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Costruzioni storiche | Castello di Popola | Foligno

Popola. Castello in comune di Foligno, agli estremi limiti a est del territorio. Si affaccia su una delle conche carsiche di Colfiorito. L`insediamento è antichissimo. Vi furono trovati reperti preistorici, come anfore, fusamole, avori, bronzetti, armille, fibule e statuette. Nella breve pianura tra Popola e Cesi (questo nelle Marche), detta Valletta di San Martino, avvenne lo scontro tra Annibale e Centennio, il 26 giugno 217 a.C., con l`annientamento dell`esercito romano. Il nome del paese ha origini florotoponimiche da populus, pioppo; oppure pare voglia riportarsi alle feroci distruzioni operate dai cartaginesi (populare), nella battaglia e nel periodo, che dovettero bivaccare qui, non riuscendo a passare nel Piceno. Durante i lavori agricoli facilmente affiorano piccoli oggetti di quel fatto memorabile. Anche la frazioncina vicina, Fraia, forse trasse l`etimo dal verbo fracta est. Verso la metà del `700, operai del comune di Foligno, nel costruire la strada per Popola, rinvennero

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Costruzioni storiche | Pozzo di San Patrizio in Orvieto | Orvieto

Pozzo di San Patrizio in Orvieto. Porta questo nome per analogia con la caverna in Irlanda, dove san Patrizio, primate ed apostolo di quella regione, si ritirava a pregare e a fare penitenza: in mezzo alla caverna vi era una buca tanto profonda, quasi un abisso, che chiamavano il Purgatorio. Il progetto del pozzo è di Antonio da Sangallo, cui era stato commesso per fornire d`acqua la città in caso d`assedio,, da papa Clemente VII, che, fuggito da Roma durante il sacco dei. Lanzi (1527), si era rifugiato in Orvieto, città sicura .e inespugnabile. Morto il Sangallo (1543), Paolo III incaricò del compimento Simone Mosca. Il pozzo è scavato per metà nel tufo e per metà è in mattoni. La scritta della lapide esterna: Quod natura munimento inveterat industria adiacit, ricorda i motivi della costruzione. Il pozzo è profondo mt. 61,32, largo mt. 13,38. Due porte diametralmente opposte ne danno l`accesso e due sono le scale a spirale che conducono al ponte di legno situato in fondo, poco sopra

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Info eventi | Quintana (Giostra della...) | Foligno

Quintana (Giostra della...). È un torneo cavalleresco che, nella seconda domenica di settembre di ogni anno, la città di Foligno rievoca; così denominato dalle esercitazioni equestri, che facevano i legionari romani nella « Via Quintana» dei loro accampamenti, e dalle « giostre dell`anello », della « quintana », e simili, in uso nel medioevo fra i nobili di tutta Europa. Il quintanus nell`accampamento romano era la cantina e il mercato dei soldati, quindi luogo di raduno e di festa. Tale giostra, che ha in Foligno una tradizione, che va dal 1153 al 1738, aveva luogo annualmente nella « piazza grande » in occasione della Festa di San Feliciano, Patrono della città. Nel 1153 fu corsa una giostra in onore di Federico I, che concesse alla famiglia Pandolfi, vincitrice del Torneo, tre elmi, per cui si chiamò poi ElmiPandolfi. Nel 1240 fu corsa per Federico II, il giorno di S. Feliciano (24 gennaio). Ma la giostra, nella sua storia secolare, cambiò più volte finalità, modalità di gara e car

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Chiese | Cappella di San Severo | Perugia

Accanto alla Chiesa di San Severo, sovrapposta dalla metà del Settecento ad un`agra esistente fin dall`XI secolo, si trova una cappella dove si conserva l`unico affresco di Raffaello rimasto a Perugia, raffigurante una Nel dipinto, commissionato dal vescovo Troilo Baglioni, sono raffigurati accanto alla i santi Mauro, Placido, Benedetto martire e Giovanni monaco; la parte superiore della parete fu affrescata intorno al 1505, mentre quella inferiore, lasciata incompiuta da Raffaello, fu completata nel 1521 dal Perugino. Al centro della parete è collocata una Madonna col Bambino in terracotta, opera anonima databile tra la fine del XV e l`inizio del XVI secolo. ORARIO: tutti i giorni 10.30 - 13.30 / 14.30 - 17.00 chiuso il martedì www.comune.perugia.it Tel. 075.5733864

