Umbria
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Personaggi storici | Mazzatinti Giuseppe | Gubbio

Mazzatinti Giuseppe (Gubbio 1855 - Forlì 1906). Letterato e storico, mazziniano e carducciano. Compì gli studi liceali a Gubbio, poi passò all`Università di Pisa. Insegnò nel ginnasio di Gubbio, Foggia e Alba. Per incarico del Ministro della P.I. esplorò le biblioteche di Francia per catalogarne i manoscritti italiani. Il lavoro lo prese e non ebbe più sosta. Nel 1887, era professore al liceo di Forlì, dove poi restò, pur compiendo frequenti ritorni a Gubbio. Ebbe la direzione della biblioteca comunale forlivese. Scrisse molti saggi di storia letteraria, artistica, civile. Dette alla luce numerose opere di cronache medioevali inedite ed Epistolari di uomini insigni. Le sue fatiche maggiori sono : Inventari dei manoscritti italiani nelle biblioteche di Francia, e gli Archivi di Storia d`Italia. Fondò l`archivio della R. Deputazione di Storia Patria dell`Umbria. Er austero, di nobile portamento, ma generoso. Morì a Forlì il 15/11/1906. Gubbio gli intitolò il ginnasio e un busto. Verso

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Personaggi storici | Menicale Abdon | Todi

Menicale Abdon (Todi 1827-1886). Frate, poi prete a Turrita di Montefalco, patriota. Sognò tutta la vita di poter volare. Nel 1842 compì il primo volo sfortunato. Nel 1857 riprese gli esperimenti: dopo la messa domenicale, spiccava il volo dal campanile verso i campi, davanti ai parrocchiani. Nel 1860 si compromise a favore del plebiscito, benedì le nuove bandiere e fu sospeso a divinis. Allora fu a Foligno dove costruì un rudimentale atlante. A Todi riprese gli esperimenti dall`alto del tempio della Consolazione. Il card. Pecci lo reintegrò nel sacerdozio e allora portò a termine il suo apparecchio, il telaquilio, che fu purtroppo distrutto dopo la sua mote. Dai disegni, che restano, si vede che non doveva essere molto differente dai velivoli a motore. Nella biblioteca com. di Montefalco è conservato il suo testamento olografico (1881). Bibl.: GIUSEPPE MANCINI, Todi e i suoi castelli, 1960; MARIO TABARRINI, Agosto, p. 79.

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Personaggi storici | Merlina | Ferentillo

Merlina. Fuori del palazzetto comunale di Ferentillo si notava la presenza di catene di ferro, alle quali, secondo gli Statuti, erano legati, nei giorni festivi, i malfattori impenitenti, i bestemmiatori e i ladri. Da Medina poi è scaturito: mettere alla berlina: ad corrigendum et puniendum delinquentes (Statuti, rubrica 3). Il comune possedeva un elenco aggiornato di bestemmiatori. Questo come esempio, ma in molti altri palazzi comunali sono restati i segni della gogna: così a Narni si vedono gli anelli di ferro sulla facciata del palazzo dei Priori.

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Personaggi storici | Merlini Orlando | Gubbio

Merlini Orlando (Gubbio morto 1510). Pittore. Nativo di Perugia, divenne poi cittadino eugubino nel 1504. Lo Gnoli lo definisce: « È poco più che un pittore di immagini votive, strettamente umbro, con influenze di Fiorenzo di Lorenzo e del Pintoricchio » (GnoLr, Pittori umbri, pag. 225). Ha lasciato opere in Umbria e Albacina; particolarmente a Casacastalda e a Gubbio. È controversa l`attribuzione di un trittico (Vergine con i Santi Giuseppe e Caterina) a Sassoferrato. Nella chiesa di S. Maria della Ghea, presso Fossato, c`era una sua Annunciazione, di cui è restato solo l`Arcangelo. A Eggi di Spoleto gli attribuiscono un ciclo di affreschi nell`abside della chiesa delle Grazie: Madonna Annunziata a destra, l`Arcangelo a sinistra, al centro l`Eterno; nel catino Eterno tra angeli, nel tamburo i ss. Rocco, Michele, Sebastiano, Giovanni Battista, Madonna delle Grazie con Bambino. A Ferentillo (chiesa di S. Maria): S. Lucia (1507).

