Umbria
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Personaggi storici | Caffi M. Chiara | Cascia

Caffi M. Chiara (Cascia 1794 - Roma 1810). Nacque a Colforcella il 7 aprile; quando aveva 9 anni i genitori si trasferirono a Roma, per gestire una pizzicheria nella parrocchia di San Salvatore in Lauro. La fanciulla dimostrò subito grande devozione per Gesù Sacramentato, davanti al quale passava lunghe ore. Gioviale e pulita, fuggiva ogni ombra di peccato, pensando alla passione di Cristo. A 10 anni fece la prima Comunione, con tale devozione che il parroco la indicava come modello. Ella prese come esempio le sante Cecilia e Agnese. Poi decise di entrare nel monastero casciano di Santa Rita, ma fu presa da anemia perniciosa, che la inchiodò a letto per cinque durissimi anni, che la raffinarono presso Dio, confortata dalle visite di santi sacerdoti. Morì a 16 anni, come un angelo e fu sepolta nella chiesa parrocchiale, con il suo regolamento spirituale. Ecco cosa esso contiene: « Propongo in tutti i miei atti la diffidenza in me e la confidenza in Dio e nella protezione della Vergine

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Personaggi storici | Calai Marioni Roberto | Gualdo Tadino

Calai Marioni Roberto (Gualdo Tadino, 1842-1920). Vescovo. Di famiglia nobile, unico erede di una cospicua ricchezza, compì studi classici e filosofici a Perugia. A 28 anni decise di farsi prete, contro la volontà del padre. Esercitò il ministero nella sua stessa parrocchia di San Benedetto di Gualdo. Intanto morì suo padre ed egli restò padrone di una grossa fortuna. Infaticabile, lavorava in città e nelle parrocchie, finanziando di persona missioni e predicatori. Era il tempo che si stava trasformando la cattedrale di Gualdo a tre navate e veniva allungata. Egli pagò molte delle ingenti spese. La sua carità e conforto raggiungevano i poveri della città. Nel 1878 ricomprò dal Demanio il convento e i beni dei Cappuccini e vi fece tornare i Padri, collaborò generosamente all`ampliamento, alla erezione del collegio serafico, alla ristrutturazione della chiesa del Divino Amore, dove costruì la tomba per sé e per i genitori. Nel 1900 donò il tutto ai frati. Fu di vita esemplare, di anim

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Info eventi | Calendimaggio | Assisi

Calendimaggio. E` forse la più spettacolare espressione folcloristica, che si svolge in Assisi, la notte tra il 30 aprile e il primo maggio (calendimaggio). $ la festa della primavera, dell`amore, della vita, della fertilità. La città si ridivide ancora nelle due zone storiche, Parte di Sopra e Parte di Sotto (v.), che in questa occasione cancellano gli infausti bagni di sangue del basso medioevo per contendere cantando canzoni antiche all`amicizia e alla gioia. Le canzoni rievocate vengono accompagnate da liuti, peltri e chiarine, tra mille fiammelle palpitanti sugli spalti e sulle colline, fiori del Subasio, costumi e apparati del tempo (cerimoniale, lingua, ecc.). Infine ne esce Madonna Primavera da tutti festeggiata. Questa manifestazione assisana si fa risalire al sec. X. Prima che cristiana, la festa del Calendimaggio fu pagana per celebrare i riti di maggio, della fertilità, della primavera. Si piantava un albero rubato nella notte del 30 aprile sul monte, si ponevano rami di f

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Personaggi storici | Calzoni Umberto | Perugia

Calzoni Umberto. Perugino : avvocato, professore, poeta, giornalista. Attratto dalla passione archeologica, si era privatamente dedicato agli scavi, realizzando scoperte basilari per la preistoria, quali quelle di Belverde di Cetona. Pagava di suo. Libero docente di archeologia a Perugia e altrove, come a Roma, fu nominato direttore dei Musei perugini, che egli ordinò, ingrandì e sistemò in Palazzo Donini, facendo tutto da solo, dagli elenchi alla collocazione del materiale. Sopravvenuta la seconda guerra mondiale, imballò tutto e lo nascose. Riaprì poi a San Domenico, già convento e poi caserma del 510 Reggimento fanteria. Di un piccolo museo ci ha lasciato un Museo Archeologico Nazionale. Per vivere seguitò a fare l`avvocato. Abitava a San Martino in Colle e di norma compiva a piedi i dieci chilometri di andata a Perugia e gli altrettanti di ritorno, anche a settanta anni. Lì aveva orto e vigna, che coltivava di persona. Era un timido, ma tenacissimo.