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Musei e Biblioteche | CENTRO SERVIZI MUSEALI DELLA ROCCA PAOLINA | Perugia

CENTRO SERVIZI MUSEALI DELLA ROCCA PAOLINA All`interno della Rocca Paolina, il Centro Servizi Museali soddisfa tutte le necessità del turista e del cittadino, consentendogli di orientarsi e documentarsi sulla presenza di un patrimonio di arte e di storia capillarmente diffuso a Perugia e nel suo territorio. La "Rocca Paolina e la Cina" è il titolo di un suggestivo allestimento, ricco di materiali documentar, creato negli spazi adiacenti la Porta Marzia: percorrendolo il visitatore potrà approfondire la conoscenza di questo monumento che da otre 450 anni vive con la città un continuo rapporto dialettico. La fortezza, edificata tra il 1540 e il 1543 per volontà del papa Paolo III Farnese - dal quale prese il nome di "paolina" - su progetto di Antonio da Sangallo, fu edificata inglobando all`interno un intero quartiere medioevale. Per lungo tempo identificata come il simbolo del dominio pontificio, dopo i restauri degli ultimi decenni la rocca si è "riconciliata" con la città, diven

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Musei e Biblioteche | Museo delle Porte e delle mura Urbiche | Perugia

Museo delle Porte e delle mura Urbiche II Cassero di Porta sant` Angelo ingloba la più grande delle porte medioevali di Perugia. La struttura militare fu eretta nel XIII secolo utilizzando la locale arenaria e successivamente fu sopraelevata di due livelli utilizzando la pietra calcarea e il laterizio. AI suo interno è allestito un interessante percorso didattico che illustra lo sviluppo urbanistico della città attraverso il progressivo inglobarsi di tre cinte murarie: etrusca, medioevale, rinascimentale. Le molteplici aperture dell`edificio, dislocate variamente in ogni direzione, si aprono su suggestivi scorci paesaggistici della città e del territorio, culminanti nell`impatto visuale a 360° che si apre alla sommità dell`edificio. Corso Garibaldi Orario: tutti i giorni 11:00 – 13:00 / 15:00 - 17:00 Chiuso martedì www.comune.perugia.it tel. 075/41670

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Musei e Biblioteche | Nobile Collegio del Cambio | Perugia

Nobile Collegio del Cambio La sede dell`arte del Cambio venne costruita da Bartolomeo di Mattiolo e da Lodovico di Antonibo tra il 1452 ed il 1457 entro l`ala nuova del Palazzo dei Priori. Attualmente si accede da un ambiente stretto e lungo, detto Sala dei Legisti perchè divenne la loro sede ufficiale agli inizi del seicento. Segue la Sala delle Udienze, tra i piu` grandi esempi di arte rinascimentale. Gli arredi lignei interni sono di Domenico del Tasso (1491-1500) le imposte lignee dl Antonio Bencivenni (1301). La decorazione a fresco è un capolavoro di Pietro Vannucci, detto il Perugino che si avvalse di vari collaboratori (1496-1500). Nell`adiacente Cappella di San Giovanni la parte lignea spetta al Bencivenni (c. 1509), le pitture sono di Giannicola di Paolo (1513-1529). Corso Vannucci,25 ORARIO: dal lunedì al sabato 9.00 - 12.30 / 14.30 - 17.30 domenica e festivi 9.00 - 13.00 Tel. 075.5728599

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Musei e Biblioteche | Nobile collegio della Mercanzia | Perugia

Nobile collegio della Mercanzia Nel nucleo originario del Palazzo dei Priori, in due fondachi aperti su Corso Vannucci, la sede dell`antica Arte della Mercanzia si presenta tuttora nelle forme assunte alla fine del Trecento. Raro esempio di originalità e conservazione di decorazione lignea a formelle intarsiate di legni pregiati, con minimo ricorso all`oro e al colore, rivela influssi nordici nell`uso del legno e orientali nel rigore geometrico. L`originalità si deve al legno, presente nell`arredo degli edifici religiosi, soprattutto cori e sacrestie, ma d`impiego limitato negli edifici laici, inoltre alla sua estensione su volte e pareti senza soluzione di continuità a creare un ambiente raffinato e omogeneo, a cui i toni caldi delle diverse essenze lignee conferiscono l`atmosfera d`un bosco autunnale. L`eccellente conservazione è legata alla continuità nel tempo dell`Arte, ora Nobile Collegio, della Mercanzia, attenta custode del patrimonio artistico e delle tradizioni perugine. La