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Personaggi storici | Messalina | Foligno

Messalina (Santa). Vergine e martire di Foligno (morta 253). Nata da famiglia nobile nel 235, fu discepola di S. Feliciano. Visse in perpetua verginità e si esercitò nella orazione, in opere di bene, di pietà e misericordia. Nel 252 passò per Foligno l`imperatore Decio, trionfatore dei Persiani e vi si fermò qualche tempo, proibendo il culto cristiano. Molti fedeli abbandonarono San Feliciano, che fu preso e incarcerato. Ogni giorno, Messalina, sfidando il pericolo, si recava da lui con del cibo. Sorpresa dai carcerieri, fu invitata a sacrificare agli dei. Al suo rifiuto, fu barbaramente flagellata e percossa, mentre genuflessa, con gli occhi fissi al cielo, sostenne il lungo martirio, fino alla morte. Era il 18 gennaio 253. Fu la prima martire folignate. Il corpo fu segretamente nascosto nella chiesa palatina (poi cattedrale di s. Feliciano). Si conservano di lei i capelli. Dopo molte ricerche, nel 1599 furono ritrovate le relique in un sarcofago, con la scritta: Hic subtus iacet corp

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Personaggi storici | Mezastris | Foligno

Mezastris o Mezzastris Pierantonio (Foligno 1430-1506). Pittore. Fu aiuto e collaboratore del Gozzoli, da cui assorbì profondamente lo stile, a San Francesco di Montefalco: suo è il fronte della cappella di San Girolamo e tutta la seconda e la sesta cappella dedicate a San Bernardino e al Crocefisso; (c`è stato portato anche un affresco staccato). Dal Gozzoli apprese la raffinata eleganza, la dolcezza e l`interno sentimento di misticismo. Egli era di temperamento gentile e un po` timido, portato ad una visione serena più che drammatica delle cose. Nella sala IV di Palazzo Trinci in Foligno di lui abbiamo, provenienti dal convento di San Francesco: Madonna con Bambino, San Giovanni Battista e San Francesco (1491); Crocefisso con angeli e santi (circa 1470); Madonna con San Simone e due angeli. Nella stessa sala, provenienti dal convento di San Domenico : Madonna con Bambino e i santi Domenico e Giacomo e angeli; Grande affresco, firmato e datato: Incoronazione della Vergine (1486), fors

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Personaggi storici | Minervio Severo | Spoleto

Minervio Severo (morto 1529). Figlio di Ermodoro. Spoletino, esperto capitano di armi al servizio dei maggiori principi italiani e insieme scrittore di memorie patrie, che costituiscono un`importante fonte per la storia della sua città: De Rebus Gestis atque Antiquis Monumentis Spoleti, Libri Duo. I volumi sono dedicati al vescovo Francesco Eroli, e furono pubblicati da Achille Sansi. Fu verseggiatore elegante, dotto oratore e diplomatico valente. Come uomo darmi, condusse la battaglia contro i castelli della Valnerina e della montagna spoletina in rivolta contro Spoleto, riportandovi la pace, soprattutto dopo aver catturato e arso vivo Petrone di Vallo, capo della guerriglia. Clemente VII, assalito dai Lanzichenecchi a Roma (1527) ne invocò l`aiuto. Con settemila soldati egli si spinse fino all`Aquila: salvò Spoleto da quei barbari. Il papa lo volle compensare, facendolo signore di Giano dell`Umbria, ma i gianesi lo rifiutarono (Sansi).

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Personaggi storici | Modestini Lucio | Cannara

Modestini Lucio. Di Cannara. Secondo la storiografia francescana, egli fu il primo terziario. « Una domenica di primavera il Santo era a Cannara per predicare. E predicò con tanto fervore che tutti gli uomini e le donne di quel castello, per devozione gli volevano andare dietro : ma Santo Francesco nol lasciò, dicendo loro: - Non abbiate fretta e non vi partite; io ordinerò quello che voi dobbiate fare per salute delle anime vostre ». Uno dei più ricchi del luogo, il Modestini, volle che meglio il Santo gli spiegasse cosa avesse dovuto fare per essere dei suoi, senza abbandonare i suoi beni: Francesco gli cinse il cordone ai fianchi, e gli parlò chiaramente come essere frate o monaca, restando secolari. Nella cittadina c`è una chiesina, la Buona Morte, sorta sul luogo dell`avvenimento (vedi: Terzo Ordine francescano).

