Umbria
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Personaggi storici | Ceci Getulio | Terni

Ceci Getulio (1865-1932). Nato a Terni, si trasferì ancora giovane a Todi. Appassionato delle vicende storiche di quella città, ne divenne ben presto lo studioso più ragguardevole. Fece ricerche nelle biblioteche pubbliche e nelle raccolte private. Trovò documenti e testimonianze, che potevano giovare ai suoi studi. Esplorò minutamente l`archivio del comune, ponendo in luce pergamene fino ad allora pressoché sconosciute. Da questo lavoro di ricerca uscivano intelligenti articoli e infine il volume Todi nel Medio Evo, che è considerato in Italia e all`estero come il più importante saggio storico scritto su Todi. La sua ammirazione per l`epoca medioevale lo spinse al restauro dei palazzi comunali e alla sistemazione del colle di San Fortunato. Fondò pure una bottega d`arte per la lavorazione dei mobili in stile antico. Studiò la potente figura di Iacopone, con indagini accurate e con moderni metodi filologici.

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Curiosità | Celalba | San Giustino

Celalba. In comune di San Giustino Si parla di Celalba il 4/10/1077 in una permuta di terreni tra il vescovo di Città di Castello e i canonici di Arezzo. Troviamo che nel 1420 partecipa, con altri paesi vicini, alla ricostruzione dei ponti sul Selci e sul Nestore, crollati quell`anno. Il comune di Città di Castello ordinò a quelli di Celalba il trasporto di legname, nel 1449, per la costruzione delle fortificazioni nel castello di San Giustino. Nell`agosto del 1478 Nicolò Vitelli, diretto alla conquista di Città di Castello, prima devastò la Val Tiberina ed in particolare Celalba. Il castello fu assediato da Giordano Orsini e Lorenzo Giustini, nel maggio 1483 con tre squadre di cavalli e 200 fanti, per scaricarne la guarnigione di Nicolò Vitelli. Riuscirono inutili i tre assalti, per cui il Giustini se ne andò. Ma poco tempo dopo, avuti i rinforzi, riuscì ad espugnarla (25-121483). Celalba allora era la fortezza più efficiente della zona. I beni dei Vitelli furono dati, per ordine di

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Personaggi storici | Celestino II | Città di Castello

Celestino II. Papa (1143-1144): di Città di Castello. Pontificò dal 26/11/ 1143 all`8/3/1144. Si chiamava Guido Ghefucci del Castello, di famiglia nobile, cardinale con il titolo di S. Matteo. Succedette a Innocenzo II, mentre Roma era agitata da tumulti per la predicazione eversiva di Arnaldo da Brescia. Uomo di spirito conciliante, già discepolo di Abelardo a Parigi e condiscepolo dello stesso Arnaldo, tentò di dare un nuovo indirizzo al papato e assolse la Francia dall`interdetto, che le aveva posto il suo antecessore. Con la sua morte immatura crollarono le speranze in lui riposte. Infatti pontificò solo cinque mesi. E’ sepolto in Laterano; a lui successe Lucio II.

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Costruzioni storiche | Ceralto | Gualdo Cattaneo

Ceralto. In comune di Gualdo Cattaneo. Sembra abbia avuto il nome dalla dea Cerere, venerata sull`alto colle (Cereris altior). Nel 1311, già forte castello, fu distrutto dai perugini. Passò a Todi, quindi a papa Alessandro VI (1496). Nel 1512 tornò a Todi: il suo stemma (aquila) spicca sulla porta. Fu unito alla comunità di S. Terenziano nel 1815, che fu appodiata a Collazzone; quindi al comune indipendente di S. Terenziano dal 1829 e unita a Gualdo nel 1861. Il castello, pressoché intatto nelle torri, nel maschio esagonale e nelle mura, domina la valle del Puglia. La chiesa dei ss. Pietro e Paolo, che poggia sulle mura castellane, conserva tele e affreschi. Il campanile è stato ricavato da una torre.

