Umbria
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33  territorio 




Territorio | LAGO TRASIMENO | LAGO TRASIMENO

Le isole del Lago Trasimeno Le tre isole nel cuore verde d'Italia Prendere un traghetto e recarsi in un luogo incontaminato è ancora il sogno di tutti noi. Nel Lago Trasimeno ciò è possibile, basta andare alla biglietteria ed acquistare un biglietto per una delle isole del suo comprensorio. Io l’ho fatto domenica scorsa e sebbene ogni tanto qualche nuvola minacciosa passasse sopra le nostre teste lo scenario era meraviglioso. Le isole del lago sono tre: la Maggiore, la Minore e la Polvere, per cui c’è spazio anche per decidere quale visitare per prima. Il traghetto si può prendere in più luoghi, a seconda di dove ci troviamo; Castiglion del Lago, Tuoro, Passignano e San Feliciano, i prezzi sono modici e non si arriva a superare le 13.000. Le isole sono luoghi naturalistici dove si possono incontrare folaghe, germani, anatre, ed anche due specie di falchi: quello di palude e quello pescatore. Nell’isola Maggiore si può anche respirare un sapore di altri tempi, infatti vi si trova u

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Territorio | TREVI | TREVI

TREVI CITTA'DELL'0LIO IDEALE E DEI MUSEI            Trevi, una volta vista, resta impressa nella memoria arroccata com'è sull'ultima propaggine del Monte Serano, immersa in un mare di ulivi e circondata dalla intatta cinta di mura medievali il suo aspetto colpì molti illustri viaggiatori in transito sulla sottostante Via Flaminia, i quali si domandavano come si potesse vivere in un luogo così scosceso: se fossero saliti fino in cima al colle si sarebbero trovati con sorpresa sull'ampia piazza, che, prolungandosi nell'amena passeggiata di San Martino in vista delle valle, fa di Trevi un luogo davvero unico. Gli ulivi caratterizzano il paesaggio e segnano la vita degli abitanti, che mai hanno interrotto la antica tradizione della olivicoltura. Basti ricordare il millenario Olivo di S.Erniliano, vera e propria rarità botanica, il florido commercio dell'olio documentato fin dal Rinascimento e gli attestati di qualità superiore che l'olio

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Territorio | Città della Pieve | Città della Pieve

CITTA DELLA PIEVE Situata a 508 m s.l.m. al confine tra Umbria e Toscana e poco distante dal Lazio, Città della Pieve domina la Valdichiana ed il Lago Trasimeno. Il paesaggio, di grande suggestione pittorica, ha ispirato d nativo Pietro Vannucci detto 'Il Perugino" (1450 ca.-1523), che qui ha lasciato numerose opere (Cattedrale, Oratorio di Santa Maria del Bianchi, Santa Maria dei Servi, San Pietro). L’antica Castel della Pieve, sorta intorno al sec. VII d.C. come avamposto della Toscana longobarda in avvistamento di Perugia bizantina, si sviluppò tra i secc. XII e XIII in relazione al crescente impaludamento della Valdichiana. Sempre ribelle a Perugia guelfa, che la sottomise fin dal 1188, fu libero Comune ghibellino sotto la protezione di Federico Il di Svevia ed in amicizia con Siena, la più grande potenza filo imperiale dell'Italia centrale. Fu elevata da Clemente VIII a Città ed a sede di Diocesi nel Giubileo del 1600. Nel 1780 ospitò il 'Concordato Idraulico" tra Pio VI

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Territorio | Foresta Fossile di Dunarobba | Avigliano Umbro

L’ANTICA FORESTA DI DUNAROBBA Il sito paleontologico di Dunarobba, località poco distante da Avigliano Umbro, ci riporta a più di duemilioni di anni fa, quando foreste di enormi sequoie crescevano sulle sponde del Lago Tiberino, bacino che nella preistoria lambiva gran parte dell'attuale territorio regionale. La particolarità della foresta di Dunarobba, che la rende unica nel panorama dei giacimenti fossili italiani ed internazionali, sta nella posizione verticale che hanno mantenuto i suoi giganteschi tronchi, che svettano come totem dalla terra. Attorno a questo straordinario sito, riportato alla luce tra il 1970 e il 1987, è sorto il Centro di Documentazioni della Foresta Fossile di Dunarobba che compie ricerche e studi (supportate dal ritrovamento di fossili animali e vegetali) sulle trasformazioni paleoambientali e paesaggistiche legate alla presenza del bacino Tiberino.