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Info eventi | Il Cantamaggio a Ficulle | Ficulle

Il “Cantamaggio” a Ficulle ha origini che si perdono nel tempo. Qualsiasi ficullese, a domanda, risponderà che “il Maggio a Ficulle si è sempre cantato”. La sera del 30 Aprile, appena fatta notte, squadre di decine di uomini (in seguito anche donne), per lo più contadini, partivano cantando a più non posso e con in testa il “sonatore” di organetto, per un lungo giro nelle campagne che si concludeva all’alba. Nei poderi trovavano sempre gente disposta a largheggiare in uova, pane, prosciutto, formaggio e, soprattutto, vino. Non è facile immaginare in quali condizioni vedevano sorgere il sole; si racconta che un anno il suonatore si accorse di essere finito in una “troscia” solo quando l’organetto smise di suonare perché si era riempito d’acqua. Il giorno dopo, la festa continuava con frittate giganti fatte con le uova raccolte e, tanto per cambiare, sbornie ricordevoli. Ma cosa canta il Maggio? Canta la gioia per l’arrivo dell’estate, canta la fecondità della terra e deg

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Informazioni varie | Orto Botanico - Perugia | Perugia

L`Orto Botanico di Perugia è stato creato nel 1962, per offrire un adeguato supporto ai programmi didattici e scientifici svolti dall`Università di Perugia. Si può visitare tutti i giorni feriali dalle ore 8,00 alle ore 13,00. L`ingresso è gratuito. Per un numero di visitatori superiore a dieci sono previste visite guidate previo appuntamento telefonico al numero 07532643. La storia Notizie certe sulla fondazione di un Orto botanico a Perugia risalgono al 1768 quando venne nominato Annibale Mariotti a ricoprire la cattedra di Botanica, anche se, verso la metà del XVI secolo, quando furono fondati gli Orti botanici universitari di Padova e di Pisa, anche a Perugia probabilmente si sentì la necessità di possedere un appezzamento di terreno in cui collezionare delle specie vegetali; di questo appezzamento comunque non si ha documentazione in merito alla sua esistenza. Quindi il primo Orto botanico di Perugia risulta essere quello del 1768; esso giaceva pensile sul terrapieno

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Costruzioni storiche | Monteruffiano | Perugia

Monteruffiano. Fortezza della repubblica perugina, sulle colline tra Passignano e Castelrigone, eretta prima del 1000, a 422 slm. Pare derivi il nome dal fatto di essere stato ricetto di amanti o perché le torri avevano molte feritoie, che da lassù, potevano spiare tutto intorno. Perugia vi teneva una guarnigione, sui confini della insidiosa Arezzo. Nel 1301 si ribellò a Perugia; nel 1380 era del contado di Porta S. Susanna. Della fortezza oggi restano pochi metri della torre maggiore, con ampio ambiente a volta, mentre fino ad un paio di secoli indietro c`erano case, un molino a olio, una cisterna e una chiesa parrocchiale, dedicata a Santo Stefano. Enrico II nel 1014 la sottomise all`abbazia di Farneta (v.), unitamente a quelle vicine di San Donato e di San Vito, per dieci staia di grano e due paia di capponi. Gregorio IX, nel 1238 confermò quanto sopra. Nel 1526 fu soppressa la parrocchia e aggregata a quella di S. Vito. Poi subito le dette tre chiese passarono in giurisdizione dell

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Costruzioni storiche | Montalera | Magione

