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San Pietro in Gubbio (abbazia di...).

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Chiese Umbria


La facciata presenta inglobati elementi architettonici, avanzi di un portico di una basilica a tre navate, consistenti in quattro colonne con capitelli finemente foggiati, cinque archi e una bifora sopra il portale. (le mensolette fitozoomorfiche sono di epoca successiva).

In base ad un'iscrizione lapidaria del IV - V secolo, che si trova in Duomo, P. Cenci ritiene che dopo le persecuzioni dei primi tre secoli la Chiesa eugubina abbia consacrato un tempio pagano al culto degli Apostoli Pietro e Paolo. Sappiamo inoltre che nel 416 papa Innocenzo I scrisse una lettera apostolica a Decenzio, vescovo di Gubbio.
Quindi la chiesa di S. Pietro potrebbe essere stata la prima "Cattedrale" di Gubbio, anche se allora non era in uso chiamarla così. Tutto ciò comunque non ci autorizza a stabilire con certezza la data di edificazione dell'antica chiesa che potrebbe anche essere stata distrutta e ricostruita in altro luogo.
Alcuni documenti che si trovano nell'Archivio della Cattedrale ci fanno sapere che già nel secolo XI esisteva l'attigua abbazia fondata dai Benedettini Cassinesi, giunti a Gubbio forse nell'ottavo secolo. Si presume quindi che la chiesa risalga almeno al 1000: molto probabilmente una riedificazione avvenuta dopo le distruzioni barbariche.
I pietroni che stanno alla base della facciata forse appartennero a nobili costruzioni romane.
Ricordiamo per inciso che si devono ai Benedettini diverse opere importanti tra cui il prosciugamento della "palude" in zona "Padule". Inoltre essi contribuirono non poco allo sviluppo del libero Comune e così pure alla ripresa delle attività agricole e alla promozione della cultura.
Nei primi del secolo XIII (non abbiamo la data precisa) la basilica fu ampliata e trasformata in stile gotico (forse paradigmatico per le altre chiese eugubine dell'epoca); l'interno divenne ad una sola navata che fu rialzata con archi ogivali; di questo periodo è anche l'abside poligona.
Ai Benedettini Cassinesi nel 1519 si sostituirono i Benedettini Olivetani, che trasformarono la chiesa e l'abbazia in stile rinascimentale. Le navate vennero ricoperte da volta, furono costruite delle cappelle, che portarono alla distruzione degli affreschi, che decoravano tutte le pareti; il campanile fu spostato da sinistra a destra mentre furono ingranditi i lati della crociera (foto n. 23 ). I due chiostri furono costruiti nel XVI -XVII secolo; uno più piccolo, a sud, con colonne di mattoni scanalate, l'altro, più grande, a nord, con colonne di pietra serena.

INTERNO

L' artefice dell'organo maggiore è il fiammingo Vincenzo Beltrami, mentre l'ornamento (esclusi i bracci della cantoria) è opera dei fratelli Maffei, Antonio e Giambattista, indubbiamente tra i migliori maestri eugubini dell'arte del legno ('500). Ma oltre al maestoso organo si possono ammirare altre opere lignee di notevole valore artistico.
Fino a poco tempo fa quasi tutte queste opere erano attribuite ai Maffei; ora, dopo gli accurati studi di C. Spaziani sul tempio, sappiamo che l'altare maggiore è opera di Domenico Valli (1668-1738), mentre il coro fu lavorato da Giuseppe De' Santi e da Carlo Magistretti; in sacrestia i grandiosi ed interessanti armadi per arredi sacri e le tre porte di noce intagliate sono di Giuseppe Belli.
Nel lato di destra della crociera, sopra l'altare, notiamo una buona tela del lucchese Agostino Tofanelli ( 1770-1834): "Morte di S. Romualdo". Nell'altro lato della crociera è una "Deposizione della Croce" scultura lignea del '200 di Autore ignoto. Sopra il quinto altare del lato di destra della chiesa osserviamo una pregevole tavola ad olio, "Presepio" di Raffaello del Colle, detto Raffaellino ('500), autore anche degli affreschi della cappella ove si trova il quadro, raffiguranti storie di S. Mauro e S. Placido. Egli nato a Borgo S. Sepolcro, fu allievo di Giulio Romano ma risente dello stile del Raffaello. Sopra il primo e terzo altare della parete di sinistra sono collocati due pregevoli quadri: rispettivamente dell'eugubino Bernardino Brozzi (1555-1617) "S. Ubaldo" e di Francesco Allegrini "S. Michele Arcangelo", in cui si evidenziano molte analogie con il "S. Sebastiano", opera dello stesso autore, custodita nella chiesa di S. Benedetto di Gualdo Tadino. L' Allegroni fu uno dei migliori affreschisti del '600; allievo di Giuseppe Cesari, lavorò, oltre che a Gubbio, a Roma e a Genova; nacque nel 1624, forse a Roma, ma si stabilì a Gubbio fin da ragazzo.
Nella parete che fa angolo con la facciata della Chiesa di S. Pietro, sopra il portale, è posto un busto di U. Pizzichelli, raffigurante Giuseppe Mazzantini, insigne bibliografo eugubino (1855-1906), al quale soprattutto, come ai seicentisti E Piccotti e V. Armarmi, dobbiamo molte notizie del passato eugubino.



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