Umbria
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Personaggi storici | Fontana Pietro | Spoleto

Fontana Pietro (Spoleto 1775-1854). Uomo di varia e illuminata attività, accorto politico, studioso dell`arte e dei problemi locali, cultore di poesia; strettamente legato al migliore ambiente artistico e letterario romano, rese vitale e moderna la cultura cittadina della prima metà dello scorso secolo. Fu un appassionato di agricoltura, ne promosse lo studio in seno all`Accademia spoletina e stampò alcuni volumi di lezioni di agraria, trasformando la sua tenuta di S. Angelo in Mercole in poderi sperimentali. Dette l`avvio alla pinacoteca comunale, con il distacco delle pitture de Lo Spagna dalla Rocca, destinata a caserma per i soldati francesi. Fu dapprima segretario generale del Dipartimento del Trasimeno e poi nel 1814 Prefetto nel Trasimeno. Con la Restaurazione fu messo un po` da parte, ma nel 1823 era già gonfaloniere di Spoleto, carica che tenne fino al 1828. Lasciò una ricca biblioteca, purtroppo dispersa, mentre il suo Archivio personale è depositato presso l`Archivio di Stat

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Personaggi storici | Fortunato (San) | Montefalco

Fortunato (San) prete, da Montefalco. Nacque circa il 340, presso Faliscum da un servo della gleba della campagna spoletina. Qui, lungo la Flaminia, ben presto giunse la buona novella del Vangelo. I riti nel IV secolo erano ancora celebrati nelle zone cimiteriali, presso le tombe dei martiri. Si narra che, mentre Fortunato arava il suo campo, trovò delle monete, che regalò ad un povero. Ne riportò tanta consolazione nell`animo e tanta illuminazione celeste da continuare una vita pia e generosa. Ordinato presbitero dal vescovo Ceciliano di Spoleto intorno al 370, seguì una vita fervorosa in povertà, passando i giorni e le notti a pregare per il suo popolo. Ancora vengono indicate le Grotte di San Fortunato. Evangelizzò con zelo la campagna, con la parola e l`esempio di una vita intemerata. Fu padre dei poveri e degli infermi ed il suo tugurio divenne faro di luce e di speranza in un mondo romano in disfacimento. Morì santamente tra il 395 e il 410. Il suo sepolcro divenne meta di pelle

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Personaggi storici | Fortunato (San) | Todi

Fortunato (San) (morto 565) da Todi. Vescovo al tempo di Totila. Dovette combattere l`eresia di Ario, diffusa dal re goto. Si racconta che i goti avessero imposto ai tudertini il tributo annuo di due fanciulli. Il capo Wadar non volle ascoltare la voce del Santo vescovo e fece caricare i ragazzi, fuggendo a spron battuto. Ma subito dopo, il suo cavallo lo disarcionò ed ebbe il femore rotto. I ragazzi furono riconsegnati. A San Fortunato si deve la costruzione della Chiesa di San Pietro Apostolo, che sorgeva dove oggi è l`abside della cattedrale. Vivendo Fortunato, il popolo del castello di Pantalla, fondato fin dal tempo di Ottaviano Augusto, fu convertito alla fede di Gesù Cristo dal sacerdote Amanzio, che distrusse il tempio del dio Pane e tagliò il bosco a lui sacro. La fama del Santo Vescovo Fortunato arrivò alla corte di Giustiniano, imperatore d`Oriente, il quale offrì a lui la diocesi di Lucca. Ma Fortunato rifiutò. Così non volle che la città di Todi, da lui beneficata, assumes

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Personaggi storici | Fracassini Umberto | Perugia

Fracassini Umberto (1862-1950). Sacerdote perugino : studiò nel locale seminario; poi, per la spiccata intelligenza, fu mandato al seminario Pio di Roma. Qui fu vicino a quel gruppo di studiosi, che, attraverso l`esegesi e la critica della Lettura della Bibbia, furono poi detti Modernisti. Fu sulle posizioni del Minocchi e del Lagrange. Fu uno dei maggiori esponenti modernisti dell`Umbria, con il Casciola, il Mari e il discepolo Piastrelli. Nel 1903, dopo la morte di Leone XIII, tutto il gruppo di preti modernisti di Roma fu disperso, restituendo ciascuno alla sua diocesi. Toccò anche al Fracassini « perché più utile in diocesi ». Infatti qui fu creato rettore del seminario. Entrò nella questione Giovannea, cioè sulla autenticità dell`autore del IV Vangelo, della storia e della simbologia dello stesso. Vicino al Mari, uscito dalla stessa scuola, è ritenuto uno dei biblisti più seri dell`inizio del secolo e con lui i due maggiori esponenti della nuova cultura sacra. Fu amico di persona