Montalera. Antico castello a sud-est del Lago Trasimeno, in comune di Magione. Non si hanno notiziae prima del 1200, quando era dei Montemelini. Dopo la morte di Giacomo, essendo i suoi fratelli dichiarati traditori dal comune di Perugia, il castello fu loro tolto (1249). I figli di Giacomo chiesero a Papa Urbano IV la restituzione del castello e lo riebbero nel 1262. Parte di esso fu comperato dal Comune di Perugia, che, nel 1301 decretò l`acquisto di tutto. Ciò che avvenne nel 1312. Saccone Tarlati lo mise a sacco e fuoco nel 1335. L`abate di Monmaggiore, governatore del papa a Perugia, lo cedette a Francesco e Giacomo Coppoli (1372), ma la sommossa popolare del 1375 glielo ritolse. Nel 1382 il castello era di un tale Nicolò di Pietro di Porta Santa Susanna. Nel 1393 fu dato a Biordo Michelotti, insieme con la posta di Panicarola, come acconto dei 14.000 fiorini, che gli spettavano per la riconquista di Castiglion del Lago. Morto lui, tornò al comune. Dal 1416 al 1488 sembra sia stat

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Costruzioni storiche | Montalfina | Orvieto

Montalfina. Castello del comune di Castelgiorgio, rettangolare, con cortile interno, due torri nel prospetto principale. E` circondato da un vasto parco: è ancora ben conservato. E’ al confine con il Lazio, a 603 slm. La località, fino al termine del secondo conflitto mondiale, era coperta da boschi probabilmente mai tagliati. Tutti ricordano piante il cui diametro era ad altezza d`uomo. Querce e anche castagni. La zona appartenne alla pieve di San Donato o Piviere di San Donato, quasi tutta feudo del vescovo di Orvieto (nel catasto del- 1292 di Orvieto è indicata come sesto Piviere). Il castello di Montalfina, come quello vicino di Pecorone (v.) nacque verso il 1160 per rifugio della popolazione, atterrita dal passaggio di eserciti e fazioni in lotta, specialmente a Orvieto, e dei briganti, che si annidavano in quei boschi impenetrabili. Il castello fu notevolmente fortificato dai Monaldeschi, divenendo, con Torre Alfina (più a nord, nel Lazio), Castel Viscardo, Monterubiaglio e la Sa

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Costruzioni storiche | Montali | Castiglione del lago, Tuoro Passignano sul Trasimeno, Magione

Montali. È un`altura a sud-est del Trasimeno, non lontana dalla boscosa e superba rocca di Montalera. Su questo colle visse una comunità benedettina, che si rese benemerita per aver tracciato il canale Tresa, che, nei secoli, è servito per immissario o emissario del Trasimeno, a seconda delle magre o dell`abbondanza del lago. In tempi antichi il lago lambiva per tre quarti i piedi del colle: poi cominciò lentamente a ritirarsi, lasciando un terreno paludoso e insalubre. Il canale Tresa (v.), attraverso le sue vicende storiche, divenendo ora scolo, ora fiume, ha permesso di avere una vasta conca fertilissima.

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Costruzioni storiche | Montebreve | Gubbio

Montebreve. Questo castello era ai confini nord-occidentali del contado eugubino verso Pietralunga (Montis Brevis, Monte al Breve). Notizie di esso si hanno già nel sec. XII. Fu molto importante: il comune di Gubbio vi tenne un capitano e un presidio dal 1326. Consolidato e fortificato nel 1377, fu spesso rifugio di fuorusciti eugubini. Per questo il comune nel 1384 sollecitò gli uomini del luogo ad essere vigilanti. Nel 1385 vi si chiusero dei ribelli. Ci vollero 400 fiorini oro, dei quali 200 versati dal clero, per farli sloggiare. Fu restaurato nel 1491 e per molti anni fu valido baluardo. Nel 1757 il castello e le terre erano dei Cavalieri di Malta. Del vecchio castello oggi resta un massiccio edificio, adibito a ristorante.

