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Costruzioni storiche | Limigiano | Foligno

Limigiano. Castello e abbazia. Questa la troviamo citata nelle carte 397 e 398 dell`archivio dell`abbazia di Sassovivo. Edificata nel X secolo, fu donata il 4/10/1058 al monastero di San Pietro di Perugia dall`abate Adamo. Nel 1184, ad istanza di Raniero abate, papa Lucio III la passò con tutti i beni sotto la protezione apostolica: praticamente indipendente. Nel 1198 Innocenzo III ne confermò la giurisdizione a Guido, vescovo di Assisi. Nel 1333 pagava 25 lire e 5 soldi di decime. Nel 1333 andò al monastero di Sassovivo, che vi inviò un priore. Il suo nome è da « limite sano » cioè sui bordi delle paludi, o da limes Ianii, per le sue terme romane di acqua sulfurea, litiosa e ferruginosa piacevole al palato, tuttora fluenti. Una leggenda dice che una grande dama, guarita dall`acqua, chiamò il luogo : Lì mi sano ! Nel 1354, avendo il popolo occupato le terre del monastero e avendole circondate di steccato, furono riconquistate personalmente dall`abate di Sassovivo, con molti armati. I m

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Curiosità | Logomerografica | Spoleto

Logomerografica. Fu così detto un aggeggio inventato a Spoleto a metà del secolo scorso e fu l`antesignano della stenografia. Cinque scrivani e un capociurma trascrivevano qualunque oratore. Era un tavolo pentagonale : ad ogni lato era uno scrivano, che avevaa davanti un lunghissimo foglio e una penna (d`oca) in mano. Un dito dall`altra mano posava in un buco del tavolo, da cui, su comando del capo-ciurma, sbucava un pispolino. L`oratore inizia a parlare. Il capociurma alza il pispolino del primo scrivano: questi ascolta una frase, finché il pispolino si abbassa: ed egli trascrive la frase. Entra in funzione il pispolino del vicino, che ugualmente ascolta una frase e la trascrive; così fino al quinto, quando si ritorna al primo, che intanto, ha fissato sulla carta la sua parte. Si collezioneranno poi i cinque scritti e il discorso è completo. Bibl.: UGUCCIONE RANIERI, Perugia della bella epoca, passim.

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Curiosità | Lupo di Gubbio | Gubbio

Lupo di Gubbio. San Francesco andò a Gubbio quando fu scacciato da casa dal padre (1206) e fu ospite dell`amico Spadalonga, anche egli commerciante di stoffe. Siccome verso Valfabbrica era stato completamente spogliato dai ladroni, l`amico lo rivestì di una ruvida tunica. Dice la tradizione che San Francesco, qualche tempo dopo, tornò a Gubbio e fu avvertito della presenza di un lupo ferocissimo, che sbranava uomini e animali. Il Santo si avviò verso la foresta per incontrarlo, mentre la gente terrorizzata lo scongiurava di non uscire dalle mura. Il lupo si fece avanti, digrignando i denti. Il Santo lo benedì e gli chiese di fermarsi a qualche passo da lui. Al che il lupo obbedì. Gli eugubini, dalle mura cittadine, guardavano in silenzio. Disse Francesco al lupo: « So che tu sei cattivo perché hai fame, ma io parlerò con questa gente che ti dia da mangiare e tu diverrai buono ». Il lupo ascoltava. Il Santo lo invitò a venirgli vicino e gli chiese: « Sei d`accordo ? ». Il lupo annuì co

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Chiese | Madonna Dei Bagni | Deruta