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Personaggi storici | Camassei Andrea | Bevagna

Camassei Andrea. Pittore e incisore bevanate (1602 - Roma 1649). Allievo del Domenichino ; rimase sempre legato alla tradizione bolognese, nonostante la sua lunga permanenza a Roma. Qui fu protetto dai Barberini ed eseguì gli scenari del Teatro Barberiniano e la decorazione di alcune volte del palazzo, con molto successo così che gli fu commessa pure la decorazione della volta del salone d`onore, che fu poi assegnata a Pietro da Cortona. Lavorò a molte chiese romane, tra cui il Pantheon (1638) e in molti palazzi, tra cui Palazzo Doria e Villa Ghigi a Castel Fusano (1629). Nella sua città eseguì, in San Michele, a 23 anni, la decorazione della Cappella del Carmine, il Martirio di Santa Caterina nella chiesa omonima; nella stessa chiesa l`Assunta; I miracoli di San Filippo Neri; nella pinacoteca si conservano : i Santi Filippo e Carlo Borromeo; San Domenico nella chiesa omonima. Nella chiesa dell`Addolorata di Montefalco gli si attribuisce un Sant`Agostino.

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Personaggi storici | Camassei Buonaventura | Bevagna

Camassei Buonaventura (sec. XIVXV). Bevanate, frate domenicano. Scrisse una vita del Beato Giacomo Bianconi (v.). La sua figura bonaria e semplice, eccelse nell`azione benefica. Oltre la vita del Beato, il domenicano volle ricostruire una fantastica storia delle origini di Bevagna, che si chiamò Mevalia o Mevaglia dalla voce Mevanea: città che fu più antica di Roma ed era così grande che per girarle attorno a piedi ci voleva un giorno. Enea le avrebbe dato il nome: Nuova Enea; cioè Neva (= nuova) e Nea (= Enea). Parimenti parlò della origine mitologica della famiglia Trinci e anche della sua.

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Curiosità | Campani | Vallo di Nera

Campani. Furono famosi meccanici orologiai di Castel San Felice (Vallo di Nera). Matteo, Piertommaso, Giuseppe furono costruttori di apparecchi di precisione nel `600: clessidre a mercurio, orologi muti, telescopi. Avevano bottega a Roma vicino a Ponte Sisto, sulla via Giulia e servivano l`astronomo gesuita Atanasio Kircher e in concorrenza con la ditta Divini di San Severino Marche. Al museo di Storia delle Scienze a Firenze è un telescopio firmato sulla lente: Joseph Campanus faciebat Romae anno 1669, Ferdinando Il serenissimo Magno Etruriae duci. Nella romanica chiesa di Castel San Felice è il monumento tombale di famiglia dei Campani (Fabbi). Lo scienziato Cassini, con il telescopio fornito da Giuseppe Campani precisò il moto di rotazione di Marte e di Giove e scoprì altri quattro satelliti di Saturno.

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Costruzioni storiche | Campolongo | Valfabbrica

Campolongo (badia di San Nicolò di...). E’ a un paio di chilometri a sud-est di Valfabbrica. Il primo documento, che si ha di essa, è del 1066, per la donazione di un terreno alla badia di San Nicolò di Vepre (nome del luogo donato) da Goffredo per suffragio della propria anima. Essa era stata fondata un tre secoli prima, forse dai longobardi, che cercavano di riparare le loro primitive distruzioni con badie e ospedali. Il 26/5/1198 Innocenzo III confermò con Bolla al vescovo di Assisi la giurisdizione sulla chiesa e sul monastero. Accanto a questo c`era un ospizio-lazzaretto. Il monastero pare non avesse avuto vita tranquilla nel secolo XIV, per la presenza di monaci ribelli, e la comunità si assottigliò. Nel 1439 passò ad abati commendatari, con il cardinale Maglioni. Ne) 1454 c`era ancora l`abate, che accettò una donazione e vendette un ospizio, a lui seguirono abati commendatari. Dall`abbazia, nel 1470, dipende vano una quindicina fra chiese e cappelle, per le quali pagavano pure