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Palazzi storici | II Palazzo Baldeschi | Perugia

II Palazzo Baldeschi al Corso, così detto per distinguerlo dal palazzo Baldeschi in piazza degli Aratri (attuale piazza Cavallotti), è il risultato della fusione di preesistenze che occupavano in antico l`area compresa tra corso Vannucci, via Danzetta, via Baldo, via dello Struzzo e via Baglioni. Tracce del nucleo medioevale intorno al quale si sviluppò il successivo, estesissimo corpo di fabbrica sono ancora visibili in via Baldo. Qui, nel 1361, abitava Baldo degli Ubaldi (o Baldeschi), celebre giureconsulto, professore di diritto in molti atenei italiani tra cui Perugia, Bologna, Pisa, Firenze, Padova e Pavia. Gli eredi di Baldo continuarono a incrementare il nucleo abitativo trecentesco. Linterno del palazzo presenta decorazioni eseguite in larga parte nel secolo XIX. Di particolare interesse è la Sala delle Muse affrescata dal tolentinese Mariano Piervittori nel 1856, anno in cui il committente, il conte Ubaldo Baldeschi, si unì in matrimonio alla contessinaTeda Balleani; questa è

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Palazzi storici | Palazzo della Penna | Perugia

Palazzo della Penna Collocato nel centro storico della città a breve distanza dal bastione meridionale della Rocca Paolina, Palazzo della Penna è una residenza gentilizia cinquecentesca, testimone di secolari stratificazioni architettoniche d`età etruscoromana, medioevale, rinascimentale, neoclassica e contemporanea. Al suo interno il museo ospita un articolato percorso espositivo che comprende opere di epoca barocca (collezione Martinelli),tra le quali spicca il bozzetto di un Cristo ligato di Gian Lorenzo Bernini; una sezione ottocentesca allestita con una selezione di materiali provenienti dall`Accademia di Belle Arti "P Vannucci" di cui si segnalano il gesso originale de leTre Grazie di Antonio Canova e il monumentale cartone di jean Baptiste Wicar raffigurante lo Sposalizio della Vergine; I a Collezione Gerardo Dottori che ospita numerosi capolavori del maestro futurista umbro tra i quali Incendio città e Trittico della velocità; la sezione "Beuys a Perugia", in cui sono esposte

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Costruzioni storiche | Pozzo Etrusco | Perugia

Detto anche Pozzo Sorbello, dal nome della nobile famiglia proprietaria del Palazzo sovrastante, il monumento è una eccezionale opera di ingegneria idraulica, databile alla seconda metà del Ili secolo a.CC che testimonia l`elevato grado di civiltà raggiunto dalla comunità perugina in quell`epoca. Le dimensioni del manufatto, del tutto inusuali rispetto alle normali caratteristiche delle riserve idriche di epoca etrusca, fanno ritenere che il manufatto sia stato concepito come una cisterna. Percorrendo un cunicolo d`età medioevale è possibile entrare nel pozzo e utilizzarlo grazie a una moderna passerella da cui si osserva l`imponente monumento. Sulla base del rivestimento sono leggibili segni alfabetici, analoghi a quelli che si trovano incisi in alcuni blocchi inseriti nelle mura della città. Piazza Danti, 18 ORARIO: tutti i giorni 10.30 - 13.30 / 14.30 - 17.00 chiuso martedì www.comune.perugia.it Tel. 075.5733669

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Itinerari | L`anello della Cima Mutali a Fossato di Vico | Fossato di Vico