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Curiosità | Ceramiche | Gubbio Deruta Gualdo Tadino

Ceramica e maioliche. Arte minore per altri, arte invece tipicamente umbra. Si hanno le prime notizie di quest`arte fino dal 1300: allora a Gubbio esisteva un Collegio di Vasari. Ma di maioliche artistiche non si può parlare fino alla prima metà del `500, quando Mastro Giorgio (v.), finissimo disegnatore, non trovò « i riflessi dall`oro pallido al più bel rubino ». Nel secolo XVI sorsero le fabbriche di Deruta e Gualdo Tadino. Seguirono quelle di Città di Castello e di Umbertide. L`arte si sviluppò in queste località, perché avevano argilla fine e plastica e perché l`arte fu coltivata con passione dalla gente. Nella moderna ceramica si mantengono tutte le caratteristiche proprie degli antichi vasellami, imitati a perfezione, grazie all`abilità tecnica delle maestranze, specialmente femminili, che ancora lavorano alla decorazione a mano e all`impiego di materie prime locali. Perfezione nella lavorazione, splendore e originale disposizione dei colori, ricercatezza nella decorazione, sono

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Costruzioni storiche | Certalto | Umbertide

Certalto. Castello in comune di Umbertide, a 569 slm. sui confini con Città di Castello. Appartenne ai monaci ci Montacuto. Nel 1203 l`abate lo sottomise al comune di Gubbio. Nel 1232 cadde in potere dei tifernati, che, però, seguitarono a riconoscere i diritti dell`abate. Nel 1238 fu perduto dai tifernati. Fu luogo di lotte confinarie tra i comuni di Gubbio, Città di Castello e Perugia. Federico II, nel 1240, da Foligno, impose la pace, che non fu rispettata. Anzi, nel 1243, dovette intervenire ancora, perché Città di Castello aveva occupato il castello e lo aveva messo a sacco e ferro, con 2400 libre di danni. Pier Delle Vigne dette ragione a Città di Castello, e i Certaltesi furono compensati dal comune con case in città. Nel 1308 il castello ebbe altri guasti, nelle scaramucce tra Tiferno e Gubbio, lunga vertenza, che fu risolta dal lodo di Francesco di Montone nel 1350. Nel 1381 il castello fu preso da Perugia. Nel 1400 l`eugubino Paolo Cinquefanti ne tentò la conquista, ma cadde

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Costruzioni storiche | Cervara | Orvieto

Cervara. Fu un castello assai importante dell`Orvietano, che dette nome alla più potente e prepotente famiglia dei Monaldeschi, che lì attorno dominava molti castelli, oggi in provincia di Viterbo e quelli a nord-ovest di Orvieto. Nel volume di G. TEDESCHINI, Monumenti e glorie nei tempi di meZ~o di Ficulle, è scritto che, nel 1328, Hermanno di Corrado, cioè Manno, signore poi di Orvieto, edificò una fortezza tra Orvieto, Bagnoregio e Bolsena, che chiamò Cervara. Nel 1341 la fortezza fu assediata dai Monaldeschi delle altre tre famiglie: della Vipera, del Cane e dell`Aquila, ma furono respinti dai Monaldeschi della Cervara. Nel 1345 fu assediato da truppe del comune di Orvieto e del Patrimonio, che restarono sconfitte. Nel 1346 ne erano signori Benedetto e Berardo. Poco dopo la metà del sec. XV, i Monaldeschi si ritirarono qui e a Montalfina. Avevano per stemma una cerva, con l`effige di S. Anna (come si vede a Monterubiaglio, che era loro feudo). Bibl.: Atti, Amministra. Prov. Uffici

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Personaggi storici | Cesarei Pierino | Perugia

Cesarei Pierino (circa 1520-1602). Pittore perugino. Egli riunisce reminiscenze della scuola perugina, specialmente dello Spagna, al manierismo fiorentino michelangiolesco. Influenzato da Iacopo Siculo, copiò servilmente opere di Federico Zuccari (Gnoli). Nella pinacoteca di Nocera è una tela ad olio con Madonna e Bambino e i santi Giovanni Battista e Rocco, già nella sala capitolare del duomo di quella città. Visse quasi sempre a Spoleto, dove lasciò una Resurrezione e 14 scene della Vita di Cristo (1593). Lavorò a Caso (Perinus Cesareus Perusinus: 1595; a Santa Anatolia: Tela del Rosario firmata e datata (1595); a Ferentillo: grande Presepio (1595), a Roccatamburo (Chiesa di S. Pietro): Annunciazione, Assunzione, Apostoli; a Ferentillo (Chiesa di S. Maria) : Madonna e Misteri del Rosario (deteriorata).