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Costruzioni storiche | Montecchio | Orvieto

Montecchio. Appartenne sempre al territorio tuderte e fu valido castello avanzato verso il comune di Orvieto e del Patrimonio. Il nome pare venirgli dal fatto di essere in collina o secondo altri da Mons Herculis. Nel 1814, con la Restaurazione, Baschi fu eretto a comune e Monteccnio era sua frazione. Nel 1948 ancne 14íonteccnio fu reso autonomo. A chi arriva in paese, esso si presenta saldamente chiuso nelle sue mura medioevali, robusto e turrito, su un colle verdeggiante di boschi, di olivi, di viti, a 377 slm. Da una parte la Valle del Tevere, con meravigliosa agricoltura ee che delimita il comune ad ovest con quote di 80 metri; a est e a nord colline e piccole montagne (la più alta quota è Croce di Serra, mt. 994). L`agricoltura, specialmente il frumento, la vite e l`olivo hanno costituito la fonte di ricchezza principale nei secoli: più recentemente i tabacchi e le barbabietole da zucchero e i foraggi. I monti del Paglia a nord la riparano dai venti e danno un clima gradevole al

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Costruzioni storiche | Montelabate o Badia di Valdiponte | Perugia

Montelabate o Badia di Valdiponte. Si trova a 18 chilometri da Perugia: fu antica abbazia benedettina, trasformata in villa e fattoria, dopo che fu demaniata nel 1860. È posta in alto, tra un rincorrersi di collinette. La più antica memoria che si ha di essa è del 993, quando un tal Giovanni di Gregorio cedette del terreno ai monaci del Monastero di Santa Maria di Valdiponte in Corbisiano: questo fu il nome primitivo del monastero : quello di Montelabate gli venne soltanto nel 1749 e prima si riferiva ad altro luogo lì vicino : un castello di proprietà dell`abbazia, dove era una dipendenza laica del convento : ora scomparsa. Quando l`abbazia fosse sorta non si conosce: si dice tra il sec. VIII e il IX, come si ricava da una bolla di Giovanni XIX del 1030, che ordina all`abate Pietro di riparare il monastero, seriamente « destructum ». Dall`abbazia dipesero grandi possedimenti: circa 20 castelli e 30 parrocchie. Poi questo immenso patrimonio si dissolse via via, per l`imperizia degli ab

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Costruzioni storiche | Montelovesco | Umbertide

Montelovesco. Potente fortezza eugubina verso Umbertide, su una strategica collina. Il suo nome antico fu Castrum Montis Episcopi. Il possesso del primo castello fu confermato a Gubbio dal Barbarossa (1163), da Enrico VI (1191) e da Ottone IV (1211). Ebbe il compito di baluardo contro l`espansionismo perugino. Nella guerra tra Perugia e Gubbio del 1217 fu distrutto: nel successivo dickat imposto da Perugia ne fu decretata la non ricostruzione. A questo episodio forse si riferiscono i toponimi truci: Col della Battaglia, Col de le Forche. Ma poco dopo la forava era già in piedi più altera e forte di prima: sembra che l`avesse ricostruita il vescovato di Gubbio: infatti da allora si chiamò Monte del Vescovo. Nella nuova guerra, perduta ancora da Gubbio con Perugia del 1259, fu stabilita la sua azzerazione a spese del vincitore. Ciò che non avvenne: il vescovo ci passava l`estate e abbiamo molti suoi atti lì firmati. Nel 1282 il consiglio comunale decise di recuperare dal vescovo la giur

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Costruzioni storiche | Montemarte | Todi

Montemarte. Sopra una rupe, a 371 slm., a circa 2 Km. sulla destra del Tevere, due angoli di torri con feritoie e le mura nude di una chiesa diroccata (Sant`Andrea) sono il muto ricordo del terribile castello di Montemarte, che solo nel nome era un grido di guerra. Era stato eretto nel 922. E fu dei signori omonimi, che erano venuti in Italia dalla Provenza, al seguito di Lodovico II, oppure ramo laterale dei conti di Uppello (v.). Così ai confini tra Todi e Orvieto, il castello, in alterne vicende, fu ora dell`una ora dell`altra città. I conti di Montemarte furono guelfi, gente di antica nobiltà franca e di guerra. Todi, nel 1124, occupò il loro castello ed essi fuggirono a Orvieto, dove furono raggiunti dai Chiaravalle, cacciati pure da Todi. Ma presto gli orvietani riportarono i Montemarte al possesso del loro castello. Nel 1222 Orvieto riconobbe a Todi il dominio su Montemarte. Nel 1235 Todi, non potendo tenere con la forza il castello, attrasse con inganno il Conte Andrea, legitt