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Territorio | Bevagna - informazioni | Bevagna

DA VEDERE NEL CENTRO STORICO La città attuale ha mantenuto il suo aspetto medioevale, conservando abbastanza bene nelle sue strade il reticolo romano. Porta Foligno, una delle porte di accesso alla città, è stata restaurata nel 1797. Del Teatro Romano attualmente sono visibili alcuni resti di ambulacri, che sostenevano le gradinate della cavea. Del Tempio Romano, risalente al II sec. d.C., rimangono solo alcuni resti, in quanto l`edificio fu trasformato nella Chiesa della Madonna della Neve. La Chiesa di S. Francesco,sec. XIII, sorge nel punto più alto di Bevagna e presenta all`interno dipinti dei sec. XIV e XVI. Porta Cannara, sec. XIII, è un`altra delle porte di accesso a Bevagna. Il Mosaico Romano, appartenente ad un ambiente delle Terme romane, risale al Il sec, d.C.. Realizzato con tessere bianche e nere, rappresenta animali marini. Il Palazzo Comunale, rifatto nel 1832, ospita la Biblioteca, l`Archivio Storico e la Pinacoteca. Nell`atrio, lungo la scala, raccolta di is

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Territorio | Deruta una fragile Arte | Deruta

Del vecchio castrum rimangono oggi soltanto alcuni tratti di mura, gli archi delle tre porte d'accesso e le caratteristiche vie medievali che convergono verso piazza dei Consoli. Qui, nell'ex convento di San Francesco, ha sede il Museo regionale della ceramica tradizionale e contemporanea. Perché Deruta, un borgo a una quindicina di chilometri da Perugia, è famosa in tutto il mondo per le sue creazioni. Un'arte di cui si ha notizia fin dal Medioevo: i primi documenti che riportano "commissioni" per lavori di questo tipo risalgono infatti al XIII secolo (anche se la fase del massimo sviluppo si ebbe dal primo Cinquecento), e gli artigiani locali erano considerati i migliori sul campo: fu alle botteghe di Deruta che venne affidata, per esempio, l'esecuzione dei pavimenti della cappella del palazzo dei Priori e della Sacrestia adiacente alla Basilica di San Pietro in Perugia, nonché della cappella Baglioni a Spello. Il museo ripercorre l'evoluzione della ceramica derutese: dai decori a oc

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Territorio | Foligno e il suo territorio | Foligno

Dopo il Medioevo, l’antico centro raccolto attorno alla Chiesa di Sant`Andrea ed al colle di San Giacomo conobbe un rilevante sviluppo, seguito da un’ulteriore fase di espansione nel XV secolo, con la realizzazione del Borgo nuovo nella piana del Ghiararo. Tale centro si rendeva necessario a causa principalmente delle notevoli funzioni economiche e politiche assegnate a Levanto dalla Repubblica di Genova che rendevano insufficiente il borgo medioeva. Tale nuovo insediamento mantiene tuttora il suo carattere lineare con interessanti palazzi dei secoli XVII e XVIII che si affacciano ai due lati di Via Garibaldi e di Via Guani, di recente ristrutturati grazie ad un intervento denominato "Progetto Raffaello" stanziato dall`Unione Europea. DA VEDERE NEL CENTRO STORICO: Dalla stazione ferroviaria si giunge a Porta Romana dove, su uno sfondo di lecci, è la statua marmorea del maggior pittore di Foligno,

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Territorio | Le fonti del Clitunno | Campello sul Clitunno

«Salve Umbria verde, e te del puro fonte, nume Clitunno!» Con queste parole tratte da una bella e famosa ode del poeta Giosuè Carducci venivano cantati questi luoghi che già tanti altri scrittori dell`antichità avevano esaltato ed ammirato. Le fonti del Clitunno: luogo incantevole ed inusitato, angolo di eccezionale bellezza e di pace, piccolo scenario di colori e di luci, ma grandioso per l`incredibile fusione di tanti elementi della natura. Una ricca vegetazione costituita in prevalenza da pioppi e da salici piangenti si specchia nelle acque limpidissime del laghetto. Qui colori intensissimi creano riflessi eccezionali: tutto sembra assumere i confini incerti della favole e dell`irrealtà. ti A buon diritto gli antichi popoli, di fronte a tale scenario, pensarono che qui risiedesse il dio Clitunno, dio fluviale che dal profondo delle acque dispensava i suoi oracoli. Qui gli antichi pensarono che si dovessero portare gli animali che dovevano essere sacrificati perchè ritennero che