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Informazioni Religiose | Francescanesimo | Assisi

Francescanesimo. Sotto questa denominazione va compreso tutto il vario movimento originale dell`opera di San Francesco (v.), nel campo religioso, in quello sociale e in quello culturale. L`Umbria fu la culla di questo movimento. L`opera religiosa di San Francesco fu veramente rivoluzionaria. Il ritorno puro e semplice alla vita evangelica di Cristo e dei suoi primi discepoli. Egli rovesciò la medaglia del suo tempo: la Chiesa, le abbazie, i monasteri vivevano nel lusso, nella corruzione dei costumi, potenti come principati: egli volle non clamorose ribellioni, ma testimonianze di vita. Ordinò a sé stesso e ai suoi frati l`incapacità di possedere denaro e beni singolarmente o in comunità. Alla violenza dei ricchi, dei nobili e dei feudatari, oppose la mitezza, alle lotte fra le fazioni delle città e tra città e città, oppose l`amore; alla dissoluzione della morale, oppose la purezza. E, sempre felice, a tutti augurava: Pace e bene! E non teoricamente o platonicamente, ma predicando e vi

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Personaggi storici | Franceschi Ferrucci Caterina | Narni

Franceschi Ferrucci Caterina. Scrittrice e poetessa (Narni 1803, Firenze 1887). Moglie del celebre latinista Michele Ferrucci di Lugo, scrisse Sulla educazione femminile e redasse la Storia dei primi quattro secoli della letteratura italiana. Lasciò buone e gentili poesie di stile classico di vario argomento: La Patria (il marito e il figlio furono a Curtatone), di Fede, di affetti familiari. Fu corrispondente dell`Accademia della Crusca, unica e sola donna chiamata a questo compito. Le sue opere sono: della Educazione morale della donna italiana (1847), Della educazione intellettuale (1849-51), Degli studi delle donne (1853); Della Repubblica in Italia (1848), I primi quattro secoli della letteratura italiana (1856-58), Prose e versi (1873), Epistolario (uscito postumo nel 1910).

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Personaggi storici | San Francesco | Assisi

Francesco d`Assisi (Santo). Il più alto figlio dell`Umbria, tanto grande, quanto volle farsi umile. Non c`è paese al mondo che non lo conosca e al suo nome si lega quello della sua città e dell`Umbria. Nacque in Assisi nel settembre 1182 da Pietro di Bernardone, ricco mercante di stoffe, forse della famiglia Moriconi di Lucca, e da Monna Pica, provenzale colta, dolce e agiata, che Pietro aveva conosciuta in uno dei suoi frequenti viaggi d`affari in Francia. Al momento della nascita, essendo assente il padre, monna Pica chiamò il bambino con il nome di Giovanni; ma Pietro volle che si chiamasse Francesco, in omaggio alla madre francese. Ebbe una fanciullezza agiata, studiò le lingue latina e francese e conobbe la poesia trovadorica. Trascorse una giovinezza allegra, generosa, nella società del tempo, raffinata e amante del lusso, delle giostre, delle danze, delle serenate e dei viaggi. Erano, poi, i tempi delle aspre lotte tra città umbre e tra papato e impero. In una delle guerre rico

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Personaggi storici | Francesconi Francesco | Trevi

