservare la famosa "Porta del Morto", cosiddetta inesattamente perché in realtà era la porta di casa rialzata per sicurezza, potendo ritirare di notte la relativa piccola scala di legno di circa 80 cm, che si appoggiava alla soglia. Ad ogni modo tale termine deriva dal fatto che vi si esponeva il defunto affinché i conoscenti potessero dargli l`ultimo saluto e sentirsi così dispensati di salire in casa; ciò era possibile poiché si poteva accedere anche dal fondaco ai piani superiori. Davanti a questo gioiello d`architettura, in mezzo alla piazzetta antistante, si trova la "Fontana dei Matti" (`500). E` così chiamata perché, secondo un`antica tradizione, chi compie tre giri attorno a questa fontan

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