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Territorio | Cascata delle Marmore | Terni

Cascata delle Marmore. Il bacino di Rieti era occupato, nell`epoca del quaternario, dal grande lago Velino, che copriva quasi completamente la conca attuale. Ancora in epoca storica questo lago si estendeva su gran parte dell`attuale pianura. Lo chiudeva a nordovest, verso la valle del Nera, la soglia delle Marmore, diga naturale di travertino, costruita dalle acque stesse, che vi avevano spinto il carbonato di calcio da loro posseduto. Plinio dice che « in exitus paludis reatinae saxum crescit ». Queste concrezioni calcaree impedirono alle acque di defluire per millenni, o meglio, le acque traboccavano per un largo tratto. Ciò doveva apparire meraviglioso. Le incrostazioni pianeggianti e le stallattiti, che a modo di frangia decorano ancora tanta parte del ciglione orientale delle Marmore, lo testimoniano. Secondo la tradizione, fu il console Curio Dentato (v.) nel 271 a.C., che fece tagliare nello scoglio un canale, detto Cava Curiana, permettendo il deflusso delle acque e lo svuota

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Territorio | Gualdo Cattaneo - informazioni | Gualdo Cattaneo

DA VEDERE NEL CENTRO STORICO La Rocca consiste in un fortilizio avente la forma di un triangolo equilatero, con tre torri comunicanti tra di loro e per vie sotterranee con le sottostanti mura castellane. La Chiesa dei SS Antonio e Antonino, costruita nel 1260, ha subito attraverso i secoli vari rifacimenti. Della costruzione originale restano la cripta, alcuni bassorilievi sulla facciata e l`abside all`interno, tavola a tempera del 1350 di scuola umbrosenese, raffigurante la Madonna con il Bambino. La Chiesa di S. Andrea, romanica, risale al sec. XIII. La Chiesa di S. Agostino, edificata nel 1136, conserva un grande affresco della Crocifissione, realizzato nel 1482 dalla scuola del pittore folignate Nicolò Alunno. NEI DINTORNI A pochi chilometri dal capoluogo si trovano suggestivi castelli risalenti, per lo più, al sec. XIII: Barattano, con notevoli resti delle mura di cui fu cinto nel 1452; Ceralto, dal culto prestato alla dea Cerere su quell`alto colle (Cereri

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Territorio | Montefalco - informazioni | Montefalco

DA VEDERE NEL CENTRO STORICO Chiamata per la sua posizione la Ringhiera dell`Umbria. Montefalco domina l`ampia valle da Perugia a Spoleto. Per i suoi affreschi è ritenuta un santuario d`arte umbro-toscana. Percorrendo le mura, intorno al centro storico, s`incontrano le quattro porte: Porta S. Agostino, la più maestosa coi suoi merli ghibellini, Porta della Rocca, demolita all`inizio del XX sec., Porta Camiano, dal nome della frazione verso cui è rivolta, e Porta Federico Il, dedicata all`Imperatore, o di San Bartolomeo perchè costruita a fianco dell`abside romanica della chiesa omonima. La Chiesa di S. Agostino, sec. XIII - XIV, conserva affreschi di pittori di scuola umbro-senese (sec. XIV- XVI): Nelli, Lorenzetti, Mezzastris, Alunno, Melanzio, Caporali. Curiosa la leggenda del Beato Pellegrino, il cui corpo è conservato all`interno della chiesa. Costruiti sulla piazza e lungo Corso Mameli nei secoli XV - XVII, costituiscono notevoli esempi di architettura civile i palazzi

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Territorio | Nocera Umbra - informazioni | Nocera Umbra