Francesconi Francesco (Trevi, 1823-1892). Si laureò a Perugia in utroque, a 23 anni. Insegnò filosofia a1 Collegio della Sapienza in Perugia, al Seminario di Spoleto, al Collegio Rosi di Spello. Fu amicissimo del Rosmini, del quale curò la stampa del libro: Le cinque piaghe della Chiesa in Perugia, aggiungendovi (pare all`insaputa dell`autore) due lettere sulle elezioni vescovili. Come politico fu amico di Pio IX, di Tomasseo, di D`Azelio, cercando di portare avanti il progetto della Confederazione italiana tra Roma, Firenze, Torino. Nominato Rettore del Collegio della Sapienza in Perugia, vi restò fino al 1870, quando si ritirò a Trevi. Egli si interessò di ferrovie, del lago Trasimeno, di questioni di agraria: scrisse: Sulla ferrovia di Perugia, 1861; Sulla prosecuzione della ferrovia aretina nei pressi di Perugia, 1861; Sulla prosecuzione della ferrovia aretina fino all`incontro con la Roma-Ancona, 1862. Fece parte della Commissione municipale di Perugia, per il prosciugamento del T

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Costruzioni storiche | Frenfano | Cascia

Frenfano. Castello nel comune di Cascia, nei pressi di Fogliano. Sulla dorsale del Monte Frenfano (mt. 1092) sorse al tempo dei Barbari una cella monastica, poi curtis longobarda e castello del secolo XIII: il castello di Frenfano. Fu feudo dei conti Frenfanelli, una famiglia delle più cospicue di Cascia. Fu di parte ghibellina, della fazione dei Colonna; il loro castello divenne sempre rifugio di ghibellini spoletini banditi. Nel 1490 truppe di Giulio e Nicolò Orsini lo assediarono e lo distrussero. Spoleto inviò un contingente di 1000 fanti. Fu poi restaurato nel 1539, ma poco dopo fu abbandonato. I nobili Frenfanelli avevano in Cascia, in piazza San Pancrazio, il loro palazzo e si dedicarono alle magistrature e alle armi nel governo Pontificio. Diomede ottenne la cittadinanza di Foligno il 10/12/1601. Tra tutti si distinse Paolo Frenfanelli (v.). Frenfano scomparve del tutto con il terremoto del 1703. C`era la chiesetta di Sant`Attanasio, benedettina, prima farfense e poi di Santo

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Personaggi storici | Frezzi Federico | Foligno

Frezzi Federico (Foligno 1347-1415 ?). Poeta folignate. Frettolosamente viene presentato come il più grande imitatore di Dante. Dopo alcune fugaci esperienze amorose, come egli narra nel suo Quadriregio, entrò nell`Ordine domenicano (1375), quando già aveva compiuto degli studi. Nel 1376 fu lettore di teologia a Firenze, dove non ebbe piacevole residenza, se nel Quadriregio ne biasima spesso i cittadini. Nel 1378 fu lettore di Sacra Scrittura a Pisa; aderì al movimento per il ritorno al primitivo spirito della regola dell`Ordine, promosso in coincidenza dello scisma (v.); fu poi a Lucca come priore (1381); infine a Bologna, dove restò fino al 1390 e dove prese il titolo accademico di Dottore in Teologia, cioè Maestro in divinità. Nel 1396 era a Foligno nel convento di San Domenico, dove si dette a profondi studi e a scrivere. Nel 1402 fu eletto provinciale dell`Ordine: il poema fu scritto fra il 1395 e il 1402 (salvo forse la prima parte è antecedente). Nel 1403 fu eletto vescovo di Fo

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Info eventi | Fuga del bove | Montefalco

Fuga del bove. Antica giostra medioevale, e molto in auge nel`600 a Montefalco. Si trattava di mettere in fuga un torello scatenato e infioccato per le vie della città. Rappresentanti dei quattro rioni (San Bartolomeo, Sant`Agostino, San Francesco, San Fortunato) inseguivano la bestia inferocita. Chi riusciva a raggiungerla e a impossessarsene aveva il palio e poteva straziare l`animale. Caduta in disuso all`inizio della prima guerra mondiale (1914), la giostra fu riesumata nel 1973, in chiave moderna, mantenendo la corsa e tutto il cerimoniale (magistrati, sbandieramenti, dame, cavalieri) e abolendo il bove. Si svolge in agosto. Analogamente a Orvieto, a Spoleto (dove il bove era fornito da Campello, fino al sec. XVII e si correva per Natale); a Gualdo Tadino (Corsa del Toro); a Narni, dove si correva per san Pancrazio. Questa parodia della Corrida fu introdotta da noi al tempo dei governatori pontifici di origine spagnola. A Gualdo Tadino sono ancora visibili, sul muro della cattedra