Itinerario circolare a piedi con partenza e arrivo alla stazione Fs Fossato di Vico (linea Roma-Ancona). Si sviluppa alle pendici e sulla vetta di Cima Mutali, sulla catena spartiacque fra Umbria e Marche. - Tempo di percorrenza: 5 ore, escluse le soste. - Dislivello: 670 metri. - Segnavia. Sentiero 9 fino al bivio sotto Colle Aiale, poi sentiero 123 fino alla Cima Mutali. Tutti segnalati con tacche di colore bianco/rosso. - Condizioni del percorso: strade sterrate, sentiero. - Equipaggiamento consigliato: scarponcini leggeri, giacca a vento con cappuccio. - Periodo consigliato: dalla primavera all`autunno. - Dove mangiare. Nessun ristoro lungo il percorso salvo il bar ristorante Il Valico, al Valico di Fossato, tel. 348.9290104 (richiede una breve diversione dall`itinerario). Rifornirsi di provviste e di acqua a Fossato di Vico. - Indirizzi utili. Ufficio turistico di Gubbio, piazza Oderisi, tel. 075.9220693 - http://www.umbria2000.it - Proloco di Fossato, tel. 0719190202.

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Itinerari | L` isola Polvese | Passignano sul Trasimeno, Magione, Castiglion del lago

Itinerario circolare a piedi sull`isola Polvese (lago Trasimeno). Polvese è accessibile da Pasqua a settembre con il servizio di navigazione lacuale. I battelli effettuano servizio con partenza da Passignano (una corsa giornaliera) o da San Feliciano (più di frequente). Per informazioni e orari: tel 800-512141 - http://www. apmonline. com. La stazione ferroviaria di Passignano (linea Perugia - Terontola) si trova a circa 350 metri dall`imbarcadero. Per raggiungere San Feliciano occorre invece effettuare un tragitto a piedi di circa 3,5 km - Tempo di percorrenza: 2 ore. *Dislivello: 56 metri. - Condizioni del percorso: strade campestri sterrate. Dove mangiare. Alla Villa, sull`isola, è in funzione un ristorante (tel. 075.9659545); un secondo ristorante (Casa di Delfo) è aperto in estate presso la punta orientale. - Le buone compere. Alla Bottega della Qualità (tel. 075.9659547) si possono acquistare i prodotti biologici dell`isola, in particolare l`olio d`oliva. +Indirizzi utili

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Itinerari | Da Tuoro a Passignano sul Trasimeno | Tuoro, Passignano sul Trasimeno

Itinerario lineare a piedi con partenza dalla stazione Fs di Tuoro sul Trasimeno e arrivo alla stazione di Passignano sul Trasimeno (linea Terontola - Perugia). Si sviluppa sulle alture che circondano la sponda settentrionale del lago Trasimeno a un`altezza media di 350 metri. - Tempo di percorrenza: 4 ore e 30 minuti. - dislivello in salita; 456 metri. - Segnavia: bianco/rosso con il numero 2 (attenzione! La segnalazione è approssimativa e in alcuni tratti del   tutto mancante). - Condizioni del percorso: strade campestri sterrate, sentieri. Periodo consigliato: tutto l`anno. - Dove mangiare. Su( percorso non si trovano punti di ristoro. A Tuoro ci si può rifornire di provviste. - Indirizzi utili. ProLoco di Tuoro, via Ritorta 1, tel. 075.825220, in estate aperta tutti i giorni dalle 9 alle 12 e   dalle 15 alle 18. Taxi: G. Bufali (Tuoro), tel. 336.633854. Dalla stazione di Tuoro (alt. 267) si seguono le indicazioni per il centro abitato (a i km)

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Itinerari | Da Assisi a Spello | Assisi, Spello

Itinerario a piedi con partenza ad Assisi, in piazza Matteotti, e arrivo alla stazione di Spello. La piazza si raggiunge in bus ogni 30` dalla stazione di Assisi. Vempo di percorrenza: 7 ore, escluse le soste. - Dislivello: 800 metri. - Segnavia: sentiero 50, segnalato con tacche di colore bianco/rosso. - Condizioni del percorso: strade sterrate, sentiero. - Equipaggiamento consigliato: scarponcini, giacca e berretto antivento. *Periodo consigliato: dalla primavera all`autunno. - Dove mangiare: lungo l`itinerario non si incontrano punti di ristoro; dotarsi di provviste e di acqua ad Assisi (buoni panini e torta al formaggio da Andrea, in p.za S. Rufino, poco sotto p.za Matteotti). - I buoni acquisti: a Spello, in corso Cavour 35, si trova l`enoteca Hispellum che, oltre ai vini regionali ha un vasto assortimento di altri prodotti alimentari locali (fra cui l`olio biologico), tel. 0742.651766. - Indirizzi utili: Parco naturale del Monte Subasio, Cà Piombino, Assisi, tel. 075.81518