Madonna Dei Bagni. Irn comune di Deruta, sulla strada per Todi, è un piccolo santuario, tra boschi una volta piuttosto reconditi e luogo di paure vere o immaginarie di briganti. Nel 1657 passava per questo luogo un tal Cristoforo, merciaio di Casalina, che aveva la moglie gravemente ammalata. Imbattutosi in un`immagine della Madonna rimasta in terra, la raccolse e la fissò su un tronco di un albero con due chiodi: tornato a casa trovò la moglie guarita. Così iniziò la devozione alla Madonna dei Bagni; sorse una chiesa, che fu meta, fino ai nostri giorni, di processioni e festose scampagnate. Ciò che rende poi importante il santuario, sono gli ex voto in maiolica, la migliore di Deruta, che da allora in avanti si sono accumulati in ogni spazio libero, costituendo una raccolta eccezionale di arte e anche di testimonianza di religione, di abitudini e aspetti di vita degli abitanti del posto. Un`usanza particolare è l`accensione di grossi alberi di resinosa, possibilmente cipressi, i quali

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Chiese | Madonna Del Divino Amore | Gualdo Tadino

Madonna Del Divino Amore. Santuario mariano presso Gualdo Tadino, ai piedi del Monte Serrasanta e non lontano dalla chiesetta, che ricorda il luogo di eremitaggio e di penitenza del beato Angelo da Gualdo. Qui, nel 1564, i magistrati di Gualdo Tadino chiamarono i cappuccini a custodire quel luogo per l`evangelizzazione e la carità tra la gente. La comunità fu sempre vicina ai gualdesi, soprattutto in momenti di pestilenza e di calamità. Scacciati nel 1809 dalle leggi napoleoniche, vi furono richiamati, ma di nuovo se ne dovettero andare dopo il 1860 per le note leggi eversive piemontesi: furono demaniati il convento e i beni dei cappuccini. Nel 1878 il benemerito Mons. Calai, gualdese, ricomprò a proprie spese il tutto e i cappuccini vi fecero ritorno. Egli riparò la casa e vi unì il collegio serafico (1885), collocò sul campanile due campane. Nella cappella di Sant`Antonio preparò la tomba di famiglia, dove pose i genitori e dove fu sepolto egli stesso (1920). Nel 1900 donò il tutto

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Chiese | Madonna Del Fosco | Giano dell` Umbria

Madonna Del Fosco. E’ un santuario, che sorge in comune di Giano, tra Castagnola e San Felice. L`ultima domenica di giugno del 1412, la Madonna apparve ad un giovane pastore, durante una flagellante pestilenza. A ricordo vi sorse una edicola (lunga otto palmi e alta 10), dove forse Ottaviano Nelli fissò con la pittura la memoria del miracolo. La devozione dei fedeli, sempre crescente, volle una chiesa, che fu poi ampliata nel 1811 con restauri nel 1837. Il santuario risultò ancora insufficiente e nel 1854 fu posta la prima pietra dell`attuale chiesa dal vescovo Arnaldi (v.) di Spoleto, che la inaugurò 1`8/10/1860. La chiesa è a tre navate; nell`interno è conservato il primitivo affresco, anche se ricolorato più volte: Vergine in piedi, che pone le mani sul capo di un fanciullo genuflesso, posto a destra e un angelo sulla sinistra, che reca in mano un giglio. L`affresco è racchiuso in un altare assai ricco, donato da Decio Ancaiani (v.) di Spoleto.

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Chiese | Madonna Della Neve | Cascia

Madonna Della Neve. In comune di Cascia, ma geograficamente nel nursino: frazione di Santa Maria, località passata a Cascia, nel 1816 da Pio VII, dopo una delle tante zuffe locali. È a 13 km. da Norcia, sulla strada per Rieti, mt. sm. 1077 e domina con la sua mole, tutto l`altipiano. L`immagine della Vergine era qui da prima che vi sorgesse il Santuario, in un sacello, detta di Collefitto ed era molto venerata (secolo XV). Il tempio nacque dopo un miracoloso avvenimento. Un uomo, sorpreso dalla tormenta, restò sepolto sotto la neve per tre giorni: egli e i suoi invocarono la Vergine e fu trovato vivo. Dopo questo miracolo, la Vergine fu denominata Madonna della Neve. Era il 1554. La Madonna della Neve si celebrava fino dal 552 il 5 agosto a Roma. Lo scampato dalla disgrazia e i paesani, prima, e poi quelli del contado, decisero di costruire la chiesa. La comunità esaminò molti progetti (1565), ma visto un progetto del Bramante, non realizzato per San Pietro, saputo che uno simile era