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Costruzioni storiche | Camporeggiano | Gubbio

Camporeggiano. Si trova nella vallata dell`Assino, sulla strada che da Umbertide porta a Gubbio ed appartiene a questo comune. Il nome pare venirgli dal locale Regghia, che significa insenatura, crepaccio, valle: quindi terra nella vallata (nella vicina Umbertide c`è il torrente Reggia, pronunciato Regghia), con lo stesso significato.- L`altraa tesi di Campus Regis non ha fondamento, salvo che non si riferisca alla conferma dei possessi di Ottone ai Gabrielli. La costruzione più antica della zona è la torre di Monte Cavallo, della metà del sec. VI, eretta lungo la via Bizantina per Ravenna, in sistema con altre (Sant`Angelo, Castello di Aria, Goregge, Castiglione). Al tempo degli imperatori tedeschi, verso il IX e X secolo, la torre venne restaurata e attornoo venne costruitoo un munito e imprendibile castello... Nella Valle dell`Asino era sorta.a la .pieve di Agnano, con poche case, un molino, una fornace; vi si svolgevano anche mercati. Il castello e tutta la zona di Camporeggiano di

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Costruzioni storiche | Canale | Avigliano Umbro

Canale (Canali). Antico castello nel territorio tuderte (oggi in comune di Avigliano), di proprietà dei Chiaravalle (v.), i quali erano pure detti i signori di Canale. Essi lo vendettero agli Anguillara nel 1371. Il castello ebbe uno statuto comunale. Nel 1433 se ne impadronì Braccio, che lo affidò a Nicolò Piccinino, che aveva sposato una figlia di suo fratello. Questi vi fece erigere una rocca. Poi appartenne a Francesco sforza (1434), che permise che la rocca e il castello tornassero al contado di Todi, su concessione di papa Eugenio IV. Tornò poi ai Chiaravalle. Nelle lotte e guerriglie secolari (sec. XIV e XV) tra Atti e Chiaravalle, più volte il castello fu al centro di operazioni di guerriglia, essendo ricetto di persone facinorose. Nel 1461-64, dopo che Ulisse Chiaravalle aveva occupato Sismano, roccaforte degli Atti, truppe amerine assediarono Canale, per conto di questi. Pio II, stanco di tante sanguinose imprese, ordinò ai comuni di Todi e di Amelia di inviare milizie per l

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Curiosità | Cannocchiale | Città di Castello

Cannocchiale. Trovo per la prima volta usato il cannocchiale qui da noi durante la guerra barberina del 1643. Il Governatore di Città di Castello, mons. Spinola, impegnato nella strenua difesa del castello di Citerna, ferocemente battuta con quattro cannoni dai toscani, inviò rinforzi, osservando da Celle, aiutato « dall`industrioso artifizio del Galileo ».

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Curiosità | Cannoni | Terni

Cannoni. Una delle prime fonderie di cannoni fu realizzata a Terni verso il 1439: le armi furono usate per la prima volta nella guerra di quell`anno contro Spoleto: lontana antenata della Fabbrica d`Armi. Verso la stessa metà del sec. XV una fonderia di cannoni (forse la prima in Umbria) fu realizzata da Bernardino d`Alviano, fratello di Bartolomeo: era potente e temuta, e fornì armi a molti eserciti. A Città di Castello la realizzarono i Vitelli, verso la seconda metà del sec. XV. Sulla sua area, poi, costruirono il loro grandioso Palazzo “alla cannoniera”.

