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Foligno - Segni Barocchi

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Info eventi Umbria


Istituita nel 1981, la manifestazione comprende spettacoli musicali, teatrali, cinematografici e mostre in qualche modo improntate al barocco. La ricerca di questo stile nelle arti non si limita al solo '600, ma ai suoi influssi o riprese posteriori. La manifestazione si accompagna a feste in costume, giostre e giochi.

Quando nel 1981 abbiamo ideato e progettato (con Fabio Bettoni, Piero Arcangeli e Carlo Ceccarelli) Segni Barocchi, siamo partiti dalla constatazione che il punto di riferimento costante della città dal dopo- guerra era la Giostra della Quintana. Assumendo una tessitura esistente, quale pretesto culturale nasce Segni Barocchi, a Foligno, che, come scrive lo Jacobilli nel 1646, "è quasi ombelico di molte città nobili".

La prima edizione di Segni Barocchi, il cui programma prevedeva concerti a Foligno e nei Comuni del comprensorio e la mostra "Incisori napoletani del '600", si tenne così nel 1981. In una città dove la Giostra della Quintana dal 1946 ripropone ogni anno, un frammento di mondo seicentesco e dove segni importanti di stile barocco si rintracciano nella tipologia architettonica, negli interni dei palazzi e delle chiese e nella produzione artistica e letteraria, Segni Barocchi si proponeva e si propone di assumere le caratteristiche di un festival finalizzato a diventare un coerente punto di riferimento rispetto ai segni del Barocco in Italia e nel Mondo.

Il festival ha costruito un vero e proprio laboratorio permanente della cultura barocca e può, in questo ambito, considerarsi anche in relazione all'immagine conquistata sulle pagine dei giornali e nelle emittenti radiofoniche e televisive, una delle più importanti esperienze europee.

«Le massime espressioni del Barocco - così annotavo presentando il programma della XIV edizione - si sono realizzate con coerenza in un'epoca storica che comprende i primi tre quarti del diciassettesimo secolo, rivelandosi con la sua maggiore intensità e nel senso più pieno dal 1605 al 1650: elementi barocchi si rintracciano però già nella seconda metà del cinquecento e sopravvivono o meglio vivono fino alla Rivoluzione francese e alla fine dell'Assolutismo: così se l'inizio della Architettura barocca può considerarsi la Chiesa del Gesù a Roma i cui lavori iniziarono nel 1568 per opera del Vignola, la sua fine può farsi coincidere con l'edificazione della Chiesa di Balthasar Neumann a Neresheim, terminata dai suoi successori nel 1792.

Ma segni barocchi si rintracciano in tutti i secoli, in particolare nella nostra epoca che, come afferma Omar Calabrese, può definirsi 'età neobarocca'; attraverso 'somiglianze' e 'differenze' emerge la cosa che c'è sotto, la 'forma soggiacente', il gusto predominante e l'aria del nostro tempo: il 'neobarocco'. Il festival si propone di evidenziare i segni barocchi: le perle brillanti e irregolari del passato e del presente».

Nuovi studi tendono a rilevare la consistenza del Barocco nel Novecento. Non che Segni Barocchi possa diventare un contenitore indistinto per tutto e comunque occorre che, nel programma di ogni edizione, si cerchi di raggiungere un equilibrio tra diverse epoche, tra le diverse espressioni artistiche, tra i diversi luoghi di rappresentazione, anche in relazione ai diversi pubblici.

Insieme al Festival hanno fatto strada musicisti, attori, ricercatori, gruppi musicali e compagnie teatrali: sono tornati a vivere, attraverso le mostre, opere d'arte e d'artigianato, libri e materiali di archivio; è cresciuto il lavoro dell'artista, ma si è sviluppato anche il lavoro dello spettatore; esperienze e produzioni piccole hanno trovato il loro palcoscenico insieme alle grandi produzioni nazionali e internazionali; il Footsbarn, le macchine pirotecniche, con il "Mago del Fuoco", Els Comediants di Barcellona con "Dimonis", Eugenio Barba, il teatro giapponese, le antiche danze indiane, i Plasticiens Volants, il teatro studio Krypton, Giorgio Albertazzi, Raf Vallone, il Teatro Stabile Abruzzese con le "Metamorfosi" di Ovidio, la Compagnia La Piccionaia, Valerio Festi, Claudio Morganti, Pamela Villoresi, Andrea Liberovici, Ottavia Fusco, Peppe Barra, il Teatro Tascabile di Bergamo, Silence Teatro, il Teatro Potlach, il Teatro Scientifico di Verona, la Compagnia çàika, Katia Ricciarelli, Antony Rooley, Jordi Savalì, Montserrat Figueras, Rinaldo Alessandrini, Alan Curtis, Enrico Gatti, Fausto Razzi, Daniel Chorzempa, Franco Battiato, Nil Rogers, Angelo Manzotti, Vadim Brodsky, Les Arts Florissants, I Solisti Aquilani, La Nuova compagnia di Canto Popolare, la Compagnia Ris et Danceris, l'Orchestra Barocca Orpheon di Vienna, l'Orchestra Barocca dell'Unione Europea, I Solisti di Perugia, l'ensemble barocco L'Arpeggiata, la compagnia di danza Eclat des Muses, il Teatro del Carretto, la Bande des Hautbois du Roy, il Caledonian Company, la Compagnia Transe Express ed il Teatro della Tosse hanno emozionato migliaia di spettatori.

Massimo Stefanetti
Direttore Artistico di Segni Barocchi Festival



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