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Chiese | Madonna Della Spella | Spello

Madonna Della Spella. E’ un piccolo oratorio, tra i tanti, che santificarono le alture del Subasio. In comune di Spello, in mezzo ad un verde prato. La chiesa, che ha l`aspetto di un cascinale, fu meta nei secoli scorsi, di imponenti processioni il giorno dell`Ascensione. E’ di giuspatronato del comune, ma il Capitolo della Collegiata di San Lorenzo, vi ha la precedenza. Vi è venerata una statua lignea scolpita e donata dal priore della Collegiata, Taddeo Donnola nel 1648, assai miracolosa se invocata per le piogge, il bel tempo, l`abbondanza delle messi. Lo stesso Donnola così scrisse: Se desideri e subito con tutta l`anima le piogge (le sette stelle del toro), il sereno e fiumi (la valle tessalica di Tempo, scorsa dal fiume Peneo), le messi di Cerere e queste cose anche abbondanti, ascendi qui a venerare la divina Maria e indubbiamente allora tutte le cose buone saranno riservate a Spello.

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Chiese | Madonna Della Stella | Montefalco

Madonna Della Stella. Il Santuario della Madonna della Stella sorge a 5 Km a Sud-Est di Montefalco ed ha origine da una apparizione della Madonna ad un bambino di non ancora 5 anni, verso la fine del 1861. Sul luogo vi erano gli avanzi di una antica chiesetta campestre, nella quale si conservava, sciupato dal tempo e dalle intemperie, un affresco di Paolo Bontulli, discepolo del Perugino, e rappresentante la Madonna con il Bambino Gesù. Davanti a questi ruderi, passando un giorno il piccolo Righetto Cionchi, accompagnato dalla sorellina di circa 7 anni, sentì chiamarsi a nome, si accostò al luogo donde veniva la voce e vide non una pittura, ma una nobile Signora, che gli raccomandava di essere buono e di tornare a visitarla, mentre gli posava la mano materna sul capo. Il piccolo narrò la cosa alla mamma, ma questa non gli dette alcun peso, tanto più che la sorellina, che lo accompagnava, non aveva visto né sentito nulla. Comunque non si poté impedire che la cosa trapelasse fuori dalle

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Chiese | Madonna Della Stella (eremo di Poggiodomo) | Poggiodomo

Madonna Della Stella (eremo di Poggiodomo). Si trova nei pressi di Roccatamburo. Sorse nel sec. VII, come cella monastica benedettina e fu alle dipendenze dell`abbazia di Farfa, poi passò a quella di San Pietro in Vaile : allora fu trasformata in monastero, che fu chiamato di San Benedetto in Faucibus (gole) o in Vallibus (valli). Nel 1294, l`abbazia di San Pietro si esaurì per mancanza di monaci e il monastero di San Benedetto fu avocato dai canonici lateranensi. Ma gli agostiniani, attorno al 1308, nella vicina roccia scavarono una ventina di piccole celle, ancora visibili in parte, vi posero un Oratorio centrale, con il nome di Santa Croce in Val di Noce: essi pagavano un piccolo censo ai canonici lateranensi. Nel 1416 furono affrescate le pareti della chiesa: ora le pitture sono allo stremo. Sono di scuola umbra, con influsso senese: occhi a mandorla, mani affusolate, nimbi a raggi dorati, troni gotici, ricchi tappeti, vesti broccate, volti austeri e barbe fluenti per gli anacoreti

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Chiese | Madonna Della Valle | Bevagna

Madonna Della Valle. Si trova in comune di Bevagna. Il santuario è situato sulla sua collina, eretto nel 1212 da Napoleone, figlio del conte Rinaldo, convertito da San Francesco, in un luogo meraviglioso per il panorama e per la folta boscaglia. Napoleone di Antignano, così celebre nelle armi e nella politica, capo ghibellino e amico carissimo del congiunto Federico II, donò alla chiesa ben 200 ettari di terra. Altri beni furono lasciati dal nipote di Napoleone, Rainaldo nel 1291 (archivio comunale di Todi). La primitiva chiesa andò in rovina, e, nel 1544, fu ricostruita dalle fondamenta da certo Stracciato, che ne ebbe dal vescovo di Spoleto il giuspatronato. Dopo due anni, il figlio di questi, Cesare Pierantoni, la donò al comune (30/5/1546). Il documento, che parla della fondazione della chiesa della Madonna della Valle accenna per la prima volta a Consoli, che reggevano il comune di Bevagna. Il santuario ha una facciata elegante con trifora, con ampia scalinata. Attorno corre un a