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Curiosità | Il Cantico delle Creature | Assisi

Cantico delle Creature. San Francesco nacque poeta: nelle sue vene scorreva sangue provenziale, terra della poesia e del canto. I trovatori provenzali irradiarono per tutta Europa e scesero anche in Assisi. Da essi Francesco imparò l`arte del poetare, facilitato dal fatto di conoscere la lingua francese da sua madre. Francesco fu sempre allegro e, nella sua spensierata giovinezza, amava cantare arie trovadoriche, al suono di liuti e di mandole. Quelle arie riecheggiano oggi nel festoso Calendimaggio assisano. Anche quando fu prigioniero del perugini, nel 1202, egli cantava volentieri. E quello spirito poetico e assetato, Francesco trasportò nella sua nuova vita al servizio di Dio. E amava presentarsi come il giullare di Dio. Egli volle che i suoi frati andassero per il mondo cantando e, negli ultimi anni della sua vita, compose il Cantico delle Creature: l`unico che è rimasto, veramente suo; un canto di forte ispirazione poetica: che per lui fu il vero canto del cigno. Il Goerres lo ri

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Costruzioni storiche | Carbonana | Gubbio

Carbonana. Antico castello nel territorio eugubino, sulle colline a destra dell’Assino. Si presenta maschio e maestoso, sprofondato tra verde intenso. La torre quadrata e massiccia si staglia alta e termina merlata alla guelfa, come quella più bassa e le possenti mura. I Porci o Porcelli, che ne furono feudatari e che ne presero il casato, parteggiarono però per i ghibellini. Un Enrico Porcelli fu con Uguccione della Faggiola quando a Spoleto dominarono i ghibellini (1290). Nel 1315 ebbero l`ostracismo dal comune di Gubbio, dove si erano insediati i guelfi. Poterono tornare in tempi` più tranquilli. Sfruttavano una buona miniera di ferro, che era nei loro possessi e che affittarono nel 1547 a certo Bartolomeo, perché vi impiantasse una ferriera. Dai Porcelli il castello passò ai Gigli e di recente agli Staub, canadesi. Ed ecco altre date: Celestino III confermò il possesso di Carbonana a Bentivoglio vescovo di Gubbio (1192). Nel 1327 il comune vi mandò per custode Mattiolo di Ventura.

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Curiosità | Carro di Monteleone di Spoleto | Monteleone di Spoleto

Carro di Monteleone di Spoleto. È una biga da guerra, trovata in vocabolo Colle del Capitano, vicino Monteleone, nel 1902, con 28 patere, un cratere, un lekytos, un tripode, 7 olle di bronzo, un vaso bronzeo con anse a serpentelli, 3 spade, un`asta e un otre di terracotta, con altri bronzetti zoomorfi.. Il carro è in noce, con lamine in bronza a sbalzo; ha tre parapetti con numerose. teste zoofore. Nel dorsale è raffigurato lo scudo beotico con Gorgone e maschera leonina, e sopra elmo e cimiero e due, aquile, che si buttano su un cerbiatto. Nella parte anteriore un guerriero riceve l`armatura. Nel parapetto di destra è raffigurato il duello tra Achille ed Ettore. Nel parapetto di sinistra una vittoria di corse con cavalli. Il carro risalirebbe al VI secolo, indicando arte ionica arcaica, come si evince dallo sbalzo marcato e dai soggetti mitologici. Altri lo vogliono etrusco. Certamente riferibile al periodo di influenza ellenica su tutta la costa adriatica in quel periodo. Ora il carr

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Curiosità | Cartiere | Foligno

Cartiere. La cartiera più vetusta e illustre della regione fu quella di Pale di Foligno. Nei documenti dell`abbazia di Sassovivo, che aveva ricevuto in dono questa terra dal conte Ugo di Offredo (un antenato dei Trinci), e da altri, si parla fin dal 1256 dell`esistenza di gualchiere (v.). Nel 1371 si parla esplicitamente di gualchiere da carta, come di una attività viva e funzionante, sicché si pensa che la produzione della carta sia succeduta a quella dei panni almeno dalla metà del secolo XIV. I monaci di Sassovivo gestirono l`industria dal 1256 al 1484; ai primi del XV secolo essa era passata in mano ai Trinci, il cui stemma, due teste di cavallo apposte, appare nella filigrana della carta prodotta. L`industria non lasciò più questi luoghi e si estese nella sottostante Belfiore (allora Fragnano). Si sviluppò maggiormente con l`invenzione della stampa, per cui Foligno può vantare la prima edizione della Divina Commedia (v.) su carta eccellente. Ben presto la solida, resistente e son

