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Storia Dell' Umbria
I Romani
Lo sviluppo urbano degli Umbri segnò l'inizio delle rivalità cittadine; Roma, approfittando di questa situazione, cominciò a perseguire una sottile politica di alleanze e occupazioni, volta all'annessione del territorio umbro. Punti salienti di questa politica furono l'alleanza, nel 310 a.C., con Camerino e Otricoli e la fondazione della colonia di Narnia (Narni) nel 299 a.C. altre aderiscono alla coalizione con Sanniti, Galli Senoni ed Etruschi, uscendo sconfitte dalla decisiva battaglia di Sentino contro i Romani nel 295 a.C.
Nella primavera del 295 avanti Cristo, nei pressi di Sentino (un'antica città delle Marche), 35000 legionari romani affrontarono un esercito di oltre 50000 uomini. Esso era formato dalle più agguerrite popolazioni dell'Italia centro-meridionale (Etruschi, Galli, Umbri e Sanniti). La battaglia fu lunga e durissima, ma alla fine i Romani riuscirono a sconfiggere pienamente gli avversari. Alcuni storici ci informano che, tra i guerrieri dell'esercito nemico di Roma, quelli che combatterono con maggiore accanimento furono gli Umbri.
È infine Roma a dare una svolta alla situazione con una manovra di alta politica: create delle colonie a Narni (299 Narnia), Sena Gallica (283), Ariminum (268), Aesis (247), Spoleto (241 Spoletium), Todi (Julia Fida Tuder), Assisi (Asisium) , Roma riesce ad attirare nella sua orbita tutte le città umbre; furono essi, al tempo della divisione augustea dell'Italia peninsulare, a creare una regione dal nome Umbria, che arrivava fino all'Adriatico ma non comprendeva né Perugia (che faceva parte dell'Etruria) né Narni (inclusa nel Sannio).
Nel 250 a.C. circa, quasi tutte le città umbre erano ormai entrate nell'orbita di Roma, per lo più in un rapporto di alleanza sigillata con la creazione di grandi opere pubbliche, come la Via Flaminia (220), che collegava Roma con Ariminum e l’alto Adriatico, il cui percorso toccava le principali città umbre.
Gli Umbri divennero ben presto i più fedeli alleati di Roma. Infatti, quando nel 216 avanti Cristo, sembrò che Roma stesse per cedere di fronte ai Cartaginesi, gli Umbri, a differenza di molte altre popolazioni dell'Italia, non abbandonarono i Romani, si mantennero sempre fedeli anche durante la discesa di Annibale in Italia, che proprio sul lago Trasimeno inflisse, nel 217 a.C., una tremenda sconfitta ai Romani. La fedeltà degli Umbri a Roma divenne proverbiale tanto che i migliori soldati delle legioni provenivano da queste terre. Tale fedeltà fu poi ricompensata, nel 90 a.C., dall'equiparazione dei cittadini Umbri ai cittadini Romani, cosa che significava, per gli Umbri, la possibilità di godere a pieno titolo dei diritti civili e amministrativi del codice romano.
Per i romani il controllo dell'Umbria era importantissimo perché, data la posizione geografica della regione, era un punto di passaggio tra Tirreno e Adriatico. Proprio per collegare le due coste della penisola i Romani costruirono la via Flaminia che, attraverso l'Umbria, congiungeva Rimini a Roma. Lungo la strada furono create delle fortificazioni, i valli (valla), da cui deriva il nome "Gualdo" (Gualdo Tadino).
Numerose sono ovunque le testimonianze di epoca romana: a Perugia, Assisi, Foligno, Gubbio, Todi, Spoleto, Narni, Terni ma anche in centri minori con Bevagna, Spello, Collemancio (Hurvinum Hortense), Carsulae, nella zona di Sangemini. Si trovano anche diffuse su tutto il territorio numerose ville romane, tra cui quella di Plinio il Giovane, vicino a Città di Castello. A Spoleto si trovano gli avanzi di un anfiteatro romano del II secolo dopo Cristo. Esso fu poi trasformato poi in fortezza da Totila (re dei Goti), nel 545 dopo Cristo.
Il cristianesimo trovò terreno fertile in Umbria, nel VI secolo d.C.: infatti, mentre la regione, come tutto il resto della penisola, era percorsa e devastata da orde barbariche, erano già state create 21 diocesi. Erano un punto di riferimento per le popolazioni locali, decimate dalle guerre e dalle invasioni: furono il punto di partenza per la costruzione dei primi edifici di culto, come la chiesa di Sant’Angelo edificata a Perugia tra il V e il VI secolo, l’abbazia di San Pietro in Valle presso Ferentillo, costruita nell’VIII secolo, la piccola basilica di Sant’Eufemia a Spoleto del X-XII secolo. Questi anni di storia sono confusi e complessi. Barbari e Bizantini si contendono il possesso della penisola con sorti alterne, l’Umbria viene devastata da sanguinosi scontri, scoppiano pestilenze, l’economia della regione si impoverisce. Emergono, nel vuoto del potere civile, figure di vescovi, che prendono nelle loro mani le responsabilità del governo delle città e vengono riconosciuti capi naturali, religiosi e civili dalla popolazione.
Nel primo decennio dell'era cristiana l'imperatore Augusto divise l'Italia in 14 regioni e l'Umbria costituì, con questo stesso nome la VI regio che, fino alla caduta dell'impero Romano d'Occidente (476 d.C.), godette di una relativa tranquillità e prosperità.

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