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Personaggi storici | Gabriele dell`Addolorata | Assisi

Gabriele dell`Addolorata (San). Passionista (Assisi 1/3/1838 - Isola del Gran Sasso 27/2/1862). Francesco Possenti, figlio del governatore della città, fu battezzato la sera stessa della nascita nel duomo di Assisi. In famiglia fu chiamato Checchino. Tre anni dopo, il padre, Sante, fu trasferito a Spoleto, come assessore della delegazione pontificia. Nel 1842 perse una sorellina, Adele, di nove anni. Ciò procurò un grave dispiacere nella mamma Agnese Frisciotti, che ne morì (9/2/1842). Il padre educò i molti figli religiosamente. Ogni mattina conduceva con sé qualcuno di loro a Messa: la sera si diceva il Rosario in casa ad alta voce. A otto anni fu cresimato e poco dopo ricevette la Comunione. Frequentò le Scuole Cristiane e poi quelle dei Gesuiti. Molto bravo in lingua e letteratura, meno a matematica. Compose epigrammi ed elegie in latino. Crebbe bene, educato, allegro, di carattere espansivo, ma sempre molto religioso, si confessava e comunicava spesso. Amò la caccia, anche con il

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Personaggi storici | Gabrielli (San) Rodolfo | Gubbio

Gabrielli (San) Rodolfo (1030-1064). Vescovo. Nacque nel castello di Monte Cavallo, in quel di Camporeggiano (Gubbio) da Rodolfo Senior e da Rezia, della nobile e ricca famiglia Gabrielli. Studiò filosofia e teologia. Scrisse alcuni opuscoli in lingua latina, mentre era a Fonte Avellana a studiare. Decise poi di farsi benedettino e convinse la madre e i fratelli Pietro e Giovanni a donare tutti i loro possessi al monastero di Fonte Avellana. Era il tempo di San Pier Damiani, maestro di Rodolfo, che stabilì di costruire nella valle di Camporeggiano l`abbazia di San Bartolomeo, della quale fu primo abate Giovanni, mentre Pietro entrò monaco a Fonte Avellana (1057). Nel 1058 il monastero era già abitato. Rodolfo divenne sacerdote e intraprese una vita di preghiera e penitenza. Anche suo fratello Pietro con lui fece vita austera e fervorosa. Rodolfo usava torturarsi per fiaccare le esuberanze giovanili. Non mangiò più carne né uova né formaggio. Dormì su una rude tavola senza coperte. Al

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Costruzioni storiche | Galgata | Gubbio

Galgata. Fu un forte castello eugubino ai confini con il territorio perugino, a 8 miglia. Tra Scritto e Casacce su un toppetto restano poche pietre di quello che fu il potente fortilizio di Galgata. Gubbio lo tenne sempre con particolare cura, affidandolo ad un sicuro e capace custode dal 1380 al 1435. Celestino II (1143) ne confermò il possesso ai canonici di San Mariano di Gubbio; così Alessandro III il 30/10/1170 e Lucio III il 2/1/1182. Nel sec. XIII fu ceduto in enfiteusi a Gualtiero di Ranuccio. Vi fu pure una chiesa dedicata a Sant`Angelo : nel 1213 gli abati di Montelabate vi vantavano dei diritti contro i canonici di San Mariano : la lite fu risolta dal lodo di certoRodolfo. Nel 1326 il castello partecipò alle spese per l`erezione del ponte sul Chiascio a Pilli. Nel 1441, essendo il castello in condizioni fatiscenti, gli abitanti furono obbligati a ripararlo.

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Musei e Biblioteche | Galleria Nazionale dell`Umbria | Perugia

Galleria Nazionale dell`Umbria. E’ al secondo piano del palazzo dei priori di Perugia, fino dal 1879. Inizialmente si chiamò Pinacoteca Comunale Vannucci e fu ordinata dal Prof. Francesco Moretti l`anno 1907. Nel 1918 veniva promossa a Galleria Nazionale e prendeva in deposito insigni opere d`arte, con l`impegno di custodirle e di aumentarle. Nel 1921 Umberto Gnoli apportava un nuovo ordinamento, terminato nel 1940. Ulteriormente fu ordinata dall`architetto Gisberto Martelli e dal Dr. Francesco Santi. Raduna, in venticinque sale, affreschi distaccati, tavole, tele ed altri oggetti artistici, appartenenti un tempo alle chiese, ai conventi, ai monasteri, alle confraternite ed agli edifici pubblici della città e dell`Umbria. Inizia con un salone, indicato come Sala 25, che era l`antica aula del Consiglio priorale, vasto, luminoso e sorretto da potenti arcate e contiene la raccolta completa degli affreschi, già nelle chiese di Santa Elisabetta, San Francesco al Prato, San Fiorenzo, San Do