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Territorio | Cascata delle Marmore | Terni

Cascata delle Marmore. Il bacino di Rieti era occupato, nell`epoca del quaternario, dal grande lago Velino, che copriva quasi completamente la conca attuale. Ancora in epoca storica questo lago si estendeva su gran parte dell`attuale pianura. Lo chiudeva a nordovest, verso la valle del Nera, la soglia delle Marmore, diga naturale di travertino, costruita dalle acque stesse, che vi avevano spinto il carbonato di calcio da loro posseduto. Plinio dice che « in exitus paludis reatinae saxum crescit ». Queste concrezioni calcaree impedirono alle acque di defluire per millenni, o meglio, le acque traboccavano per un largo tratto. Ciò doveva apparire meraviglioso. Le incrostazioni pianeggianti e le stallattiti, che a modo di frangia decorano ancora tanta parte del ciglione orientale delle Marmore, lo testimoniano. Secondo la tradizione, fu il console Curio Dentato (v.) nel 271 a.C., che fece tagliare nello scoglio un canale, detto Cava Curiana, permettendo il deflusso delle acque e lo svuota

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Personaggi storici | Casciola don Brizio | Montefalco

Casciola don Brizio (1871-1957). Montefalchese. Il vero nome è Bixio, a lui imposto dal padre, volontario garibaldino. Don Brizio fu uno dei sacerdoti umbri aderenti al Modernismo (v.), in seno alla chiesa cattolica, all`inizio del secolo. Studiò nel seminario di Spoleto e all`Apollinare di Roma, dove conseguì due lauree. Fu ordinato sacerdote in San Giovanni in Laterano nel 1894. Fu cappellano nella chiesa di Santa Bibiana al Verano. Si dette ad opere di assistenza spirituale e materiale per i ragazzi della strada, degli sfrattati, dei disorientati. Fondò l`Unione per il Bene, cui aderirono uomini di primo spicco. Fu un trascinatore e istituì una colonia agricola per ragazzi poverissimi, denominata Dormitorio Sonzogno. Emerse subito la sua anima di apostolo, vissuta nella estrema povertà evangelica. La sua personalità di studioso di cose bibliche e teologiche, lo fecero amico dei grandi del tempo : De Amicis, Fogazzaro, Gallarati-Scotti, Ugo Oietti, Giovanni Pascoli, Tomolo, Luigi Pi

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Personaggi storici | Casimiri Casimiro Raffaele | Gualdo Tadino

Casimiri Casimiro Raffaele (Gualdo Tadino 1880 - Roma 1943). Musicista, allievo del Bottazzi a Padova, si perfezionò all`Accademia di Santa Cecilia a Roma come maestro compositore e di organo. Nel 1903, fu ordinato sacerdote. Insegnò a Calvi, Teano, Capua e infine nel seminario di Perugia e fu direttore della cappella della cattedrale (1900-1909). Già noto per alcune composizioni, fondò (1907) la Rivista Psalterium, in occasione del primo Congresso Regionale Umbro di Musica Sacra. Pio X lo inviò a Vercelli, dove fondò la Cappella Eusebiana. Nel 1911, fu chiamato a Roma, per dirigere la Cappella lateranense e insegnò al seminario maggiore canto gregoriano e polifonia nel nascente istituto Pontificio Superiore di Musica Sacra. Il coro lateranense assurse a vette di notorietà e di perfezione. Ricerche di polifonie classiche e di codici, ritenuti smarriti, furono portati avanti con certosina tenacia, in particolare lo studio del Palestrina, della musica del quale il Casimiri risolse l`ann

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Costruzioni storiche | Castel d`Alfiolo | Gubbio