DA VEDERE NEL CENTRO STORICO Centro Storico molto interessante lungo le vie che risalgono fino alla Torre Civica detta "Campanaccio". Superata Porta San Francesco, dettaPorta Vecchia, salendo lungo Corso Vittorio Emanuele, incontriamo i Portici San Filippo, antico camminamento all`interno delle mura che conduce alla Chiesa di San Filippo, in stile gotico, rivisitato dall`architetto Luigi Potetti nel 1886. Sulla destra si scorge la Chiesa di Santa Chiara con altari in legno dorato, tre tele di Carlo Maratta (1642) ed una splendidacantoriain stile veneziano. InPiazza Caprera, si incontra la Chiesa di San Francesco del 1300, attuale sede del Museo Civico, affrescata con dipinti di Matteo da Gualdo del 1400, presenta opere rilevanti: un Crocifisso ligneo francescano della seconda metà del XIII sec. ed il Polittico di Niccolò di Liberatore del 1483. Per Via San Rinaldo, si giunge al Duomo del 1448, posto sulla sommità del colle, più volte ricostruito e tistt-utturato: di quello roma

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Territorio | Sellano - informazioni | Sellano

DA VEDERE NEL CENTRO STORICO Il Palazzo Comunale è un edificio con prospetto cinquecentesco e presenta all`interno tracce di affreschi del sec. XVI. La Chiesa di S. Francesco detta Madonna della Croce, terminata nel 1538, è a pianta ottagonale con pronao sormontato da timpano e corpo absidale a pianta rettangolare. L`interno è diviso in tre navate; tutte le cappelle hanno altari cinquecenteschi in legno o in pietra. La Chiesa di S. Maria, edificata nel sec. XIII, fu ricostruita nel sec. XVI. All`interno, tele dei sec. XVI e XVII, pulpito di noce intagliato e trittico su fondo oro del sec. XV. NEI DINTORNI Le frazioni del Comune di Sellano sono particolarmente ricche di resti di castelli e di opere d`arte. A Cammoro, la Chiesa di S. Maria Novella è un caso non frequente di chiesa pensile; si sovrappone ad un`antica via coperta, di cui sono ancora visibili i due accessi. Il primo, sotto l`attuale facciata della chiesa, è in parte ostruito dalla moderna scala d`ingres

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Territorio | Spello - informazioni | Spello

DA VEDERE NEL CENTRO STORICO La Porta Consolare, età triumvirale-augustea, è a tre fornici e presenta nella parte superiore tre statue di età repubblicana o giulio-claudia, provenienti dalla zona dell`anfiteatro. La Cappella Tega, sec. XIV, è impreziosita con affreschi quattrocenteschi di scuola umbra, tra cui la Crocifissione, attribuita all`Alunno. La Chiesa di S. Maria Maggiore, sec. XIIIXVII, che sorge sulle rovine di un tempio sacro a Giunone e a Vesta, è famosa per la Cappella Baglioni, affrescata nel 1501 da Bernardino di Betto, detto il Pinturicchio. Nel Palazzo dei Canonici a lato della chiesa, ha sede la Pinacoteca, aperta nel 1994 con gli arredi liturgici provenienti dalla parrocchia di S. Maria Maggiore e con opere d`arte di proprietà del Comune. Attualmente raccoglie fra dipinti, sculture, tessuti e oggetti di arti minori, un centinaio di pezzi dal sec. XII ai primi del Novecento. Di notevole pregio la Madonna in trono con il Bambino (sec. XII) e la Croce astile d

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Territorio | Trevi - informazioni | Trevi

DA VEDERE NEL CENTRO STORICO Piazza Garibaldi si chiamava anticamente Piazza del Lago perché vi si raccoglievano a scopo difensivo le acque di scolo della montagna (fino al sec. XVIII). Il Teatro Clitunno, costruito dall`architetto Domenico Mollaioli nel 1874, conserva all`interno un sipario dipinto nel 1877 da Domenico Bruschi rappresentante la visita dell`imperatore Caligola al tempio del Clitunno. Orna la facciata di un palazzo un graffito monocromo raffigurante la favola di Diana ed Attenne. In Piazza Mazzini si trova il Palazzo Comunale che risale al sec. XIII, si notino il portico (sec. XV), il balcone (sec. XVII) e le finestre rinascimentali. La Torre comunale, è del sec. XIII, la campana più grossa (1522) reca il distico "Convoco, signo, noto, debello, concino, ploro/Arma, dies, horas, nubila, laeta, rogos" (Raduno le truppe, conto i giorni, suono le ore, allontano i temporali, celebro le feste, piango i morti). Palazzo Valenti, oggi Natalini, abitazione rinascimental