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Personaggi storici | Gambara Girolamo | Bastia Umbra

Gambara Girolamo, il Bastiolo. Capitano al servizio dei Baglioni, nativo di Bastia Umbra, noto più con il nomignolo di Bastiolo che con il proprio cognome. « Fece i primi stipendi sotto la bandiera di Gian Paolo Bagliori e con esso lui divise i pericoli e i travagli del campo in tutte le guerre da quel venturiere combatture pe` i fiorentini e pe` la Chiesa, ed in quelle vie più frequenti contro gli Oddi e gli altri fieri avversari di sua potenza in Perugia. Nelle quali dimostrando Girolamo non minore prudenza che ardire ed avanzandosi con la virtù di grado in grado, giunse al carico onoratissimo di Capitano. Quando poi il suo Signore ebbe finito miseramente la vita in Castel Sant`Angelo, egli che di quella casa era devotissimo, non s`offerse d`abbandonarla nell`avversa fortuna e posesi al soldo del giovino Malatesta, figliolo dell`ucciso. Il quale, se si macchiò di eterna infamia tradendo la repubblica di Firenze, non fu però negli accorgimenti militari punto inferiore al padre. E quan

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Personaggi storici | Garofoli Paolo | Terni

Garofoli Paolo (Terni 1815-1865). Studiò nella sua città e poi a Roma, dove si laureò in giurisprudenza. Tornato in patria, si dedicò alle lettere, collaborando al Fanfulla: pubblicò una memoria sulla Incoronazione del Petrarca. Poi si dette a studi economico-politici. Quando si parlò delle direttissime ferroviarie Roma-Bologna, attraverso l`Umbria, scrisse un opuscolo intitolato Specialità di Terni; molto ricercato. Così quando si trattò della costruzione della strada Spoleto-Norcia, intervenne, perché a Piedipaterno vi innestasse un tronco per Terni, come poi avvenne. Collaborò al giornale locale: Corrispondenza Umbra, dove pubblicò a puntate un laborioso saggio sulle Bonifiche e irrigazioni dell`agro fra Rieti, Terni e Narni. Per i moti del 1848-49, fu incarcerato, donde evase. Con il governo regio ebbe molti incarichi, tra cui la Soprintendenza alle scuole; fu membro della Giunta Municipale e provinciale; istituì scuole materne e Casini di Lettura. Fu insignito dell`ordine Maurizia

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Personaggi storici | Gattamelata | Narni

Gattamelata. Cioè Erasmo da Narni (1370 - Padova 1443). Si chiamava Stefano, ebbe una giovinezza serena e un carattere calmo e riflessivo, nobile e religioso. La sua fantasia si accese leggendo i racconti di guerre. Si arruolò con Ceecolo di Broglio di Assisi e partì con il suo cavallo. Nel 1419 fu al soldo di Braccio e per lui difese Capitone contro Attendolo Sforza. Con Braccio fu all`Aquila nel 1424; lo consigliò di attaccare il nemico sui passi montani e prima che scendesse nella pianura, ma non fu ascoltato. Passò poi con il Piccinino e Oddo Fortebracci a servizio di Firenze, quindi al servizio di Martino V (1427), che gli impose di liberare Montone dalla vedova Nicolina Varano. Nel 1428 Martino V lo incaricò di riconquistare Bologna. Nel 1434 fu alla difesa di Roma. Fu lo stesso anno, assunto dalla Repubblica Veneta. Così si trovò ad affrontare più volte il Piccinino, al servizio di Milano. Nel 1437 costruì in una sola notte un ponte sull`Adda alle spalle dell`accampamento nemi

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Personaggi storici | Gattapone Matteo di Giovannello | Gubbio