Castel d`Alfiolo. In comune di Gubbio, sulla strada per Gualdo Tadino. Poco resta della sua antichità. Fu feudo dei conti omonimi, forse vassalli di Ottone III. Il conte partecipò alla prima Crociata, nel 1096, dove trovò la morte. Il vescovo incamerò subito tutti i beni del feudo. Il complesso, all`inizio, era formato da una torre e da due corpi ai lati. Nel sec. XII, fu trasformato in abbazia, chiudendo gli altri lati e formando un quadrilatero, per ricavarvi il chiostro. Il tutto in bel romanico. Posto così sulla strada, subì gravi danni per le guerre che imperversarono nel territorio eugubino, durante la signoria di Giovanni di Cantuccio Gabrielli (v.), che va dal 1350 al 1354. Una lapide dice: MCCCXLII postiter combusti atque diruti. Gran parte della costruzione fu devastata. Caduto il tiranno, i monaci dovettero sostenere spese enormi per le riparazioni, che furono terminate nel 1359: per risarcire la chiesa, il monastero e le case del paese dettero tutte le loro terre a cottimo

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Costruzioni storiche | Castelfranco | Norcia

Castelfranco. Fu un potente e fiorente castello, del quale si vede tuttora la grandiosa ossatura in Ancarano, sopra le case di Capo del Colle. Ritengo che esso fosse assolutamente autonomo da ogni giurisdizione, per cui assunse la qualifica di franco. Si trovava tra i confini del distretto comunale di Norcia e il feudo abbaziale di Sant`Eutizio. Norcia lo fece suo all`inizio del sec. XIII, per poter proseguire alla conquista del feudo, come di fatto fece. Ma non distrusse il castello, come agi con Presenzano (122 e Roccapazza (1258). Soprattutto per i terremoti (1328) il castello andò in rovina. Il comune di Norcia, tra il 1380 e il 1390, lo ricostruì più in basso, con lo stesso nome. Questo visse poco più di un secolo e le rovine sono quelle dette sopra. Il comune di Norcia, come si vede ancora, pose sul fronte il suo stemma (leone rampante ed altro) e la scritta: Castel Franco, Armaleone. Nel primo castello fu la chiesa di S. Maria Vetere (oggi si conserva il portale), mentre nel nu

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Costruzioni storiche | La Castellina | Norcia

La Castellina è un saldo palazzo fortificato a pianta quadrata, munito da quattro bastioni angolari a scarpata sghemba. Essi dovevano raccogliere un quadriportico ed un loggiato al piano nobile. In origine doveva esserci un terzo piano, come esigono le proporzioni dei pilastri della corte. Il palazzetto terminava, forse, come il castello di Modena dello stesso Vignola, con una corsa di archi pensili a sostegno di una loggia. La bella costruzione è bene armonizzata al piccolo ambiente della piazza. Il pianterreno e i sotterranei dovevano servire per le prigioni e per gli uffici di polizia; il secondo piano per la sede della prefettura; il terzo piano per abitazioni. Il quadriportico di ordine dorico, ha quattro pilastri per lato più consoni agli intercolumni ad arco a tutto sesto. Sulle pareti dei bastioni si aprono cannoniere e feritoie in ogni direzione, atte alla difesa e all`osservazione della piazza. Sulle mura si aprono finestre con inferriate e fino al 1860 lo erano anche le fine

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Costruzioni storiche | Castellocchio | Spoleto

Castellocchio. Fu un castello in cima al colle, che sovrasta Eggi, sul quale si snodava la strada, che conduceva da Spoleto-Eggi-Forca di Cerro, alla valle del Nera. Si trovano resti di spesse mura di cinta, che non sono posteriori al sec. XI. Attorno ad esso si vedono tracce di abitazioni di un insediamento altomedievale. Quando i tempi si fecero migliori, la popolazione lasciò quel luogo e accrebbe il castello di Eggi. Vi fu una chiesa parrocchiale dedicata a S. Biagio, del XI secolo, della quale si vedono cospicui resti: era ad unica navata e con abside semicircolare. Attorno ad una edicola sorse (sec. XV) la chiesa di S. Maria: essa è a croce latina, con affreschi e tele notevoli.