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Territorio | Valtopina - informazioni | Valtopina

Il Comune di Valtopina è considerato frazione geografica unica con i nuclei abitati di Giove, Sasso, Gallano, Pasano, Casa Tommaso, Balciano, Colfulignato, Vallemare, Poggio, Santa Cristina e Franchillo, piccoli e graziosi insediamenti collinari di origine medievale, ricchi di testimonianze storiche. Tra i castelli eretti durante il Medioevo nei vari nuclei abitati, suscita particolare interesse il Castello di Poggio (XI sec.), sede del Visconte della Valle del Topino e residenza municipale fino al 1867; dell`imponente Castello di Serra (XI-XII sec.), conteso nel 1229 tra i Conti di Armenzano ed i Signori di Assisi per la sua posizione strategica, rimangono suggestive rovine circondate dalla vegetazione, che hanno ispirato numerose leggende popolari; interessante è anche il Castello di Gallano (XII sec.) con il suo borgo, dove si possono ancora osservare le strutture caratteristiche dell`architettura medievale. Fin dal Medioevo ogni villaggio e castello venerava un proprio santo prot

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Territorio | Lago dell`Aiso | Bevagna

Dal colle di Capro, scendendo a destra , si prosegue per una strada bianca per arrivare all`Aiso o Abisso, pittoresco laghetto del diametro di circa 25 metri dalle acque assai profonde, circa 13 metri, circondato da una fila di pioppi. A l`Aiso è collegata la vecchia leggenda, nota fin dal `600, di un ricco ed avaro contadino a nome Chiarò che volle trebbiare il grano il giorno di s. Anna, giorno nella tradizione contadina dedicato rigorosamente al riposo ed alla festa della madre della Madonna. Per questo sua volontà, che contravveniva alla regola, narra la tradizione che l`aia, dove si stava trebbiando, sprofondò con tutti gli uomini che vi stavano lavorando, formandosi subito dopo un laghetto, l`attuale. La pia moglie di Chiarò scampò al pericolo con un bambino ma un rivo d`acqua la seguì e sommerse il figlio dell`empio contadino nel luogo ove ora è una piccola sorgente detta l`Asillo.

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Territorio | Sasso di Pale | Foligno - loc. Pale

Il Sasso di Pale domina, con la sua caratteristica mole piramidale, la vasta piana di Foligno. A meridione è nettamente tagliato da una ripida parete di calcare, spessi strati di calcare massiccio, inclinati e spezzati dalle spinte tettoniche che sollevano l`Appennino, ne delineano l`architettura, che incombe sulla valle del Menotre, a monte della sua confluenza con il Topino. II Menotre, forse per antichi sbarramenti, ha qui deposto una spessa piastra di travertino - vi è anche una piccola grotta da visitare, ricca di concrezioni - sulla quale si è arroccato il borgo di Pale, ancora cinto di mura. II borgo controlla la sottostante ampia valle, colma di uliveti che risalgono fitti i versanti montani, lungo i quali, per l`antichissima via Plestina, si saliva dalla Flaminia agli altopiani di Colfiorito. In alto, in una concavità della parete, abbarbicato allo scoglio con cui sembra fondersi - vi si arriva a piedi dal paese, lungo un erto sentiero - è l`Eremo di S. Maria Giacobbe.

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Territorio | Gubbio - la città | Gubbio

Insediamenti nel territorio eugubino sono documentati dal paleolitico medio. Gubbio fu centro degli Umbri, come testimoniano le Tavole Eugubine, il più notevole cimelio epigrafico dell`Italia preromana. La città strinse alleanza con Roma fin dal III sec. a.C, diventando poi importante municipio. In seguito fece parte del dominio bizantino, dal quale si sottrasse nell`VIII sec., quando venne occupata dai re longobardi. Nel XII sec. raggiunse un proprio autogoverno comunale. Verso la metà del duecento ebbe inizio la preponderanza guelfa che determinò un lungo periodo di prosperità. La città raggiunse un elevato numero di abitanti, si svilupparono le arti, furono edificati gli imponenti palazzi comunali. Lo sviluppo si arrestò nel 1350, con il colpo di mano di Giovanni Gabrielli. Tra il 1354 e il 1376 Gubbio fu sottoposta al dominio della Chiesa. Seguì un periodo di lotte intestine che determinò (1384) la sottomissione della città ai Montefeltro. La dominazione dei duchi di Urbino diede l