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Itinerari | Da Spoleto a Santa Anatolia di Narco | Spoleto

Itinerario lineare a piedi con partenza dalla stazione ferroviaria di Spoleto e arrivo a Santa Anatolia di Narco, in Valnerina. Si sviluppa lungo la catena montuosa che separa la Valle Umbra dalla Valnerina. L`itinerario può essere coperto anche con una robusta mountain-bike, ma, in questo caso, occorre tener presente che, per l`impossibilità di percorrere la galleria di valico, occorre affrontare il colmo della montagna e discendere con la bicicletta a spalla gran parte dell`opposto versante fino a incontrare la strada per Tassinare. Un`alternativa meno faticosa consiste nel raggiungere Caprareccia, proseguendo sulla strada, dopo Borgiano; imboccare la statale della Forca di Cerro e, giunti al valico (alt. 734), seguire a destra la sterrata segnalata che conduce a Tassinare; qui riprendere il percorso descritto. Infine occorre tener conto del percorso di ritorno a Spoleto che richiede da Piedipaterno (4.8 km a nord di S. Anatolia) un secondo superamento della Forca di Cerro. - Tempo

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Itinerari | Da Spoleto a Patrico | Spoleto

Itinerario circolare a piedi con partenza e arrivo alla stazione ferroviaria di Spoleto. Si sviluppa lungo e attorno al valle del Fosso di Vallecchia, sul versante occidentale del Monteluco. - Tempo di percorrenza: 5 ore e 30 minuti. - Dislivello: 714 metri. - Condizioni del percorso: sentieri, strade sterrate. - Segnavia: sentiero 6 fino a Patrico, poi sentiero 7 dalla Forcella Veflana a Le Aie, infine sentiero 1 da Le Aie a S. Pietro. - Periodo consigliato: tutto l`anno, salvo l`inverno in caso di neve - Dove mangiare. A S. Giuliano, Trattoria S.Giuliano, tel. 0743.47797. A Pa trico, Agriturismo Bartoti (con alloggio), tel. 0743.220058. - Altre informazioni utili. Ufficio turistico di Spoleto, piazza della Libertà 7, tel. 0743.220311. Il punto di partenza del sentiero segnalato è fissato alla periferia sud di Spoleto, vicino alla chiesa di San Pietro, da cui si farà ritorno. Dalla Stazione ferroviaria vi si arriva attraversando a piedi il centro storico o utilizzando la l

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Itinerari | Da Spoleto a Foligno | Spoleto, Foligno

Itinerario lineare in bicicletta con partenza alla stazione Fs di Spoleto e arrivo alla stazione di Foligno (linea Roma-Ancona). Si sviluppa lungo i corsi d`acqua della Valle Umbra su strade secondarie o con limitazioni di traffico veicolare. - Distanza: 33 km. - Dislivello: trascurabile. - Condizioni del percorso: strade secondarie asfaltate e sterrate. - Mezzo consigliato: bicicletta da turismo con battistrada rinforzato, casco protetivo. - Periodo consigliato: in ogni stagione. - Dove mangiare. Lungo l`itinerario non si trovano molti luoghi di ristoro. I più si concentrano lungo il tratto della Flaminia nei pressi delle Fonti del Clitunno, oppure nei centri di Passignano e di Trevi. Qualche indirizzo esente da contaminazioni turistiche: alle Fonti del Clitunno, La Trattoria, tel. 0743.275797, chiuso il giovedì e a gennaio; a Trevi, al km 139 della statale FLaminia, Taverna del Pescatore, tel. 0742.780920, chiuso mercoledì, tradizionale cucina umbra. - Riparazione cicli. A Spo

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Curiosità | Sacra Spina | Montone