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Personaggi storici | Cesaroni Ferdinando | Perugia

Cesaroni Ferdinando (morto 1912). Perugino ingegnere. Fu lontano molto tempo dalla sua città, dove, si dicev che non sapesse tracciare nemmeno 1 firma. Invece fu noto costruttore di ferrovie e tornò a Perugia miliardario. Acquistò molte grandi tenute, tra cui quella di Colle del Cardinale, dove su padre era giardiniere. Costruì quel grande palazzo di rappresentanza davanti alla Prefettura, dove poi non volle mai abitare. Infatti, nel 1890 venne a Perugia il re Umberto per inaugurare la statua equestre del padre, sistemata nei giardini davanti alla sua casa. Il Cesaroni offrì una stupenda carrozza, per prelevare il re alla stazione, vellutata di rosso. Il Prefetto ne preferì un`altra. Il Cesaroni non abitò mai quel palazzo per non essere costretto a vedere la statua. Egli, sul momento, era l`unico miliardario di Perugia. Come ingegnere propose un progetto per la sollevazioni dell`acqua del Tevere per dissetare Perugia. Nel 1888 comperò l`isola Polvese e l`anno dopo si costruì un battel

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Curiosità | Cese | Terni, Nocera, Scheggino, Foligno

Cese. Nel medioevo, molti comuni della montagna (ad es. Norcia nel 1345 autorizzarono a disboscare per aumentare i terreni coltivabili. La trasformazione fu chiamata Cese o terreni sotivi che presto, per le erosioni, divennero sterili: così Cesi di Terni, Cesi di Nocera, di Scheggino, Ceselli, ecc. Molti località presero questo nome, anche per altre ragioni, che ricordano stragi: Cesi sunt, come Cesi di Colfiorito e forse Cesi di Terni. Queste terre, in genere molto povere, erano il retaggio delle famiglie meno abbienti: erano dette scocciaglie se piene di sassi e scaglie di pietra; erano dette costarelle se situate in zone scoscese.

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Personaggi storici | Chiara (Santa) di Assisi | Assisi

Chiara (Santa) di Assisi (1194-1253). Figlia di Favarone d`Offreduccio degli Scifi, conti di Sassorosso, prese subito ad amare il prossimo su esempio della mamma, specialmente i poveri e a praticare le opere pie. Conquistata dalle parole di frate Francesco, volle seguire il Santo nella osservanza della povertà evangelica, e, per questo, diciottenne, fuggì di casa con una parente, il 18 marzo, domenica delle Palme del 1212, recandosi alla Porziuncola. A mezzanotte indossò una tunica di bigello, cingendosi i fianchi con una corda; calzò un paio di zoccoli e si recise i bordi capelli, coprendosi il capo con un velo. Poi si nascose nel monastero delle benedettine di San Paolo in Bastia, da dove, per violenza, il padre e il potente zio Monaldo tentarono di rapirla. Dopo qualche giorno andò a S. Angelo di Parso sul Subasio. La sua esemplarità e l`atto sublime di rinuncia al mondo, suscitarono altre vocazioni e la seguirono le sorelle Agnese e Beatrice, le nipoti Agnese, Amata e Balbina, la c

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Personaggi storici | Chiara (Santa) da Montefalco | Montefalco

Chiara (Santa) da Montefalco. Detta anche Della Croce. E` una delle Sante appartenenti ai mistici umbri a cavallo dei secoli XIII e XIV. La sorella Giovanna aveva chiesto al padre Damiano di potersi ritirare in un reclusorio privato da lui costruito. All`età di sei anni Chiara la seguì. Crebbe senza cultura, senza esperienza del turbolento mondo di allora. Diceva di essere stata attratta da quel fuoco mistico, che bruciava verso Assisi. Eppure fu subito nota la sua sapienza ad uomini eminenti, che le fecero visita: medici, maestri, predicatori, confessori, giuristi. Ebbe il dono della chiaroveggenza: a qualcuno, che tentò spiritualmente di imbrogliarli, svelava l`inganno. Parlava latino e, una volta, ebbe un colloquio in francese con Margherita da Carcassona, venuta in Italia per il Giubileo del 1300. Chiara meditò continuamente i dolori di Cristo Crocifisso. Alla sua morte furono trovati nel suo cuore una croce, i tre chiodi, la lancia, la spugna, la canna, la colonna, il flagello c

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Info eventi | Compagnia o Cavalcata di Satriano | Assisi