Gattapone Matteo di Giovannello da Gubbio. Architetto (ca. 1300 morto 1383). Uno dei più possenti architetti del trecento, che in qualche particolare delle sue opere sembra anticipare l`arte del Brunelleschi. Il suo nome è legato alla costruzione in Gubbio del Palazzo dei Consoli, da altri attribuito ad Angelo da Orvieto (v.); alle Rocche, che egli edificò su commissione dell`Albornoz a Spoleto (1363), Terni; e alla Fortezza di Porta Sole (v.) in Perugia, per cui dovette sfiancare il vecchio duomo di San Lorenzo (1373). A lui è attribuito a Perugia il chiostro di Santa Giuliana, con solidi pilastri, fantasiosi capitelli e possenti arcate. A Spoleto gli sono attribuite le arcate del Palazzo della Signoria. Architetto civile e militare, a Narrai è sua la loggia del Palazzo dei Priori, a Bologna il Collegio di Spagna. Certamente l`opera sua più impegnativa fu la Rocca di Spoleto, formidabile costruzione, che riunisce in sé la potenza dell`arte militare e la sontuosità di una residenza reg

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Curiosità | Gazzetta di Foligno | Foligno

Gazzetta di Foligno. Nel 1884 Michele Faloci Pulignani di Foligno fondò un settimanale intitolato La Gazzetta di Foligno, che poi diresse fino alla morte: un giornale, come dal sottotitolo, religioso e sociale della diocesi e della città di Foligno. Il giornale esiste ancora e in esso il fondatore ed altri illustri collaboratori hanno via via stilato articoli di notevole cultura, di dottrina religiosa, di dibattito sulla vita della comunità. Dopo cento anni il giornale rappresenta ancora la voce più autentica e la testimonianza della storia del costume e delle tendenze di un comprensorio. Il Faloci trovò il modo di volgarizzare le scienze, ma anche di far sentire il proprio battagliero pensiero e quello dei cattolici contro liberali, massoni, radicali e socialisti.

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Curiosità | Gazzetta di Perugia | Perugia

Gazzetta di Perugia. Era un giornale, della comunità perugina, che portava notizie religiose e sociali. Con l`annessione al regno sardo dell`Umbria, la Gazzetta assunse il nome di Gazzetta dell`Umbria (gennaio 1861). Intanto era servita al Pepoli per pubblicare tutti i Decreti ben numerati, quale Commissario dell`Umbria, prima dell`annessione, tra cui, famosi, quelli delle soppressioni (v.). La Gazzetta pubblicò il 17/12/ 1860 il decreto Regio, che sanciva ufficialmente l`annessione dell`Umbria al Piemonte. Il cambiamento di nome si volle per far capire che ormai non si faceva più questione di città, di capoluogo, ma di tutta la regione. Divenuta foglio ufficiale governativo, tenne una linea moderata e saggia. Coerente con i principi dell`annessionismo, polemizzò costantemente con la stampa cattolica intransigente, ma non fu anticlericale, anzi appoggiò un cattolicesimo conciliante e una Chiesa distaccata dagli interessi temporali. Del resto il cardinale Pecci era quasi favorevole a qu

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Personaggi storici | Gazzoli card. Luigi | Terni

Gazzoli card. Luigi. Nacque a Terni il 5/5/1735. Nel 1765 fu governatore di Città di Castello, quindi di Ascoli e di Ancona, dove fu mandato per importanti lavori stradali e portuali, e infine di Loreto. Nel 1803 fu creato cardinale. Uomo di grande intelligenza e di straordinaria volontà, a Città di Castello, seppe trasformare i vecchi ospedali della Misericordia e della Fraternità, moralmente ed economicamente ridotti in stato deplorevole, nel grande istituto ospedaliero, così come è praticamente oggi. Superando difficoltà e antipatie, creò l`edificio di sana pianta. Pose sulla facciata settecentesca due lapidi ricordo e il suo stemma, che, alla sua morte, uomini piccoli così abbatterono, come spesso succede. Nel 1910 la città gli eresse un ricordo marmoreo nel cimitero, sul luogo dove vengono ricordati i grandi, perché se è facile distruggere gli stemmi, è però impossibile far tacere la storia. ENRICO GIOVAGNOLI, Città di Castello, 1921, pag. 160.