Sacra Spina. Il nome di Montone è legato al condottiero Braccio Fortebraccio, ma anche ad una singolare reliquiaa conservata in quella cittadina: una delle. Spine della corona di Gesù. Le sacre Spine venerate nel mondo sono molte, ma molte erano quelle della corona: essa, infatti, doveva raffigurare un casco militare, come usavano i monarchi romani e orientali. Tale forma di serto fu adoperato appunto dai soldati di Roma per schernire Gesù, che si era proclamato re dei Giudei, e, al tempo stesso, per farlo maggiormente soffrire. Alcuni studi sulla Sacra Sindone hanno rivelato che così era tale corona. Come giunse a Montone questa Sacra Spina ? La corona di spine fino al IV secolo d.C. fu custodita e venerata a Gerusalemme. Poco dopo il 1000, essa era a Costantinopoli, essendovi stata portata, perché i Turchi avevano occupato Gerusalemme. Incalzando i Turchi anche su Costantinopoli, nel 1238, fu portata a Venezia (San Marco). Il re San Luigi IX di Francia volle acquistarla per 160.000 l

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Personaggi storici | Sacripante Giuseppe | Narni

Sacripante Giuseppe. Cardinale (Narni 1642 - Roma 1727). Si ricorda come grande giurista, di vasto ingegno e virtù. Fu stimato dai papi, che gli affidarono incarichi importanti, anche nelle Congregazioni. Amò molto la sua città di Narni, alla quale dette un ospizio per i giovani, con gli Scolopi, e uno per le ragazze, con le Maestre Pie. Patrocinò il culto della Beata Lucia (v.) narnese e in suo onore fece erigere la ricca cappella a lei dedicata. A suo carico apportò riparazioni al duomo e alla chiesa di S. Domenico. Restaurò il monastero di S. Bernardo e l`Abbazia di S. Cassiano. Morì a Roma e fu seppellito a S. Ignazio, nella cappella di S. Giuseppe, da lui fatta costruire. Ebbe un nipote, Carlo, che fu pure cardinale e altrettanto dotto e benefattore per la sua città; fu sul punto di essere eletto papa, quando ne uscì il card. Lambertini (1740).

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Curiosità | Sacro chiodo | Spoleto

Sacro chiodo. Si venera a Spoleto uno dei Chiodi, che trafissero Gesù sulla Croce. La devozione risale al secolo XV e si ricongiunge alla tradizione, secondo la quale Sant`Elena, di ritorno dalla Terra Santa, dove era andata in cerca di reliquie della Passione, placò il mare in tempesta gettandovi un Chiodo della Croce. Esso sarebbe stato ritrovato sulla spiaggia dell`Adriatico e portato a Spoleto da un santo eremita di Monteluco. Dopo la morte di questi, il chiodo finì per ferro vecchio da un fabbro, ma ben presto segni prodigiosi convinsero l`artista che esso era oggetto sacro: nel fuoco non fuse; il fabbro lo scagliò via, restando paralizzato; lo raccolse e restò sanato; allora lo cedette ai domenicani, che abitavano davanti alla sua fucina. Gregorio XIV ottenne una miracolosa guarigione (1591). Racchiuso in una preziosa teca dorata, è venerato nella chiesa spoletina di San Domenico. Bibl.: AGGELINI-ROTA, Spoleto e dintorni, 1921.

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Chiese | San Basilio (abbazia di...) | Collazzone, Collepepe

San Basilio (abbazia di...). Tra Collazzone e Collepepe, ora meglio conosciuta come Convento dei Cappuccini. Fu un monastero di monaci basiliani, quindi di rito orientale. Si ritiene che esso risalga attorno al 1000. Diradati i monaci, nel secolo XVII, Papa Urbano VIII passò il monastero ai Cappuccini, che rimaneggiarono tutto il vecchio complesso, trasformandolo come è adesso. Nel 1861 fu demaniato e, nel 1880, fu venduto al conte Nicola Franzoni (20 maggio) al prezzo di L. 4.834,20 cent. Eugenio Franzoni, figlio del precedente, ne fece dono ai Cappuccini, che vi tornarono e vi restarono fino al 1945, quando lo riconsegnarono ai Franzoni. Il complesso già presenta carenze e fatiscenze.