Compagnia o Cavalcata di Satriano. E’ una pittoresca processione folcloristica, che si svolge nella secondi domenica di settembre ad Assisi. I cavalieri della compagnia di Satriano rievocano l`ultimo ritorno di San Francesco alla città natale. Gentiluomini e popolani ripercorrono a cavallo la strada, che scende, attraverso le gole del Subasio, da Nocera ad Assisi, scortando la logora tonaca del Santo. Il quale si aggravò a Bagnara di Nocera, ai piedi del Monte Pennino. Una piccola chiesa lo ricorda. La notizia giunse subito ad Assisi e allora partirono, su volere del Podestà Berlingerio di Iacopo, molti cavalieri e riportarono il Santo in patria, perché non morisse lontano dalla città natale. Il viaggio fu lungo e penoso. La carovana fece sosta al castello di Posti-gnano (v.) e proseguì lentamente per il sentiero rupestre, fino a Satriano e al colle delle Gazzelle, perché il Serafico soffrisse di meno. Quel cammino è restato fino ad oggi, così come allora. A Satriano oggi è una cappel

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Personaggi storici | Concoli Adriano | Todi

Concoli Adriano (Todi circa 1510 t circa 1580). Tuderte, poeta burlesco, amico dell`Ariosto, che fu suo ospite (1530). Di ricchissima famiglia, gli era rimasto ben poco, per questo fu costretto a blandire i potenti per ottenere da essi di che sbarcare il lunario: e di aiuti dovette certo avere molto bisogno, essendogli nati otto figli. Il periodo più documentato della sua vita può essere incluso tra il 1555 e il 1560, non essendo ancora gravato dalle cure familiari, ebbe modo di accettare e assolvere compiti militari e incarichi di fiducia. Oltre ad una superstite raccolta di poesie, stampate probabilmente a Perugia, il Concoli compose numerosi capitoli, sorbetti caudati, madrigali e un commento alle satire dell`Ariosto. Il suo stile è talvolta schietto, estroso e scanzonato, qualche volta è amaro e ironico.

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Personaggi storici | Concoli Adriano | Todi

Concoli Adriano (Todi circa 1510 t circa 1580). Tuderte, poeta burlesco, amico dell`Ariosto, che fu suo ospite (1530). Di ricchissima famiglia, gli era rimasto ben poco, per questo fu costretto a blandire i potenti per ottenere da essi di che sbarcare il lunario: e di aiuti dovette certo avere molto bisogno, essendogli nati otto figli. Il periodo più documentato della sua vita può essere incluso tra il 1555 e il 1560, non essendo ancora gravato dalle cure familiari, ebbe modo di accettare e assolvere compiti militari e incarichi di fiducia. Oltre ad una superstite raccolta di poesie, stampate probabilmente a Perugia, il Concoli compose numerosi capitoli, sorbetti caudati, madrigali e un commento alle satire dell`Ariosto. Il suo stile è talvolta schietto, estroso e scanzonato, qualche volta è amaro e ironico.

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Curiosità | Confetti | Perugia, Foligno

Confetti. Una rinomata fabbrica di confetti fu a Foligno fin dal sec. XVI. A Perugia l`inizio della Perugina fu una fabbrica di confetti nel 1907. Molte città avevano delle artigianali botteghe per i confetti. Foligno fu detta dalle strade inzuccherate, alludendo all`uso di gettare confetti per le strade. Il Bragazzi nel 1864 scriveva: i confetti di Foligno sono unici in tutta Italia e preferibili per sostanza e scelta a quelli di Sulmona e portano il nome di Foligno in tutta la Penisola. L`anno precedente erano state prodotte 40 mila libre (Kg. 13.562,88) di confetture. I confetti furono subito usati per partecipare feste di famiglia, come i battesimi, le cresime, le comunioni e, soprattutto, i matrimoni: dalle prime rudimentali bomboniere se ne prepararono sempre di più raffinate. Gli amici, ricevuta la bomboniera, ricambiavano con altri confetti, che, negli sposalizi, diventavano una grandine, fino a rompere i bicchieri degli sposi. Le ragazze innamorate si facevano dare tre confet

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Chiese | Consolazione (Tempio della...). | Todi