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Personaggi storici | Gentile da Foligno | Foligno

Gentile da Foligno (morto 1348). Famoso medico dell`ultimo medioevo. Aveva studiato a Bologna, alla scuola di Taddeo Alderotti, salendo infine alla Cattedra dell`Università. Insegnò a Siena (1322). Il comune di Perugia, nel desiderio di lanciare il suo Studio generale, nel dicembre 1325 lo invitò a passare a quella scuola. Gentile accettò e per molti anni fu docente a Perugia. Lo troviamo a Padova (1339 e 1345) per curare Ubertino da Carrara, gravemente malato. In quella occasione egli suggerì al principe di inviare dieci giovani a studiare a Parigi, sicché fosse più allargata la conoscenza della Medicina. Nel 1348 Gentile era a Perugia, quando in tutta l`Umbria sopraggiunse la peste nera (v.). Nell`assistenza ai malati, contrasse il terribile morbo, che egli aveva accuratamente descritto solo tre mesi prima nel Consilium de peste. Vicino a morire, volle tornare a Foligno e si spense, pare, a San Giovanni Profiamma, il 18 giugno. La sua casa è intatta in Foligno, trecentesca, con facc

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Personaggi storici | Gentile (fra`) da Spoleto | Spoleto

Gentile (fra`) da Spoleto, francescano. Fu uno degli iniziatori della Riforma francescana nel sec. XIV. Era laico nel convento di San Francesco di Foligno. Seguì il beato Giovanni Della Valle (v.) nel romitorio di Brogliano (v.) per vivere ad litteram, in quel luogo, la Regola di San Francesco. Successe a lui come superiore del conventino. Di carattere impulsivo, si mise in lotta aperta contro i lassisti dell`Ordine, fino al punto che Clemente VI gli concesse di vivere in una famiglia separata. Fu perseguitato dagli altri frati, finché fu arrestato dall`Albornoz come eretico, cioè come uno che accettava nel convento gli eretici. Nel frattempo il ministro generale ebbe modo di disperdere nei vari conventi i suoi confratelli e sopprimere la sua congregazione. Scarcerato, morì qualche mese dopo a Brogliano, nel 1362, riconciliato con l`Ordine. L`opera di Gentile arrestò quella di Giovanni Della Valle, ma dopo di lui il moto di riforma riprese rinvigorito, con Paoluccio Trinci (v.). Bibl.

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Costruzioni storiche | Geppa | Vallo di Nera

Geppa. Antico castello in comune di Vallo. Il nome forse deriva da gleba. Ci sono ruderi del vecchio castello: bastione, porta ad arco piano, scanalatura del ponte levatoio sul fossato. Fu di Corrado di Urslingen fino al 1198; poi di Spoleto ; nel 1228 fu rioccupata da Rainaldo, figlio di Corrado; poi passò a Spoleto con Federico Il nel 1241 e il card. Capocci nel 1247. Nel 1338 partecipò alla confederazione dei 12 castelli contro il comune di Spoleto, al quale tornò nel 1372, con decreto del cardinale Filippo di Sabina. Il castello aveva una torre di vedetta e le abitazioni erano serrate dentro il girone delle mura. Vi spicca tuttora un palazzo gentilizio degli Zacchei-Travaglini di Spoleto del sec. XVII. Il castello fu una comunità a sé, semi-indipendente da Spoleto. Nel 1563 si dette propri Statuti (copia all`archivio parrocchiale), con Consiglio generale, composto di 25 capi-famiglia, il podestà, il vicario, il camerario e ufficiali minori. Il podestà era dato da Spoleto, cui ogni

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Personaggi storici | Giacomini Ercole | Foligno

Giacomini Ercole (1864-1944). Folignate. Si addottorò in medicina, dopo aver frequentato varie università: Perugia, Firenze, Siena, in cerca di ottimi insegnanti, che l`aiutassero nella sua ricerca di scienze zoologiche. Insegnò zoologia, anatomia e fisiologia comparata a Siena e poi a Perugia; nel 1903 vinse il concorso di anatomia comparata a Bologna, dove restò per tutta la vita. Aveva iniziata la sua ricerca nel 1888 con studi sull`anatomia embriologica delle ghiandole salivari degli uccelli. Seguì un fondamentale lavoro sull`anatomia microscopica dell`ovidutto dei sauropsidi. Ed anche: Istologia dell`ovario dei celaci (1896). Ed altri studi analoghi, sulla gestazione dei rettili e le genesi e morfologia degli annessi embrionali anche nei mammiferi ed uccelli. Ma il campo nel quale il Giacomini primeggia è l`endocrinologia comparata, studiata sotto il profilo morfologico e funzionale. Ricerche nelle capsule surrenali prima degli anfibi (1897), più tardi dei ciclostomi, ganoidi e t