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Costruzioni storiche | Montemigiano | Umbertide

Montemigiano. Castello ora nel comune di Umbertide, ma già tifernate. Dista sette chilometri da Umbertide ed è a 424 m. slm. Fu molto importante fino al sec. XII, anche per la presenza di una abbazia. Appartenne ai marchesi del Monte, ma Uguccione lo sottomise al comune di Città di Castello nel 1226, con il canone di otto libre di denari pisani. La Lega ghibellina l`occupò unitamente a Città di Castello e Promano nel 1306. Nel 1383 Perugia si impossessò del castello, costituendone un baluardo contro l`avanzata ghibellina dei Tarlati di Arezzo in Val Tiberina. Così Montemigiano fu eretto a piccolo comune comitatino: il 7/1/1322 ne era podestà Oddo II Fortebraccio. Nel 1370 il castello passò sotto il diretto dominio della Chiesa. Fu brevemente tenuto dal marchese Giacomo e poi da fuorusciti perugini nel 1382. Nel febbraio del 1428 vi si insediarono alcuni fuorusciti del comune di Città di Castello, partigiani del Piccinino. Nella lotta tra Nicolò Vitelli e il papa, il castello fu tenuto

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Costruzioni storiche | Montepetriolo | Perugia

Montepetriolo. Castello medievale, a sud-ovest di Perugia, a 374 slm. Le prime notizie si hanno nel 1293, in una bolla. Nel 1390 fu occupato dai raspanti fuorusciti di Perugia, su tradimento di Ugolino Pilluso. I fuorusciti furono cacciati e il traditore e il figlio Angelo furono giustiziati. Il castello fu meglio fortificato ed esonerato da tasse e gratificato di immunità e condoni. Nel 1467 vi fu Paolo II. C`è un bel panorama, specialmente verso sud. La chiesa parrocchiale è dedicata a San Lorenzo e dipese dal monastero di Pietrafitta, che è poco lontano; essa era staccata dal contesto della fortificazione. Formò il catasto nel 1551.

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Costruzioni storiche | Monte Sant`Angelo (Rocca). | Terni

Monte Sant`Angelo (Rocca). Si trova tra Terni e Marmore. Questa rocca costituì sempre un baluardo di Terni contro Rieti nelle secolari lotte per la regolamentazione della Cascata delle Marmore. Nel 1870 furono ritrovate nella zona tracce di un`antica stazione litica (età della pietra) : scheletri, raschiatoi, coltelli, piccole seghe di pietra e stoviglie fatte di impasto nerastro. Vi fu trovata anche una piccola necropoli con due stratificazioni di tombe : a incenerimento quelle inferiori, a inumazione quelle sopra. Nel 1209 la rocca fu occupata dai narnesi, per tenere a bada Terni e le sue fertili terre. Nel 1222 gli Arroni la cedettero al comune di Terni. Nel 1315 truppe narnesi rioccuparono la rocca di Monte Sant`Angelo, ma truppe ternane e reatine scesero in Narni e, alla pace, la rocca fu dichiarata possesso ternano. Con l`avvento delle Compagnie di ventura, al Castello fu dato un castellano con armi, armati e vettovagliamenti. La cronaca narra che, nel 1417, la rocca, che aveva i

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Personaggi storici | Monti Coriolano | Perugia

Monti Coriolano (Perugia 1815-1880). Architetto, urbanista e agronomo. Fu deputato per Perugia durante la Repubblica romana. Emigrò a Firenze. Nel 1860 tornò a Perugia e fu ingegnere capo del comune. Fu deputato della destra storica per 4 legislature, fino al 1876. Si occupò soprattutto delle ferrovie: scrisse : Dell`andamento più conveniente sotto l`aspetto tecnico, statistico, economico della strada ferrata vertebrale dell`Umbria e delle Marche. Vi è sostenuta la tesi del passo di Fossato e di Balduini. Questo è del 1848, cui seguirono altri scritti nel 1867. Progettò la Torino-Cuneo-Nizza; la Parma-Spezia; la Cortina-Turrita (Toscana); Termoli-Campobasso; la difficile Terni-Rieti-Avezzano. Fu relatore in parlamento della convenzione dell`Alta Italia sull`Omnibus ferroviario del 1870.