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Chiese | Madonna Delle Lagrime | Trevi

Madonna Delle Lagrime. E’ un santuario a 100 mt. dalle mura di Trevi. E’ luogo di altissima devozione e di orgoglio artistico per quella cittadina. L`origine del santuario fu determinata da un miracolo verificatosi sulla facciata di una casa rustica, che apparteneva a un contadino, Diotallevi Santilli. Costui vi aveva fatto dipingere una maestà, cioè una Madonna con Bambino e S. Francesco: la pittura, eseguita da ignoto artista, portava la data del 3/10/ 1483. Il venerdì 5 agosto 1485 alcuni trevani constatarono che dagli occhi della Madonna sgorgavano lagrime di sangue. Ben presto se ne diffuse la notizia a Trevi e nei dintorni e fu subito un accorrere di devoti e di penitenti a implorare grazie e a venerare l`immagine miracolosa, che ebbe la denominazione della Madonna delle Lagrime. Fu tale il fervore dei fedeli, che, con l`intervento quasi immediato del comune, venne costruita intorno all`immagine e a sua protezione, una piccola cappella, ove fu celebrata una messa dal più vecchi

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Chiese | Madonna di Costantinopoli | Cerreto di Spoleto

Madonna di Costantinopoli. È in comune di Cerreto, presso Buggiano. Nel 1580 fu scoperto il dipinto sul muro di una cappella del sec. XIII ormai distrutta. Ortenzio Comandini, nel 1619, eresse la chiesina, e divenne giuspatronato della comunità. I celebri organari Maccione di Cerreto, vi costruirono un piccolo organo. Nel 1650 la chiesa fu ingrandita e le fu data una campana, datata al 1667. Già dal 1580 vi si insediarono i francescani zoccolanti, della stretta osservanza, che ebbero un conventino e della terra attorno. Essi eressero alcuni altari e fecero dipingere la Madonna sul muro da Fabio Angelucci. Sull`architrave è scritto: venite, videte Reginam Vestram. Sull`altare maggiore fu posta una tela ovale, con Madonna bizantineggiante, incoronata dall`Eterno, fra cherubini. L`ordine dei francescani ebbe la soppressione dei piccoli conventi nel 1662, ma qui, quell`anno c`erano ancora sedici frati. Il convento passò ai cappuccini che vi restarono fino alle leggi eversive del 1865. I be

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Costruzioni storiche | Magrano | Gubbio

Magrano. Castello difensivo sorto nel sec. XIII sui confini sud-est del contado eugubino. Il fortilizio più volte ampliato ed adattato, oggi si presenta come un massiccio e funzionale palazzo residenziale, con potente torre quadrata. Dalla sua collina, che scende ripida sulle veloci anse del Chiascio, formò il centro dì una costellazione di fortezze. Fu fedelissimo alla città, tanto che al momento della sottomissione di Gubbio alla signoria di Montefeltro, oppose eroica resistenza: il fortilizo, duramente attaccato, non cadde, ma fu distrutto il suo molino sul fiume e il Palazzo di Achille. Nel 1431 il duca di Urbino vi inviò per castellano Pietro Bartoli. Nel sec. XVII ne divennero feudatari i conti di Carpegna, i quali ottennero dal duca anche la bandita di caccia e pesca. Antonio di Carpegna nel 1751 vi fece costruire la chiesa di Sen Filippo Neri. Nel 1830 il castello passò alla principessa Giulia Buonaparte, moglie del marchese Luigi di Roccagiovine e da loro agli attuali eredi. I