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Personaggi storici | Giordano (fra`) da Giano | Giano dell` Umbria

Giordano (fra`) da Giano. Fu uno dei francescani più illustri dei primordi. Era poco più giovane di San Francesco, essendo nato nell`ultimo decennio del sec. XII, fu accettato nell`ordine proprio da lui. Nel 1220 partì per portare il francescanesimo in Germania con Fra` Simone da Collazzone e altri. Ricoprì anche vari incarichi. Morì circa il 1262 a Magdeburgo, dove fu sepolto. E` autore di una Chronica che rappresenta una delle più antiche e cospicue fonti per la storia francescana. Da questa Cronaca conosciamo le vicende degli inizi del francescanesimo, dell`insediamento e dell`espansione dello stesso in terra germanica. Sono pagine fresche, gustose, colorite del clima nuovo, sereno, gioioso ed eroico della prima generazione dell`Ordine. Egli la dettò, già vecchio, a fra` Baldovino in Brandeburgo. Lo stile è sbrigativo per il primo periodo (1209-1219), copioso per il secondo (1219-1239), scarno dopo. Giordano non fu favorevole a Frate Elia, ma non lo combatté. Fra` Baldovino aggiun

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Personaggi storici | Giorgetti Giacomo | Assisi

Giorgetti Giacomo (1603-1679). Architetto e pittore assisiate. Continuò la costruzione della basilica di Santa Maria degli Angeli, iniziata dall`Alessi (v.). Nel 1634 rielaborò la chiesa di Santa Maria sopra Minerva, già ridotta al culto cristiano un secolo prima. In Assisi sono suoi i palazzi Bernabei, Giacobetti e Valdemare oggi sede della biblioteca comunale e della società internazionale di studi francescani. Unitamente al Sermei, orvietano stabilizzato in Assisi, eseguì opere di pittura in Santa Maria degli Angeli e nelle basiliche di San Francesco (Madonna con Bambino).

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Personaggi storici | Giovanna (b.) da Montefalco | Montefalco

Giovanna (b.) da Montefalco (morta 1291). Nativa pare della frazione di Casale, fu sorella maggiore di Santa Chiara da Montefalco. Chiese al padre di potersi rinchiudere in un reclusorio, che il padre aveva eretto, accanto alla chiesa di Santa Illuminata, presso le mura di quella città. Era il 1274 e attorno a lei si formò una piccola comunità di religiose, alle quali fu guida di virtù e di preghiera. Fu badessa del suo nuovo monastero fino alla morte, avvenuta il 22/11/1291. Sua sorella Chiara, che l`aveva seguita fino dai sette anni, le successe come badessa e come maestra di santità. Bibl.: MATTIOLI, Montefalco.

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Personaggi storici | Giovanni (b.), conte di Chiavano | Spoleto

Giovanni (b.), conte di Chiavano. Nauseato della vita politica e delle lotte, che i fratelli andavano facendo per i ghibellini a Spoleto, si ritirò nell`eremo agostiniano di Atino, presso l`oratorio di Santa Eufemia, dove visse nella contemplazione delle verità eterne, nell`orazione e nei digiuni. La sua vita attrasse alla bontà i popoli vicini. Dopo una vita di penitenza, morì verso il 1350, all`età di 80 anni, il 24 giugno. Essendo il romitorio proprio sul confine dei tre comuni di Cascia, Monteleone e Leonessa, le tre città contesero le sante spoglie, finché si decise di rimettersi alla volontà del cielo. Posta la salma su di un carro, i buoi spontaneamente si volsero verso Cascia, nella chiesa di Sant`Agostino, e qui fu seppellito. Cascia, negli Statuti, prescriveva grandi festeggiamenti per ricordare annualmente il beato.

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