Consolazione (Tempio della...). È la chiesa di Santa Maria della Consolazione, appena fuori le mura di Todi, come le altre opere bramantesche (ad es. San Biagio di Montepulciano), che così bene si inseriscono nell`ambiente. Alla sua costruzione, iniziata nel 1508 e terminata nel 1607 (un secolo), attesero Cola di Matteuccio da Caprarola (fino al 1512), quindi Ambrogio da Milano, Francesco da Vita, scalpellini lombardi, mentre per pareri tecnici furono chiamati il Peruzzi, il Sangallo, il Vignola, l`Alessi, lo Scalza. Il tempio ripete lo schema del Bramante: centricità, nata da una concezione dello spazio, i cui elementi stilistici ricordano la classica semplicità del compatriota Raffaello. Incrocio dei due bracci uguali, conclusi con tre absidi poligonali e una, quella a nord, che ha la funzione liturgica di coro, semicircolare. Le strutture si valgono di un pausato gioco di pilastri corinzi e di trabeazioni, con cui legano in perfetta aderenza le finestre dei frontoni triangolari e c

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Informazioni Religiose | Corporale (SS.) di Orvieto | Orvieto

Corporale (SS.) di Orvieto. È il lino macchiato dal sangue di Gesù, nel miracolo di Bolsena. Esso è contenuto in un ricchissimo reliquario, uno dei più grandi gioielli della oreficeria medioevale, commissionato da Beltramo e Manno Monaldeschi ad Ugolino di Vieri (1338), senese, e suoi aiuti. È sullo stile della facciata del duomo. È d`argento decorato, scolpito e smaltato, pesa 400 libbre ed è alto mt. 1,89 e largo 0,63. L`opera costò allora 1.274 fiorini oro. Nei due sportelli anteriori sono riprodotte in smalto le scene del miracolo e scene dell`Ultima Cena; sulla base la prima infanzia di Gesù, sulla parte posteriore, storia della Passione. Il Corporale e il reliquario sono nella cappella omonima, a sinistra del Duomo. La Cappella è chiusa dalla cancellata in ferro battuto di Matteo da Bologna (1356). La cappella fu edificata tra il 1350 e il 1361. Le pareti e le volte sono coperte di affreschi dei pittori orvietani: Ugolino di Prete Ilario, Domenico Di Meo, Fra Giovanni di Duccio,

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Informazioni varie | Corporazioni | Perugia, Gubbio

Corporazioni. Con il decadere del feudalesimo, sorsero nei vari comuni le corporazioni o università delle arti e mestieri. Esse apportarono notevoli contributi alla vita economica, artistica e politica delle città. Avevano per finalità principale quella della tutela del lavoro nei suoi diritti e nei suoi doveri, la qualificazione, la disciplina della produzione, gli interessi concordi degli imprenditori, degli operai e dei consumatori, stabilendo salari e calmieri di prezzi (compromessi spesso dalla lotta di classe). Le corporazioni avevano fini pure assistenziali, di beneficenza e di culto : per questo avevano chiese dedicate ai loro Patroni. Nel campo politico concorrevano a formare l`elenco dei candidati al priorato, alla magistratura minore. Contribuivano alla formazione tecnica dei soci, che erano veri maestri dell`arte. Così nacquero i grandi della scultura, della pittura, del ferro battuto, delle ceramiche, etc. Queste Corporazioni ebbero i loro statuti. Ad esempio a Gubbio, co

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Informazioni Religiose | Corpus Christi | Cascia

Corpus Christi. Il beato Simone (v.) da Cascia, dovendo una volta portare la comunione ad un infermo in Firenze, pose l`Ostia, come allora usava, tra le pagine del suo breviario. Si impresse nelle due pagine del libro l`immagine sanguinosa dell`Ette Homo. Delle due pagine, una fu recata in Cascia (1335) dallo stesso Beato, e l`altra a Perugia. La cosa suscitò subito due fatti: la grande devozione verso il Corpo di Cristo, e una discussione medico-teologica sul miracolo. Circa la devozione, fin dal 1394, il comune di Perugia volle circondare di onore e venerazione la pagina insanguinata. Fu fatto un ricchissimo reliquario e si fissò la festa al primo marzo con luminarie. Il reliquario fu disperso durante l`occupazione francese. Anche gli Statuti di Cascia ordinarono solennità e processioni, offerte di cera. La reliquia si mostrò miracolosa in tempi di siccità. Ricchi doni furono dati per l`incremento di quella devozione. La ricognizione della reliquia fu fatta nel 1691. Circa la disput

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Informazioni Religiose | Corpus Domini | Orvieto