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Costruzioni storiche | Castello dei Cavalieri di Malta | Magione

Castello dei Cavalieri di Malta. E’ in Magione. E’ proprio questo castello, per l`importanza e la preminenza che assunse, che dette il nome al paese, che prima si chiamava Villa di Pian di Carpine. Nella seconda metà del secolo XIV, i Cavalieri gerosolimitani installarono nella dipendenza dell`antica abbazia benedettina del sec. XII, una magione o ospizio per pellegrini, sul luogo dove era probabilmente una stazione di cambio dei cavalli (a questa funzione si richiama il termine Mansio). Il comune di Perugia ebbe sempre grande interesse per l`ospizio, che era anche una notevole fortezza, ma ebbe pure aspre controversie con il Gran Priore di Roma dei gerosolimitani nei secoli `300 e `400. Cercò di tenerla a bada tramite un castellano, dislocato nella torre dei Lombardi, che sovrasta Magione. Come si vede oggi, il castello o badia dei Cavalieri di Malta, a pianta quadrata, con torrioni angolari e un cortile, che porta su tre lati un loggiato, è opera del bolognese Fioravanti Fioravante,

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Costruzioni storiche | Castello dell`Isola | Terni

Castello dell`Isola. Fu un castello sulla pianura ternana, sulla sinistra del Nera, dirimpetto a Collescipoli, due miglia da Terni; vi fu probabilmente un monastero benedettino medievale, per le bonifiche del luogo, che, fino al 1212, era soggetto alle inondazioni del Nera. Fu poi dei conti Arnolfi, ramo Rapizzoni (v.), che vi si stabilirono per qualche tempo (IACOBILLI, Santi e Beati dell`Umbria, tomo I). Nel 1242 Bertoldo di Urslingen, dopo aver inutilmente assediato Narri, si vendicò sui castelli del suo territorio e saccheggiò e incendiò Collescipoli, Rocca Carlea, Perticara e Castel dell`Isola. L`assalto a questo castello fu più aspro e il combattimento durò a lungo. $ fama che alla difesa delle mura accorressero anche donne e fanciulli, dando prova di strenuo valore. Federico Il, che era stato aiutato dalla ghibellina Terni, concesse a questa città di fregiarsi dell`aquila sveva per la tenacia dimostrata contro il Castello dell`Isola. Il castello fu distrutto e incendiato. La ge

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Costruzioni storiche | Castel Rubello | Porano

Castel Rubello. In comune di Porano. Si presenta con tre torri, che spiccano sulla ben conservata rocca. Il castello dovrebbe risalire al secolo XIII. C`è una « carta » del comune di Orvieto che obbliga il 9/9/1346 i proprietari a difenderlo. Nella tregua tra Muffati e Malcorini del 1385, è compreso anche Castel Rubello. Nel 1397 era dei Beffati. Nel 1414, cessato il vicariato di Pietro Mormilli di Napoli, Castel Rubello, con Allerona, Porano e Lubriano tornano nella giurisdizione di Orvieto, per volere di Eugenio IV. Nel 1420 il castello è esonerato dalle tasse da Martino IV, per i danni delle guerre. Nel 1477 il vescovo di Orvieto, Giorgio Della Rovere, fece costruire una villa-fortezza, che poi diverrà Castelgiorgio. Fece insediare in questo castello alcuni suoi nipoti. Tra essi Bernardino, che sposò Donna Argentina Dei Conti Valenti, sorella di Brandolino, signore di Castel Rubello e del contado. E per l`eredità di varie terre, Bernardino, all`improvviso, nel 1497, attaccò alcune

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Costruzioni storiche | Castiglion Aldobrando | Gubbio

Castiglion Aldobrando. In comune di Gubbio, a quota 818. Nelle cronache è ricordato come una fortezza tremenda sui confini verso Perugia. Anche oggi la sua ubicazione, la mole, la maestosità intagliata nel cielo, incutono brividi. Vi si spazia per uno sconfinato panorama. Nel 1071 Guido di Ildebrando dona alcuni suoi beni alla canonica di San Mariano in Gubbio. Nel 1163 il Barbarossa conferma ai monaci di San Pietro di Gubbio i loro beni in curte Castiliuni. Nel 1170 Alessandro III conferma a S. Pietro i beni in Castellionis. Enrico VI conferma il castello al comune di Gubbio nel 1191; così Ottone IV nel 1211. Nel 1216 fu preso da Perugia e subito riconquistato, ma il castello era stato dirupato. Nel 1414-15 Castiglione di Ildebrando viene rifatto; dal 1416 ebbe castellani; nel 1432 ristrutturato. I conti di Urbino lo dettero ai Beni nel 1582. Nel 1700 era dei signori Monacelli.