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Personaggi storici | Manni Giannicola di Paolo | Città della Pieve

Manni Giannicola di Paolo (Città della Pieve, ca. 1460-1544). Pittore. Il più fedele aiuto e allievo del Perugino, ma sempre più vicino all`arte del Sanzio. Il suo lavoro più conosciuto è la Madonna delle Grazie, dipinta nel terzo pilastro della navata mediana del Duomo di Perugia, immagine veneratissima. La cappella di San Giovanni Battista, attigua alla sala del Cambio in Perugia, fu da lui affrescata nel 1515. Nella sua città natale gli si attribuisce una Vergine tra i Santi Giovanni Battista, Giovanni Evangelista, San Francesco e il b. Giacomo Villa (duomo). Nella sala XVIII della Galleria umbra in Perugia, sono sue: Pala degli Ognissanti; Predella con figure di Santi; Crocifisso; Santa Maria Maddalema, San Sebastiano, La Madonna, San Giovanni Evangelista. A S. Maria degli Angeli (sacrestia) : Volto del Redentore. Nella chiesa di S. Donato (già abbazia), presso Gubbio, c`è un suo affresco. Nella Parrocchiale di Petrignano: Madonna in trono con Bambino, sei angeli asomati, tra i ss.

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Personaggi storici | Margherita (Beata) di Città di Castello | Città di Castello

Margherita (Beata) di Città di Castello (Metola 1287 - Città di Castello 1320). Meglio conosciuta come la cieca della Metola. Nata in questo fortilizio (dal latino capanna, rifugio), al confine tra l`Umbria e le Marche (Massa Trabaria), dove il padre Parisio era castellano (un crudele e potente uomo darmi, del quale il biografo contemporaneo della Beata, si guarda bene di dirci il casato), fu dai genitori rifiutata, perché storpia e cieca. Il nome di Margherita sembra una burla per una bimba deforme. Fu segregata nel castello ed ebbe contatti solo con il cappellano, che l`avviò alla conoscenza delle pratiche religiose. Era d`intelligenza squisita e, a sei anni, sapeva restare lungo tempo nella preghiera. Ne approfittò l`empio padre per farle costruire una cameretta accanto ad una cappella, in mezzo ai grandi boschi del luogo, dove la condusse e lasciò, dopo aver fatto murare la porta (aveva sette anni). Vi restò reclusa per nove anni, apprendendo a digiunare, a conoscere la teologia da

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Personaggi storici | Margherita da Foligno | Foligno

Margherita da Foligno (Beata). Di Domenico (Foligno 1378-1442). Suora del Terz`ordine Francescano regolare della Beata Angelina da Marsciano (v.). Per incarico dì questa, aprì il nuovo monastero in Foligno di Sant`Agnese; lo diresse con prudenza, carità e esempio singolarissimo. Fu invaghita della poi-ertà evangelica, che esercitò scrupolosamente. Le suore dovevano vivere di elemosine e del lavoro delle proprie mani. Castigò ulteriormente il vestito monacale. Ancora viva, operiva miracoli. Afflitta da lunga malattia, morì il 13/6/1442. Riesumato il corpo, dopo vari anni, fu trovato incorrotto e emanante soavissimo profumo : due muratori furono miracolati. E` beata per il martirologio francescano.

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Personaggi storici | Mari Francesco | Nocera Umbra

Mari Francesco (1873-1934). Sacerdote di Nocera Umbra; entrò nel seminario di Nocera a 13 anni. Nel 1893, mostrando particolari attitudini allo studio, fu ammesso e vinse il concorso per il seminario Pio di Roma. Fu ordinato sacerdote nel 1896. Lo stesso anno si laureò in teologia e nel 1900 in Utroque iure, cui aggiunse il diploma di lettere italiane, greche e latine. Era un giovane brillante, pio. La sua apertura agli studi moderni e biblici non piaceva al Vescovo di Nocera, Mons. Anselmini (1827-1910), tradizionalista. Infatti il Mari si stava aprendo agli studi critici della Bibbia e a quel Cattolicesimo liberale, che sfocerà nel modernismo (v.). Aderì poi a tale movimento, che tentava di conciliare la fede cattolica con le scoperte della scienza contemporanea. Con lui, Umberto Fracassini di Perugia, Brizio Casciola di Montefalco e Luigi Piastrelli di Castiglion del Lago furono i maggiori esponenti del Modernismo in Umbria. Per mantenersi a Roma, lavorò due anni alla Biblioteca Vat