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Palazzi storici | San Benedetto (abbazia di...) | Gualdo Tadino

San Benedetto (abbazia di...), in Gualdo Tadino. Al principio del secolo X, sorse tra le mura di Tadino (Porta di sotto) e l`attuale stazione, sul rialzo, tra Santa Maria di Rose e il voc. Pomaiolo. In un atto del 1002 è detto monasterium in honorem beati Benedirti, intra ducatum Spoletinum, in comitatu Nucerino, infra fundo Gualdi. Fu fondato dai conti di Nocera circa il 900. Nel 1006 Offredo lo ricostruì di nuovo e vi chiamò per abate Placido, di San Benedetto di Mugnano di Perugia. Offredo dotò di molti e vasti beni l`abbazia (2100 modioli di terra) e per qualche tempo vi fu monaco. Per la festa di San Benedetto i monaci offrivano ai conti due candele, mentre questi ricambiavano con un orcio di olio, mezzo porco e 12 pani, più la protezione. Da allora iniziò la prosperità e la floridezza dell`abbazia e la sua potenza, che si sviluppò nei secoli XI e XII, con altre donazioni di campi e vigne (1034). In particolare i conti di Vico ripetutamente legarono i loro beni al monastero (1060)

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Chiese | San Benedetto sul Subasio (abbazia...). | Assisi, Spello

San Benedetto sul Subasio (abbazia...). Posta a mezza costa del monte, dalla sua altezza spazia su un panorama irrepetibile. Non si conosce la data di fondazione, ma già prima del mille dipese da Farfa: Leone IX confermò tale dipendenza nel 1051, così fece Enrico IV nel 1065. In una successiva conferma di possessi a Farfa non si fa più parola di questo monastero, per cui si pensa che esso si era reso indipendente. I monaci avevano un piede a terra dentro Assisi (de pede platee) in San Paolo e si sa che questo priorato era stato aperto dall`abate del Subasio, Aginaldo nel 1071. Dalla bolla di Innocenzo III del 1198 risulta che il vescovo di Assisi aveva giurisdizione sulla abbazia, ma qualche anno dopo questa venne a cessare. Fu l`abate Maccabeo o Teobaldo a concedere a Francesco d`Assisi nel 1210, in cambio di un cestello di lasche del Chiascio all`anno da portare il 20 marzo, vigilia di S. Benedetto, l`uso della Porziuncola. I nomi degli abati ci sono pervenuti in forma frammentaria,

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Costruzioni storiche | San Benedetto Vecchio o di Monte Pellio | Gubbio

San Benedetto Vecchio o di Monte Pellio. In comune di Gubbio. È forse il monastero Sancti Benedicti elencato nel diploma di Enrico VI (1191) fra le proprietà degli alti prelati eugubini, che un tempo erano state signorie immunitarie, e alle quali l`imperatore conserva una certa autonomia di tipo feudale. La chiesa ha subito nei secoli varie manomissioni. Inizialmente era ad unica navata, poi fu ridotta a tre, pur conservando unica abside semicircolare. La navatella destra fu in seguito trasformata in sacrestia. La facciata attuale copre solo la navata centrale e la sacrestia. Alcuni elementi architettonici della facciata, nel fianco destro e all`interno (archi a sesto acuto) fanno pensare che la chiesa sia del sec. XI o XII e che il primo rimaneggiamento sia avvenuto nel XIII secolo. In quel periodo il monastero e il castello erano assai potenti, per cui Città di Castello fortificò Pietralunga e proibì agli abitanti di passare in territorio eugubino in tempi di sommosse. Infatti tale

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Chiese | San Damiano di Assisi. | Assisi

San Damiano di Assisi. È un luogo, che ha conservato il suo aspetto originario, ma in pochi luoghi francescani ci sembra di essere più vicini al cuore di San Francesco, come qui. Forse per quella armonia fra la semplicità della chiesa e del convento e la severità della natura. La chiesa, dal tetto spiovente su cortine petrose e finestrelle disadorne, l`umile porticato parlano della povertà, dell`amore del Santo. L`oratorio doveva esistere prima del secolo XI. Qui il Santo ricevette dalla stessa voce del Crocefisso (1206) l`esortazione, che fece cambiare la vita del giovane : «Va`, o Francesco, ripara la mia casa ! ». Francesco, lì per li, non capì il significato intimo delle parole, che parlavano invece della casa delle anime. E corse a Foligno e vendette le sue stoffe e il cavallo e portò il ricavato al cappellano per il restauro della cappella. Il cappellano rifiutò e Francesco gettò la borsa del denaro da una finestrella. Due anni più tardi Francesco lavorò materialmente all`assesta

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Chiese | San Donato di Buiano (abbazia) | Castel Ritaldi, montefalco