Corpus Domini. Era l`anno 1263 e il prete Boemo, Pietro di Praga era diretto a Roma. Pernottò a Bolsena, presso la chiesetta di Santa Cristina. La mattina si levò di buon`ora e disse Messa. A metà sacrificio, gli tornava più insistente il dubbio se l`ostia consacrata fosse proprio il corpo e il sangue di Cristo. Quando fu sul punto di spezzare l`Ostia, questa spillò sangue come da viva carne. Le gocce caddero abbondanti sul corporale (cioè sul tovagliolo). Il prete scappò in sacrestia. Papa Urbano IV era allora in Orvieto e vi fece portare solennemente la reliquia da Bolsena. In conseguenza del miracolo, lo stesso papa istituì ad Orvieto, l`11 agosto 1264, per tutta la cristianità, la festività del Corpus Domini, con la famosa bolla Transiturus. Già qualche settimana prima di promulgare questo importante atto, il 19 giugno, lo stesso papa aveva preso parte, assieme a numerosissimi cardinali e prelati, venuti da ogni luogo e anche una moltitudine di fedeli, ad una solenne processione, c

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Info eventi | Corsa dei ceri | Gubbio

Corsa dei ceri. Ogni anno, la vigilia di Sant`Ubaldo, il 15 maggio (idi di maggio), si svolge a Gubbio la tradizionale festa dei ceri, in onore del Santo. Ditale tipica manifestazione incerte sono le origini, che taluni fanno risalire a riti antichissimi dei popoli umbri in onore di Cerere (da cui: Ceri), ma piuttosto si crede che abbia avuto inizio proprio a ricordo della vittoria riportata da Gubbio contro un immenso esercito di nemici, capeggiati da Perugia e amici di Barbarossa, nel 1154, seguendo il consiglio del vescovo sant`Ubaldo. Nella corsa sfrenata dei ceraioli si vuole simulare il trionfo ottenuto con il trasportare, come per voto, sull`erta china del colle e fino alla chiesa dedicata al Santo, i pesanti ceri, che dovrebbero simboleggiare i carrocci e le bandiere tolte ai nemici. C`è chi vuole che i ceri siano solo uno sviluppo dei precedenti alberi di maggio, relativi a feste dell`albero, del fuoco, della fecondità, largamente diffusi e di cui si trovano tracce anche nelle

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Personaggi storici | Crisanto | Spoleto

Crisanto. Storico vescovo di Spoleto nel 590. Per incarico di papa Gregorio Magno riunì varie piccole diocesi dell`Umbria a quella di Spoleto: Rieti, Bevagna, Spello, Norcia, Trevi. Crisci (b.) Pietro. Francescano, di illustre famiglia folignate. Nato nel 1243, a trent`anni divenne erede di un cospicuo patrimonio, che egli distribuì ai poveri, ritirandosi a vita di penitenza e di contemplazione, al servizio dei più diseredati. Preferì vivere in una celletta ricavata sul campanile della cattedrale della sua città (ora ornata di affreschi del sec. XIV). Ebbe il potere di far miracoli, ma non sfuggì a feroci calunnie e persecuzioni. Fu familiare di Santa Chiara da Montefalco e della beata Angela da Foligno. Morì il 18/7/1323 e fu beatificato l`11/5/1391, con Bolla di Bonifacio IX, che ne fissò la festa il 19 luglio, con otto giorni di indulgenza plenaria. Il suo corpo è nel Duomo di Foligno. Il pittore Bartolomeo di Tommaso lo ritrasse in un trittico, nella chiesa di San Salvatore di Fol

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Personaggi storici | Crispolti Luigi | Todi

Crispolti Luigi (1815-1883). Filantropo. Nacque a Todi il 15/2/1815. Ebbe, fin da fanciullo, una educazione molto fine. Compiuti gli studi, fu ordinato prete dal vescovo Francesco Maria Gazzoli. Rifiutata ogni occasione, che lo avrebbe portato a più alte dignità ecclesiastiche, preferì darsi all`apostolato e alla predicazione. Nel 1841 fondò un asilo per giovanette povere e, qualche anno più tardi (1847), un orfanotrofio maschile. Agli alunni si insegnavano i mestieri di cui più necessitava allora la città. Don Luigi fu colto da morte in mezzo ai suoi ragazzi, quando finalmente l`istituto, dopo tanti contrasti e persecuzioni, cominciava a raccogliere simpatie e generosi contributi.