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Personaggi storici | Morandi Luigi | Todi

Morandi Luigi (Todi 1844-1912) scrittore, insegnante, critico letterario. Di umile famiglia, solo a 17 anni poté frequentare la scuola normale di Perugia, facendo al tempo stesso il contabile e il maestro nelle scuole serali. A 19 anni insegnava nelle scuole secondarie di Spoleto, dove diede vita ad una rivista di letteratura per l`Umbria e le Marche. Come patriota lo troviamo nel 1867 a Monterotondo con Garibaldi. Ottenne successivamente la cattedra di Italiano nell`Istituto Tecnico di Forlì (1874) e successivamente a Roma (1879). Nel 1880 era professore all`Università di Roma. Poeta, drammaturgo, critico, filologo, manzoniano, insegnò letteratura italiana al Principe di Napoli; fu eletto pure deputato e più tardi (1905) senatore del regno. Lasciò due Commedie, Poesie, Correzioni ai Promessi Sposi, Voltaire contro Shakespeare; Saggi, antologie, una Grammatica.

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Personaggi storici | Moretti Francesco | Perugia

Moretti Francesco. Nato in Perugia nel 1833. Grande maestro del vetro, del sec. scorso. Nel 1861 il comune gli affidò la ricomposizione e il restauro dell`immensa vetrata di San Domenico, da anni smontata e in molta parte rotta. Ci mise 18 anni a rifare quel capolavoro. Nel 1867 fu commissario per la sistemazione artistica di ciò che era restato della Rocca Paolina. Fu direttore per la sistemazione nell`ultimo piano del palazzo dei Priori del Museo Medioevale, arricchito da quadri rastrellati nelle chiese. Aveva lo studio sotto via Pensile; nel marzo 1881 i perugini potevano vedervi il suo capolavoro: la Regina Margherita su vetro, in grandezza naturale : un anno di lavoro : il pezzo viaggiò per mezzo mondo, di mostra in mostra. Nel 1906 il Moretti coordinò la Mostra di Antica Arte Umbra ed ebbe i rallegramenti del re Vittorio Eman. III, guidato nella visita da lui, incallito radicale. $ opera sua anche la collocazione dei vetri sulle finestre laterali e dell`abside del duomo di Orviet

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Personaggi storici | Morlacchi Francesco | Perugia

Morlacchi Francesco (Perugia 1784 - Innsbruck 1841). Musicista. Fu inviato a Napoli per studiare musica presso il maestro Zingarelli. Da qui passò a Bologna dove fu allievo di Padre Mattei. Nel 1807 apparve il suo primo lavoro, la farsa Il Poeta in campagna, data a Firenze. Seguì lo stesso anno, un`opera comica, Il Ritratto, data a Verona. Sempre nello stesso anno faceva eseguire in Bologna un Miserere a 16 voci. Ebbe successo e parecchie città italiane rappresentarono le sue opere. L`opera Colombo è ritenuta il suo capolavoro e fu eseguita a Ferrara nel 1828. Nel 1810 fu chiamato a Dresda come direttore d`orchestra e vi restò per un trentennio. Le sue ossa furono traslate in Perugia solo nel 1951 e collocate in un monumento sepolcrale sulla parete destra del transetto del duomo : il medaglione è di Benedetto d`Amore. Perugia gli ha dedicato il suo maggiore teatro, già del Verzaro e il Liceo Musicale. Morra. Grossa frazione del comune di Città di Castello, raccolta e armoniosa. Notevol

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Costruzioni storiche | Murice o Moriano | Spoleto