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Territorio | Costacciaro - la città | Costacciaro

Costacciaro, un piccolo borgo di circa 1.300 abitanti, era un antico castello (Castrum Costacciarii) lungo la consolare via Flaminia. Nel XIII sec. fu acquistato dal comune di Gubbio. Nel 1384 si assoggettò spontaneamente ai Montefeltro e divenne l`estremo baluardo del Ducato di Urbino. Era caratterizzato da una struttura difensiva con cinta muraria e da un sistema di torri e porte, in gran parte ancora esistenti. Il territorio di Costacciaro, immerso nel Parco Regionale del Monte Cucco, è luogo ideale per la pratica dello sport legato all`ambiente: la speleologia, il volo a vela e lo sci da fondo. II Massiccio del Monte Cucco, area naturale protetta dal 1995, è il parco delle acque sotterranee, delle grotte carsiche (tra le principali in Europa per profondità ed estensione), dei corsi d`acqua incontaminati, delle grandi faggete intatte. Nel Parco vive il lupo, l`aquila reale, il falco, il cinghiale e la lepre. MANIFESTAZIONI PRINCIPALI Luglio/Agosto Costacciaro - Paese in P

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Territorio | Fossato di Vico - la città | Fossato di Vico

L`importanza militare ed economica della collocazione di Fossato di Vico lungo la via Flaminia fu all`origine del suo primitivo sviluppo, ma fu anche la causa, dopo la caduta dell`impero Romano, di violenti scontri tra Goti e Bizantini (proprio in quest`area i Bizantini sconfissero definitivamente i Goti di Totila nel 552 a.C.) e di successive contese e dominazioni per tutto il tempo del Medioevo. Nel X sec. Fossato di Vico fu feudo dei Conti di Nocera. Nel XII sec. passò ai Conti di Marsciano che, dopo averlo sottomesso prima a Gubbio e poi a Perugia, lo vendettero definitivamente a Gubbio. Nel XIII sec., dopo che Perugia aveva riconquistato militarmente il territorio, Fossato di Vico si costituì in libero Comune. Nel 1442 riuscì a resistere agli assalti delle truppe di Francesco Sforza, ma nel 1500 Cesare Borgia, figlio del Papa, distrusse e saccheggiò il paese così come poi fece il Duca di Urbino nel 1517. Nel 1540 Fossato di Vico entrò a far parte dello Stato della Chiesa e, salvo

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Territorio | Gualdo Tadino - la città | Gualdo Tadino

Sovrastata dall`imponente Rocca Flea, riedificata ed ampliata da Federico II nel 1242, Gualdo Tadino sorge ai piedi del monte Serrasanta e si affaccia sulla via consolare Flaminia. La città conserva ancora intatti usi, costumi e tradizioni del suo passato. Famosa per le sue splendide maioliche a lustro, Gualdo Tadino è l`unico luogo in Italia ove è ancora possibile trovare ceramiche lustrate in terza cottura con fumo di ginestra in antichi forni detti "muffole", che il turista curioso può ammirare i laboratori artigianali. Mediante questa tecnica antica si producono meravigliosi manufatti dalle forme più varie, ornati dai caratteristici riflessi oro e rubino e da un`iridescenza assolutamente originale. Antiche formule e segreti tramandati di generazione in generazione, già dal secolo XVI, rendono possibile, ancora oggi, il perpetuarsi di questa raffinata arte. L`ultimo fine settimana di settembre la città dà vita ai Giochi de le Porte, una festosa e spettacolare tenzone tardo medioeva

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Territorio | Scheggia e Pascelupo - la città | Scheggia e Pascelupo