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Curiosità | Cuccugnai | Foligno

Cuccugnai. Erano così chiamati i folignati, che, fino dal secolo XV, avevano l`usanza di far scendere una colomba dalla cupola del duomo il giorno di Pentecoste. Questo Spirito Santo, che poi essi adoravano con devozione, era assai più grande del normale e più somigliante ad una civetta (cuccugnao) che a una colomba. Oppure la denominazione venne perché i folignati erano esperti cacciatori e nella caccia usavano la civetta (cuccugna): guai a quell`uccello, che passa tra Foligno e Spello. Oppure perché gli zecchini nuovi, gialli, della zecca locale, pare siano stati detti anche occhi di civetta.

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Curiosità | Culata del Diavolo | Orvieto

Culata del Diavolo. L`Umbria ha molte leggende, nelle quali predomina il diavolo. Ovunque si indicano grotte, case, antri, ponti, sassi e buche del diavolo. Si dice, poi che Lucibello, quando fu cacciato dal Paradiso venne a sedersi, cadendo, vicino ad Orvieto. Il luogo è tuttora indicato come la Culata del Diavolo, espressione raccolta ed usata ufficialmente nelle carte geografiche.

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Personaggi storici | Damiani Felice | Gubbio

Damiani Felice (1530-1608). Pittore eugubino. Allievo di Benedetto Nucci (v.), superò il maestro per l`ornata grandiosità delle sue composizioni; appunto la maestosità e la vivacità dei colori gli meritarono l`appellativo di Paolo Veronese dell`Umbria; un raggio di luce rinascimentale splende nei suoi dipinti. Gli è attribuita una grande tela nel monastero di S. Chiara di Montefalco : Incoronazione della Vergine. Nel museo di Todi c`è una sua Deposizione (1591). In S. Maria della Delibera di Cerreto Mad. con Bambino, tra S. Lucia e S. Antonio ab. (Felix Damianus eugubinus pingebat, 1581).

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Personaggi storici | Damiani Felice | Gubbio

Damiani Felice (1530-1608). Pittore eugubino. Allievo di Benedetto Nucci (v.), superò il maestro per l`ornata grandiosità delle sue composizioni; appunto la maestosità e la vivacità dei colori gli meritarono l`appellativo di Paolo Veronese dell`Umbria; un raggio di luce rinascimentale splende nei suoi dipinti. Gli è attribuita una grande tela nel monastero di S. Chiara di Montefalco : Incoronazione della Vergine. Nel museo di Todi c`è una sua Deposizione (1591). In S. Maria della Delibera di Cerreto Mad. con Bambino, tra S. Lucia e S. Antonio ab. (Felix Damianus eugubinus pingebat, 1581).

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Personaggi storici | Danzetta Nicola | Corciano

Danzetta Nicola (Corciano 1821-1895). Il barone Danzetta, unitamente al conte Zeffirino Faina e al conte Mariano Guardabassi, il 14 settembre 1859, mentre il Legato di Perugia, Giordani, teneva Consiglio, irruppero nel Palazzo dei Priori e indussero il Legato ad allontanarsi dalla città: il Danzetta lo munì di lasciapassare e lo accompagnò fuori Perugia. Essi formarono il Governo provvisorio della città e il 17 settembre il barone partì per Torino per sollecitare Cavour ad inviare truppe. Egli aveva iniziato la sua carriera di politico : nel 1853 era stato in prigione. Dopo l`arrivo dei Piemontesi, fu il primo regio sindaco di Perugia; fu anche uno dei due primi deputati umbri al parlamento (l`altro fu Berardi di Foligno, mentre la maggioranza furono nordici). Fu rieletto nel 1865, 1867, 1870. Era anche consigliere comunale di Corciano (vera sua residenza) e presidente della Congregazione di Carità: egli fece conoscere la presa di Roma del 1870 con lettera al segretario comunale di Co

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Personaggi storici | De Angelis Sebastiano | Perugia

De Angelis Sebastiano (1441-1521). Perugino. Fu matematico e teologo e insegnò all`Università di Perugia per 30 anni, con molto onore. Fu confessore della beata Colomba da Rieti, e tanta era la fama che egli godeva, che i prodigi da lei compiuti venivano piuttosto attribuiti alla sua magia, per cui fu perfino chiamato a Roma: in realtà egli fu uno studioso di astrologia. Quando Giampaolo Baglioni fu convocato a Roma da Leone X, immaginando la morte che lo aspettava, si confessò da lui. Dei suoi molti scritti ci resta solo la vita della B. Colomba.

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