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Divertirsi in Umbria

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Storia Dell' Umbria



Il Medioevo

Nel X secolo alcuni territori umbri furono organizzati dall'imperatore tedesco Ottone I in una entità autonoma, le cosiddette terre Arnolfe, mentre a partire dal secolo seguente, molte città umbre si costituirono in comuni autonomi, che furono ben presto dilaniati da lotte e rivalità reciproche (particolarmente famosa quella tra Perugia e Assisi).

Dopo l’anno Mille tutta l’Europa occidentale rifiorisce dal punto di vista economico e da quello demografico e commerciale e l’Umbria, che si era mantenuta sempre viva anche nei periodi più bui, è coinvolta nell’ondata di sviluppo.

Tra la fine del secolo XI e il principio del XII, si vennero formando in Umbria potenti Comuni. I principali di essi furono Perugia, Assisi, Spoleto, Terni, Foligno, Todi, Orvieto, Gubbio e Città di Castello.

Perugia (il più importante), ad esempio, già nel 1139 era retta da consoli e pienamente autonoma dal punto di vista amministrativo; Orvieto, dal canto suo, vantava istituzioni comunali dal 1137 e vent’anni dopo la situazione si era consolidata a tal punto da essere riconosciuta da papa Adriano IV.

La creazione di nuove autonomie amministrative non riguarda però solo le città più grandi e popolose: oltre a Perugia, Orvieto, Spoleto, Norcia, Terni, Narni, Todi, Gubbio, Città di Castello, anche centri minori come Amelia, Spello, Cascia, Montefalco, Gualdo Tadino. In questi comuni, dove si scatenano le lotte tra Guelfi e Ghibellini, tra i sostenitori del predominio del papato sull’impero e i sostenitori dell’imperatore che tende a limitare il potere temporale della Chiesa, si vanno formando i nuovi ceti emergenti: i mercanti, gli artigiani e i politici, che si contrappongono alla nobiltà feudale.

La fioritura della città comunale si esprime con un vero e proprio boom demografico, con il diffondersi di mercati e fiere, con l’incremento degli scambi commerciali, con l’elaborazione di statuti e leggi locali, con impegnative architetture che cambiano il volto delle città, segnandolo per i secoli a venire. A Perugia viene costruita la Fontana Maggiore o di Piazza, disegnata e scolpita da Nicola e Giovanni Pisano con la collaborazione tecnica di frà Bevignate da Perugia e di Boninsegna Veneziano per la parte idraulica. A Spoleto vengono edificate le chiese di San Gregorio Maggiore, basilicale a tre navate, completata nel 1146, quella di San Paolo inter vineas, quella di San Pietro, ampliata nel XIII secolo e poi rifatta dopo un incendio nel 1393 su una preesistente chiesa del V secolo, e il Duomo, dedicato a San Salvatore, romanico a croce latina a tre navate, consacrato nel 1198 e sorto sul luogo dell’antica cattedrale distrutta dal Barbarossa nel 1155. A Bevagna vengono erette le chiese di San Silvestro e San Michele Arcangelo, a Foligno viene realizzata la facciata del Duomo, sorto nel 1133 a opera di Maestro Atto.

Sempre all’epoca comunale e all’architettura romanica appartengono la chiesa di Santa Maria Assunta a Lugnano in Teverina, la chiesa di San Felice di Narco, che sorge isolata lungo la strada da Terni a Norcia, la chiesa dell’abbazia di Sant’Eustizio, a Preci, presso Norcia, eretta da Maestro Pietro (1190), la chiesa di Sant’Emiliano a Trevi, il Duomo di Narni (1145) dedicato a San Giovenale, e varie chiese di Orvieto: San Francesco, San Domenico, Santa Maria dei Servi, San Giovannino.

I Comuni si combatterono tra loro per predominare l'uno sull'altro. In seguito, contesi tra l'Impero e lo Stato della Chiesa, i Comuni dell'Umbria preferirono sottomettersi spontaneamente a quest'ultimo.