Scheggia e Pascelupo sorge in zona di confine tra l`Umbria e la regione Marche in un importante nodo stradale della via Flaminia e in luoghi favorevoli all`allevamento di ovini e bovini ancora oggi presenti. L`importanza militare ed economica della sua posizione fu all`origine del suo primitivo sviluppo, ma fu anche causa, dopo la caduta dell`impero Romano, di violenti scontri tra Goti e Bizantini (VI sec.) e di successive contese tra Gubbio, Perugia, i Montefeltro e la Chiesa. La Chiesa infine (dal XV sec.) mantenne la propria giurisdizione sul territorio sino all`Unità d`Italia. Nel territorio di Scheggia, immerso nel verde del Parco Regionale del Monte Cucco, passa la tappa del Sentiero Italia che attraversa tutto l`Appennino. MANIFESTAZIONI PRINCIPALI Aprile (ultima domenica) - Loc. Ponte Calcara Festa della Madonna dei Buon Consiglio Giugno (prima o seconda domenica) - Pascelupo di Scheggia - Festa della Primavera (pranzo tipico in campagna, escursione ne

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Territorio | Sigillo - la città | Sigillo

Sigillo è un centro posto alle falde del Monte Cucco, ed è sede del Parco Naturale Regionale omonimo. Era già abitata dagli Umbri quando arrivarono i Romani che ne fecero un loro Municipio della VI Regione Augustea. Dopo la caduta dell`Impero Romano, la città fu distrutta da Totila (552) e poi ricostruita dai Longobardi che la inclusero nel Ducato di Spoleto.Per tutto il Medioevo Sigillo subì varie dominazioni, saccheggi, distruzioni e ricostruzioni fino a quando, nel XV sec. entrò a far parte dello Stato della Chiesa nei cui territori rimase fino all`Unità d`Italia. Immersa nel verde del Parco Regionale del Monte Cucco è punto di riferimento ideale per praticanti del volo libero (è stata sede del Campionato Mondiale di Volo Libero nel 1999), per gli amanti di escursioni a piedi ed in mountain bike e per gli appassionati di speleologia. MANIFESTAZIONI PRINCIPALI Giovedì Santo Rappresentazione del Processo a Gesù Venerdì Santo Processione del Venerdì Santo (i

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Territorio | Valfabbrica - la città | Valfabbrica

Valfabbrica sorge ad est di Perugia sul versante sinistro della media valle del fiume Chiascio, lungo la strada statale che dalla piana del Tevere conduce a Gualdo Tadino. Le prime notizie storiche su Valfabbrica risalgono all`820 e riguardano la concessione di privilegi al monastero benedettino di Santa Maria in Vado Fabrica. Durante il Medioevo il territorio fu a lungo conteso fra le città confinanti di Perugia, Assisi e Gubbio. Nel XVI sec. entrò definitivamente nei domini della Chiesa, sotto il cui governo, salvo la parentesi napoleonica, rimase fino alla costituzione del Regno d`Italia. Il territorio, posto al centro del triangolo Assisi-Perugia-Gubbio si presenta come un`oasi naturale di rara bellezza ed è attraversato dal rinato Sentiero Francescano della Pace, il sentiero che da Assisi più volte portò il Santo a Gubbio. Ancora oggi tra i boschi e le abbazie è possibile avvicinarsi all`esperienza mistico-religiosa vissuta da San Francesco. MANIFESTAZIONI PRINCIPALI

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Territorio | GOLA DEL BOTTACCIONE ED ANTICO CONDOTTO | Gubbio

Vi si giunge partendo da porta Metauro, detta anche di S. Croce. Questo luogo è diventato famoso a seguito degli studi del Premio Nobel, Luis Alvarez, sull`abbondanza di iridio nelle rocce eugubine. Tuttavia questa Gola, situata tra i monti Ingino e Foce, era già ben conosciuta da turisti e studiosi per diversi aspetti: paesaggistici, storici, architettonici, geologici, paleontologici, ecc. In effetti in questi ultimi anni sulle rocce della Gola del Bottaccione sono state condotte ricerche geologiche e paleontologiche molto importanti. Come in un libro aperto, vi si legge la storia dell`evoluzione della Terra. In una suddivisione stratigrafica si osservano diverse forme di microrganismi fossili, che danno agli studiosi preziose informazioni del lontanissimo passato. Da tempo è da molti suggerito l`allestimento di un Museo paleontologico e preistorico direttamente sul posto o comunque nelle immediate vicinanze. "Bottaccione" è un nome che deriva da bottaccio, bacino artificiale. E`

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Territorio | IL PARCO RANGHIASCI BRANCALEONI | Gubbio