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Personaggi storici | Maria Teresa di Gesù | Montefalco

Maria Teresa di Gesù (Montefalco 1878-1948). Ossia Sabatina Carducci. Monaca nel monastero delle Clarisse di San Leonardo della sua città. Figlia di contadini di Fabbri, crebbe sana, avvenente, con occhi bellissimi ed un sorriso luminoso. A 16 anni lasciò la libertà dei suoi campi per la clausura: 4 anni di noviziato e poi la vestizione, a venti anni la professione dei voti: Castità, obbedienza e povertà francescana. Nel 1902, fu colpita da un male, per cui non poté più sdraiarsi nel suo letto; per 45 anni prese con gioia la croce di riposare su una seggiola. Nel 1910, fu nominata vicaria. Nel 1918 badessa, anche se protestò per la sua inettitudine e la sua pochezza. Diresse le consorelle con l`esempio di austerità, modestia, penitenza e carità e comprensione umana. Le monache l`amavano e la stimavano e dicevano di non aver trovato badessa più attiva e premurosa. Anche dalla grata seppe consigliare e consolare molti che a lei ricorrevano. La sua virtù si andò affinando. Tra il 2/9/191

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Personaggi storici | Mariani Annibale | Perugia

Mariani Annibale (morto 1891). Perugino. Ritenuto, ai suoi tempi, un valente imitatore di opere d`arte (oggi si direbbe: un falsario). Tra l`altro rifece così bene i cofanetti di Bernardino di Mariotto (v.), che essi furono acquistati da molti antiquari e musei europei. In verità il Mariotto non aveva mai eseguito cofanetti, e questi, istoriati di gioielli di vetro, erano invenzione della sua testa. In essi, più tardi, fu scoperto un punto nascosto e non sospetto, dove era la firma del Mariani e non del Mariotto. Ma essi erano ormai arrivati e sono perfino al Louvre ! Bibl.: UGUCCIONE RANIERI, Perugia della bella epoca, pagg. 366-67.

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Personaggi storici | Marignoli Filippo | Spoleto

Marignoli Filippo. Spoletino, ascritto alla nobiltà di questa città nel 1854. Notevole personalità di politico illuminato, fu deputato e senatore del regno e curò la costruzione del Teatro Nuovo e del grande palazzo al Corso, che porta ancora il suo nome e che affrescò con quadri murali nel salone da ballo. Nel 1855 curò la restaurazione della chiesetta di San Giuseppe, già sede dell`arte dei falegnami e dei fabbri.

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Personaggi storici | Martino I (San) di Todi | Todi

Martino I (San) di Todi. Fu papa dal luglio 649 al 16/11/655. Succedette a Teodoro I, già diacono di Todi; fu eletto papa mentre in Oriente infuriava l`eresia monotelitica, sostenuta dalla Corte degli alti prelati; egli convocò subito un Concilio nel Laterano che, in una serie di 20 canoni, condannò tutti gli errori cristologici con i loro fautori, compresi il Tipo e l`Ectèsi imperiali, provocando la violenta reazione della corte bizantina. Dopo un tentativo di assassinio, fu catturato dall`esarca Teodoro Cappiopa e condotto in catene a Costantinopoli, dove fu processato e gettato in carcere, per venire esiliato dopo 6 mesi nel Chersoneso (Crimea). Qui morì di stenti, non avendo mai voluto, con inflessibile costanza, comunicare con la Chiesa di Costantinopoli. Gli successe S. Eugenio I, eletto, ancora lui vivente, dai romani e da lui stesso, pare, confermato con lettera dall`esilio.