Così, nel 1198, lo Stato della Chiesa poté estendere il suo dominio su tutta l'Umbria.

Nello stesso anno, papa Innocenzo III fece costruire il Duomo di Spoleto, che è tuttora uno dei più insigni edifici di tutta la regione umbra. Da citare inoltre la cattedrale di Assisi intitolata a San Rufino, con interno basilicale a tre navate, opera di Giovanni da Gubbio, e il campanile e il chiostro della più antica abbazia di San Pietro in Valle, presso Ferentillo.

L’Umbria è così frammentata in tanti comuni, travolta in una gara di effervescenza artistica e vitalità economica, ma unita da un’unica fortissima corrente spirituale, generata dai movimenti religiosi.

Non era questa cosa nuova, poiché già nel VI secolo i monasteri benedettini erano sorti numerosi su tutto il territorio ed erano stati vivacissimi centri culturali: si ricordano le abbazie di San Pietro in Valle, presso Ferentillo, di Sant’Eustizio presso Norcia, di Santa Maria di Valdiponte a Montelabbate, presso Perugia, di Sassovivo presso Foligno, di Petroia presso Città di Castello, di San Benedetto sul monte Subasio, di San Salvatore di monte Corona. Nel XIII secolo l’Umbria diventa il centro della predicazione di san Francesco d’Assisi e di santa Chiara. La vitalità religiosa della regione trova, sul piano artistico, una delle sue espressioni più alte nella basilica di San Francesco ad Assisi, iniziata nel 1228 per iniziativa di frate Elia, stretto collaboratore del santo, e che contiene una vera e propria antologia della pittura umbro-senese del Duecento e Trecento. Alla stessa epoca risale un altro importante edificio religioso, il Duomo di Orvieto, consacrato all’Assunta ed eretto per celebrare il miracolo di Bolsena: progettato forse da Arnolfo di Cambio, realizzato da frà Bevignate da Perugia, da Giovanni di Uguccione e da Lorenzo Maitani, autore della facciata, il Duomo è considerato tra i massimi esempi del gotico in Italia.

Nel periodo in cui i Papi dimorarono ad Avignone (1305-1377), la potenza dello Stato della Chiesa in Italia diminuì di molto. Ne approfittarono alcune potenti famiglie dell'Umbria per sottrarsi al dominio della Chiesa. In breve tempo, nelle principali città dell'Umbria si andarono costituendo delle potenti Signorie (dei Baglioni a Perugia, dei Trinci a Foligno, degli Atti a Todi, dei Monaldeschi a Orvieto, i Gabrielli a Gubbio, i Vitelli a Città di Castello e, in seguito, Gian Galeazzo Visconti, Ladislao di Durazzo, Braccio Fortebraccio da Montone). Da Avignone, i Papi mandarono più volte spedizioni armate per ristabilire il loro potere nell'Umbria, ma non riuscirono nel loro intento.

Tuttavia, mentre l'Umbria si stava spegnendo sul piano politico, restava uno dei centri più vivaci d’Italia sul piano spirituale con i suoi monasteri, e, sul piano culturale, con l’università di Perugia, pubblicamente riconosciuta da Clemente V nel 1308, e con la sua grande scuola pittorica, che nella fioritura artistica rinascimentale tocca i massimi esiti con Pinturicchio e Perugino.

Nei primi decenni del XV secolo, Braccio da Montone, il più famoso dei condottieri umbri, riuscì a impadronirsi di quasi tutta la regione. Il suo successo fu però di breve durata: nel 1424, egli cadde ucciso in una sanguinosissima battaglia contro le forze papali.

Da allora e fino quasi alla metà del 1500, lo Stato della Chiesa fu in continua lotta con le più potenti famiglie dell'Umbria per riuscire a ristabilire il suo potere sulla regione.