Murice o Moriano. Vecchio castello, nominato nel privilegio di Federico II nel 1241. Si trova al confine del territorio spoletino verso Todi. Alcuni storici lo assimilano al castello di Muriano. Murice o Morice è nominato da Cencio Camerario alla fine del secolo XII: Castrum Muricis. Ora appartiene al comune di Giano. Nel 1490 si parla del castello di Moriano, tra Giano, Morcicchia e Colle del Marchese, ma non si parla più di Murice. Esso fu feudo degli Arcuri. I quali si sottomisero per metà del loro dominio a Spoleto, giurando fedeltà e la promessa di un cero per l`Assunta e l`obbligo di farsi una abitazione in città nel 1178, tempore Federicis Imperatoris, Alexandri Papae, et Corradi Ducis Spoletani Ducatus (cioè Corrado di Svevia). Federico II nel 1241 e il card. Capocci nel 1347 ne conferirono la giurisdizione a Spoleto; successivamente fece parte della Normandia, anche se Spoleto ne reclamò sempre il possesso. Nel 1600 formò una comunità con Morcicchia (v.), dandosi gli Statuti.

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Personaggi storici | Mustafà Domenico | Foligno

Mustafà Domenico. Di Colle di Postignano (Sellano), ma nato nella vicina Sterpare, il 16/4/1829. Maestro di musica, precursore di Perosi nella direzione della Cappella Sistina. Per una mutilazione infertagli da una scrofa, perdette la sua virilità e conservò la voce bianca. Fu avviato alla vita ecclesiastica e fu indirizzato alla carriera della Polifonia vaticana. Egli rappresentò il vecchio indirizzo prima della riforma musicale di san Pio X. Dopo una lunga attività, si ritirò in località Cavolata di Montefalco, dove costruì una villa e acquistò dei terreni. Morì nel 1912 e fu sepolto nel cimitero di quella città, con un bel monumentino. Montefalco gli ha dedicato una raccolta piazzetta lungo il corso, dove si danno concerti all`aperto.

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Personaggi storici | Muzio di Francesco | Assisi

Muzio di Francesco (Assisi: secolo XIV). Francesco dei Brancaleoni di Piobbico, trasferito ad Assisi, ebbe questo figlio nel 1270. Capo dei ghibellini di Assisi, sostenuto dal parente Federico da Montefeltro e dal vescovo Guido Tarlati di Arezzo. Egli, con l`aiuto anche di fuorusciti della città, entrò in Assisi, favorito pure da molti ecclesiastici, tra cui i canonici di San Rufino, senza colpo ferire, il 29/9/1319. Ne cacciò i guelfi e se ne proclamò signore. Assunse il titolo di Capitano del popolo, lasciando a Vanne da Poppi, inviato dal Tarlati, la carica di podestà. Federico da Montefeltro gli inviò 300 cavalieri di sostegno. Questi riuscirono a valicare i passi di Nocera e Gualdo, controllatissimi dai guelfi delle due città (Pellini). Altrettanti il Tarlati, con cui il 31/12/1319 conquistò Spoleto e Nocera, cacciando da qui il podestà perugino Cucco Baglioni. Per arricchire presto, prelevò dal Tesoro di San Francesco tutto quanto vi era custodito. E fu scomunicato, unitamente ag

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Costruzioni storiche | Necropoli di Terni | Terni

Necropoli di Terni. Quando iniziarono i lavori di sbancamento (1885) per la costruzione delle Acciaierie di Terni, nella zona dei Monasteri di San Paolo e Santa Agnese, vennero alla luce oltre 2.000 tombe. All`inizio furono oggetto di depredazione degli operai, poi iniziarono studi più seri e sistematici, tra il 1909 e il 1911. Ma solo 40 tombe furono scavate, mentre le altre furono distrutte dagli operai. Evidentemente si trattava di una necropoli a tre piani, coperta poi dalle piene del Nera, con sabbia e detriti, quando questo fiume riuscì a sfondare il Clusone creato dalle acque calcaree del Velino. Le tombe più alte e quelle di mezzo avevano la caratteristica dell`inumazione (sec. X-VIII a.C.), mentre quelle più basse dell`incenerimento. Ricche di oggetti e quindi ben distinguibili le maschili dalle femminili: armi nelle prime, monili nelle seconde. Elmi di bronzo, spade, cuspidi di lance, scudi, vasi, lamine decorati a sbalzo, cinturoni; e grande quantità di fibule ad arco ingros

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