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Personaggi storici | Marzio | Gualdo Tadino

Marzio (Beato). Nato circa il 1210 a Pieve di Compresseto (Gualdo Tadino), divenne muratore come i fratelli. Poi, con uno di loro, Silvestro, e altri compagni (fra Leonardo, fra Filippo, che era sacerdote, ecc.) si iscrissero al Terz`ordine francescano e si ridussero nell`eremo di Val di Gorgo, sopra Gualdo, lo adattarono e vi si chiusero in penitenza. Marzio divenne completamente cieco, e quando morì fu sepolto nel suo romitorio (24/10/1301), poco dopo la morte del fratello e precedentemente -quella degli altri compagni. Il conventino restò ancora, come si vede dai lasciti. Alla fine del secolo XVI crollò e le ossa del Beato peregrinarono per varie chiese, finché i frati di San Francesco della città di nottetempo le trafugarono e le posero nella loro chiesa. La Valdigorgo dalla morte del beato, assunse la denominazione di San Marzio. Avendo il Santo rinunciato al governo della propria città, fu poi venerato come protettore degli amministratori pubblici.

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Personaggi storici | Marzio Galeotto | Narni

Marzio Galeotto (Narni 1427 - Boemia 1490). Guerriero, letterato, filosofo e scienziato. Viaggiò per tutta Europa, esercitando la medicina e insegnando anche in diverse università e diffondendo alcune nuove concezioni filosofiche. Era della nobile famiglia Marzi, della quale resta la casa-torre in via Mazzini della sua città, recante la scritta: Ludovicus Martius. Studiò a Ferrara; a 23 anni era docente di letteratura a Padova, dove studiò medicina e scienze; nel 1462, insegnò lettere latine a Bologna. Poi andò alla corte di re Corvino di Ungheria e fu precettore del principe ereditario. Passò dopo alla corte del re di Francia. Per le sue nuove filosofie fu accusato di eresia e sottoposto a giudizio, ma senza conseguenze, per la sua amicizia con Lorenzo dei Medici. Tra le sue opere, si ricordano: De Homine; in due voll., dedicato al vescovo di Strigonia e al re Corvino; De promiscua, dottrina, dedicata al Magnifico; De Incognitis vulgo; De chiromantia perfetta. Morto in Boemia, la Repu

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Personaggi storici | Masi Luigi | Assisi

Masi Luigi (Petrignano di Assisi 1814 - Palermo 1872). Generale garibaldino. Nacque in Petrignano il 24 ottobre 1814, ma la famiglia si trasferì poco dopo a Collescipoli, dove il padre era medico condotto. Ebbe per maestro don Galeati di Faenza, che lo avviò agli studi classici. Si dice che fino dalla adolescenza avesse la vocazione della milizia, quando si poneva a capo dei compagni ed organizzava combattimenti tra due schiere. Attestava i due gruppi sulle colline di Collesecozza e Poggio e ognuno doveva espugnare la parte avversa. Le mischie riuscivano pesanti e spessissimo cruente. Divenuto più grande, il padre lo avviò alla pratica di farmacia da Montani di Terni, mentre studiava medicina a Perugia, dove si laureò. Sorti i primi moti del 1848, venne eletto capitano: oltre che combattente si rivelò ottimo poeta. Intervenne l`anno dopo in Lombardia al seguito del generale Ferrara: finita la campagna, restò esiliato a Genova. Si dette a ricerche minerarie e scoprì ricchi giacimenti d

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Personaggi storici | Massini Lorenzo | Perugia

Massini Lorenzo (1801-1858). Perugino. Nato da un povero ciabattino e rimasto orfano di madre in tenera età, divise il lavoro con furtive apparizioni alle lezioni del ginnasio. Superato felicemente un primo esame, poté iscriversi all`Università a 17 anni, da dove uscì nel 1821 addottorato in filosofia e matematica. Era stato così brillante che poco dopo ottenne una supplenza all`Università stessa, che ben presto divenne posto stabile per l`Introduzione al calcolo sublime, cui si aggiunsero poi la meccanica e l`idraulica. Coinvolto nelle agitazioni dei 1848, fu dimesso dall`insegnamento e dovette peregrinare qua e là, finché una banca non gli dette lavoro. Dopo l`amnistia del 1857, poté tornare all`Università e divenne titolare nella nuova cattedra di ottica e astronomia, per lui istituita. Ma un male incurabile lo portò presto al sepolcro.