San Donato di Buiano (abbazia). E’ su una leggera altura tra Castel Ritaldi e Montefalco. Alla chiesina è annessa una casa colonica. Fu sede di un monastero benedettino, che sorse nella seconda metà del secolo XII, con l`intento di bonificare le terre invase dal Ruicciano e dai suoi affluenti. Si hanno molti documenti tra il 1096 e il 1295 sulla vita del monastero. Il 5/3/1295 fu soppresso dal vescovo di Spoleto, Gerardo, unitamente a quello della vicina Turrita, per la grave decadenza dei monaci: in Spiritualibus et temporalibus periculosa foret deformatione collapsa, in gravem infamiam dicti Ordinis et ecclesie prefate non modicum detrimentum. La chiesa e i beni furono uniti al Capitolo della Cattedrale, dove è pure conservata molta documentazione pergamenacea (L. Fnusrl, Arch. Storia Eccles., vol. IV, pag. 300). La chiesa reca un campanile a vela. Resta l`antica chiesa monastica, costruita anche con grossi blocchi quadrati di spoglio da edifici romani della zona. Difatti nei terreni

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Costruzioni storiche | San Donato di Pulpiano (badia di...). | Gubbio

San Donato di Pulpiano (badia di...). Monastero del contado eugubino. Si chiamò anche S. Bartolo (Bartolomeo) di Petrorio. Si trovava sulla collina a nord di Padule, dove oggi sorge la frazione di Petroia (v.). Il castello era attaccato alla badia. Di essi non resta più nulla. La chiesa è in completo abbandono. Eppure si trattò del più potente monastero eugubino. Celestino III il 12/XI/7191 pose sotto la propria protezione il monastero, confermandogli tutte le possessioni: terreni, chiese, cappelle sparse per la diocesi di Gubbio tra l`Umbria e le Marche. Si tratta di un elenco lunghissimo, al quale successivamente si aggiunsero altri beni. Prese a decadere nel sec. XIV.

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Chiese | San Felice di Giano (abbazia di...). | Giano dell` Umbria

San Felice di Giano (abbazia di...). Dove oggi sorge l`abbazia di San Felice di Giano, pare esistesse Vicus Martanus. Qui San Felice, martirizzato sotto Diocleziano e Massimiano, vescovo di questa città, fu seppellito. Egli stesso aveva fondato l`attuale chiesa nel 306 (Lanzoni-Fausti). L`abbazia, invece, sembra sia sorta sulle rovine di quel Vicus circa il 950. La facciata della chiesa è a capanna. Quella originale doveva essere più bassa. Le quattro aperture a finestra quadrata e una ad arco sono molto posteriori. Doveva esistere l`oculo in alto. Originale la trifora. La pietra in conci rossi di S. Terenziano e la sua sistemazione farebbero pensare ad un`antica facciata con le parti laterali più basse, corrispondenti alle tre navate. Sotto l`oculo è un elegante capitello di spoglio di antico edificio romano. Così le due colonnine, una liscia e una tortile e i capitelli della trifora (secolo X e XI). Il portale è semplice. L`interno è formato da tre navate, molto strette: piuttosto al

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Chiese | San Giuliano (abbazia di...). | Spoleto

San Giuliano (abbazia di...). È situata sulla collina omonima, che domina Spoleto e la pianura umbra. Questa chiesa ha origini molto antiche, che, secondo la tradizione, risalirebbero all`epoca paleocristiana (V-VI sec.). L`edificio a noi pervenuto è del XII sec., salvo il campanile in parte rifatto più recentemente. Sulla facciata mutilata è un`ariosa trifora di stile romano, con frammenti marmorei del sec. VI, pervenuti dalla precedente costruzione. È a tre navate, delle quali quella a sinistra è più recente, partite da colonnine in pietra concia. Il presbiterio è sopraelevato, con cripta: termine triabsidato. Si vedono resti di pitture datate al 1442. Oggi nulla rimane del convento. Esso ebbe radici dagli eremitori di Monteluco (v.): ad esso si rifacevano gli anacoreti. Tuttavia via via perse questo carattere e vi si affermò il regime monastico benedettino. Gli eremitori vi restarono legati solo da vincolo disciplinare e di soggezione. Sui primi del 1300 l`abbazia era ricchissima,

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