Dall`estate del 1996 è stato recuperato e riaperto al pubblico, il Parco Ranghiasci Brancaleoni. Trattasi di un`oasi verde unica nel suo genere, situata alle pendici nord del Monte Ingino. La superficie è delimitata nella parte superiore dalle Mura Urbiche, dalle quali degrada dolcemente fino a costeggiare, per tutta la sua lunghezza, Via della Cattedrale. L`ingresso principale è posto in via Gabrielli, accanto a Porta Metauro, ma è possibile accedervi anche da un ingresso laterale posto in via della Cattedrale, a poche decine di metri dal Palazzo Ducale. Il Parco fu voluto e realizzato verso la metà dell` 800 dal Marchese Francesco Ranghiasci Brancaleoni, che in quel periodo era stato appena nominato Gonfaloniere della Città di Gubbio (1842). Lo stile realizzativo subiva forti influenze provenienti dalla cultura anglosassone, per i numerosi suggerimenti proposti dalla giovane moglie inglese del Marchese, Matilde Hobouse. La nobildonna infatti, anche per il parco, volle ricreare un

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Territorio | info Todi | Todi

Addossata a un colle, attraversata da vicoli che si rincorrono in un intricato saliscendi e circondata da antiche mura, è un vero gioiellino. Fulcro della località è la centrale piazza del Popolo, punto di partenza per ripercorrere a ritroso la storia di Todi. In questo spazio si affacciano le più importanti dimore medievali, come il Palazzo del Popolo (o del Comune), considerato uno degli edifici pubblici più antichi d`Italia, e il Palazzo del Capitano eretto nel 1293, che conserva una bella facciata gotica arricchita di una grande scalinata. Sempre d`impronta gotica è il Palazzo dei Priori, oggi diventato sede della Pretura, che offre un ciclo di affreschi del XIV secolo nella sala delle Udienze. Chiude la piazza la silhouette del Duomo, elevato sopra una gradinata in travertino. La chiesa è caratterizzata dall`austera facciata, movimentata da un grande rosone centrale e da un portone di legno intarsiato. Dietro la Cattedrale, si possono ammirare in un piccolo cortile i resti di una

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Territorio | info Amelia | Amelia

Arroccata sopra un poggio, vanta uno dei centri storici più interessanti della regione, il cui stile architettonico è compreso fra il Romanico e il Barocco. Entrando da porta Romana, l`ingresso principale della città murata, dopo aver ammirato le maestose mura poligonali risalenti al III secolo a.C. ci s`incammina verso il centro della località. Superato l`Arco di Piazza, di età medievale, si arriva in piazza Marconi, sulla sommità dell`altura. Fra le attrattive di questa piazza, si distinguono la Loggia del Banditore, con un piccolo campanile dotato di un orologio del XVIII secolo, e i medievali Palazzi Petrignani e Nacci. La vicina piazza Matteotti, sorta su una grande cisterna romana, ospita il Palazzo del Municipio. Rimaneggiato nel Settecento, si presenta con un umile esterno che si contrappone alla ricchezza dei decori interni. Da non mancare una puntata alla chiesa di Sant`Agostino, edificata nel XIV secolo, cui seguirono modifiche nel Quattrocento e ornamenti interni tre secoli

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Territorio | info Narni | Narni

Posizionata in cima a un colle da dove si gode un`ottima vista sulla gola del Nera, è una suggestiva cittadina d`impronta medievale. Il centro è costituito da piazza Garibaldi, caratterizzata dalla fontana medievale e dal fianco del Duomo di San Giovenale, edificio romanico dell`XI-XII secolo la cui facciata, molto semplice, si trova venendo dalla vicina piazza Cavour. La precede un portico rinascimentale della fine del `400, sotto il quale spiccano il portale maggiore in stile romanico e un`arcata del 1497. L`interno della chiesa, a quattro navate (l`ultima venne aggiunta nel XV secolo) e abside poligonale, è riccamente affrescato. Prendendo via Garibaldi da piazza del Duomo, si arriva nella splendida piazza dei Priori (dove si trova una fontana in bronzo del 1303), sulla quale si affacciano la Loggia dei Priori e, di fronte, Palazzo del Podestà, suddiviso in tre edifici del XIII secolo e attuale sede del Comune.

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