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Personaggi storici | Matteo Perugino | Castiglione del lago, Tuoro Passignano sul Trasimeno, Magione

Matteo Perugino. Detto pure Matteo dell`Isola, perché nato all`Isola Maggiore, fu un pulito e schiettamente umbro umanista del sec. XVI. Scrisse un poema (1520) dal titolo: Trasimenide, nel quale loda smisuratamente le donne e vitupera gli uomini di Passignano, dove egli aveva sposato Grazia Ghieri, di nobile e influente famiglia. Il lavoro è in distici latini e note dell`Autore. Riprende la mitologia del Trasimeno da Silio Italico, figlio bellissimo, ma timidissimo di Tirreno, rapito dalla ninfa Agille, che se lo portò qui e, non senza l`aiuto delle procaci naidi, lo convinse all`amore. Ma poi Trasimeno partì, inguaribilmente timido : la ninfa pianse pianse che nacque il lago e prese il nome del bellissimo e fuggitivo giovane. Il poema fu tradotto e corredato di molte note dal prof. ab. Raffaele Marchesi di Magione (docente al Liceo perugino) nel 1846, curandone la seconda edizione. Nella premessa vengono riportate le notizie bibliografiche del poeta già pubblicate da G. B. VERMIGLIOL

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Personaggi storici | Mattoli Agostino | Bevagna

Mattoli Agostino (Bevagna 18021869). Prima seminarista, poi militare in Francia, studente al Rosi di Spello, si addottorò in Medicina a Roma. Amò pure gli studi di scienze naturali e matematiche. Fu medico al Santo Spirito di Roma, poi lasciò tutto e si dette a studiare l`omeopatia. Grande fama raggiunse, specialmente nel colera del 1855 e 1857. Scrisse: Cholera morbus, 1855. Fu deputato alla Repubblica romana e poi esule a Fiume. Nel 1860 fu eletto consigliere provinciale. Per la sua città fu un benemerito, dando vita a tutte quelle iniziative, che potessero incoraggiarne l`agricoltura, con mostre a premi. Con cure appropriate salvò la città dal colera del 1867. Le cure da lui attuate sono ancora vive. Lasciò scritti medici, amministrativo-politici e letterali. La città gli ha dedicato una lapide, dettata da Ciro Trabalza.

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Costruzioni storiche | Mausoleo | Gubbio

Mausoleo. Sorge a Gubbio, poco lontano dal Teatro Romano. Secondo vari studiosi (Passeri, Reposati, Sarti), esso sarebbe il sepolcro di Genzio, re degli Illiri; mentre altri dicono essere quello di Pomponio Gricino. Nessuna fonte comprova sufficientemente la propria tesi. Genzio, arresosi al pretore L. Anicio nel 168 a.C., dopo la battaglia di Pidna, fu affidato in custodia, unitamente alla moglie, ai figli e al fratello Caravanzio, dal governo romano agli eugubini (T. Livio: Dec. V.L. V/ XXXVI), per cui, da un punto di vista storico, l`opinione che il mausoleo sia il sepolcro del re degli Illiri, è probabile. L`edificio è alto m. 9; il rivestimento esterno è andato completamente distrutto ; la stanza sepolcrale misura m. 6,30x4,72 ed è ben conservata.

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Personaggi storici | Mautini Girolamo | Narni

Mautini Girolamo. Cappuccino narnese (1563). Figlio del celebre giureconsulto Pietro, vestì l`abito dei cappuccini e fu presto superiore del convento locale. Fu dal papa nominato predicatore apostolico e fu talmente ammirato per la profondità della dottrina e per la sua eloquenza, che da allora i predicatori apostolici furono sempre cappuccini. Le sue prediche, raccolte in più volumi, sono anche un notevole contributo alla letteratura di allora. Bibl.: COTINI, Guida di Narni.

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