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Costruzioni storiche | Castiglion dell`abate | Umbertide

Castiglion dell`abate (o Castiglioncello). E’ un castello in comune di Umbertide, verso Monte Corona. Forse del sec. XIII e si chiamò così perché vi nacque San Savino (t 1190), abate camaldolese ed eremita. Vi domina una massiccia torre, appena rovinata in alto, con attorno mura perimetrali e pietre sparse. Precedentemente forse fu un monastero. La ripida china, verso sud, è detta Della Giana: si racconta che una monaca di nome Giana, avendo commesso un peccato, fu rotolata giù dentro una botte con chiodi, come Regolo. Il castello fece parte del contado perugino. Nel 1297 furono risarcite le mura, devastate forse dagli eugubini. La torre è del 1390. Altri analoghi sussidi ebbe il castello nel 1396, 1446, 1480. Ma solo nel 1489 parte della fortezza fu distrutta da Perugia, perché aveva ospitato fin dal 1483 nobili fuorusciti: Della Staffa, Arcipreti, Oddi. Truppe tifernati, con Camillo Vitelli, dettero una mano.

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Personaggi storici | Ceccarelli Alfonso | Bevagna

Ceccarelli Alfonso. Nato in Bevagna il 22/2/1533, figlio di notaio (anche se qualcuno vuole che il padre sia stato tifernate). Illustre falsario o pseudostorico. In una serie di scritti, egli inventa di sana pianta notizie storiche, che sembrano veritiere, ma, alla critica, poi, risultano di pura fantasia. Fu medico a Giano, Sangemini, Orte, Orvieto e Sutri, infine a Roma. Temperamento esuberante, versatissimo, scrisse un po` di tutto. Medicina: De Canicola, Adnotationes, Discursus chimicus, Rimedi contro la peste. Inoltre: Sui tartufi, De Iubileo (1575), De conato (1577). Soprattutto volle essere uno storico sui generis, sbalordendo il lettore con fantastiche costruzioni. Fatto un elenco della grande nobiltà italiana, viva ed estinta, dei castelli, delle diocesi, dei nomi somiglianti (anche a distanza di millenni), incominciò ex-novo a intessere trame, con citazioni del tutto verosimili. Molte Opere inventò con nomi di antichi romani e medioevali: una trentina. Ecco un elenco (incomp

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Personaggi storici | Ceccoli Marino | Perugia

Ceccoli Marino. Poeta perugino, vissuto nel sec. XIV. Di lui si conservano 26 Sonetti (12 amorosi, 8 filosofici-scolastici, 6 storici), una epistola latina e due Canzoni. Fonte unica della sua opera (e della sua vita) sono questi Sonetti, riportati nel Codice Barberino (XLV-130), redatto circa il 1347, e una Epistola di Coluccio Salutati, segretario della repubblica fiorentina, del 1369, 2 gennaio da Roma: Preclarissimi eloqui viro domino Marino Ceccholi de Perusio iurisperito musarumque familiari egregio, amico karissimo. Da essa si evince che il Ceccoli fosse salito in molto onore e che, all`attività di poeta giovanile, avesse poi preferito la professione di giureconsulto. Fu accusato di sodomia e difeso da certo Ugolino: nella epistola latina del Ceccoli è la completa ripulsa di tale accusa: Perugia nei suoi Statuti, era severissima contro i sodomiti. Nel 1366, il 19 sett., è a Firenze, deputato dal comune di Perugia, per la Lega contro le Compagnie di ventura. Fu in corrispondenza

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