Umbria
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Duomo di Orvieto

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Informazioni Turistiche Umbria


Duomo di Orvieto. il monumento più insigne della città ed è una delle più belle chiese d'Italia, voluto da Urbano IV per custodire il Sacro Corporale, recante le macchie del sangue di Cristo, dopo il miracolo di Bolsena (1263). Nicolò IV pose la prima pietra il 13/11/1290 e i lavori durarono circa tre secoli. Il primo architetto fu forse Arnolfo di Cambio, allora in Orvieto; che disegnò la facciata monocuspidale. Il primo costruttore fu Fra Bevignate di Perugia, che innalzò le tre navate di stile romanico. A lui successe un costruttore locale, Giovanni Uguccione, che riprese lo stile gotico nella crocera e nell'abside. Al momento di erigere le volte, queste misero in pericolo le pareti del transetto e dell'abside. Fu chiamato allora il celebre architetto Lorenzo Maitani, il quale rinforzò tutto l'edificio con archi rampanti, e progettò la facciata tricuspidale, come oggi si ammira. Il Maitani seguì i lavori fino alla morte (1330). Sua moglie Niccolina lasciò i suoi beni al duomo. I figli vi lavorarono ancora.
La facciata è alta 53,06 metri ed è larga mt. 40. È il più bel saggio di stile gotico, imitato poi, ma non superato, dai senesi. costituita da quattro torri poligonali, quelle laterali più basse e robuste (alte mt. 42,80), quelle centrali più snelle (alte mt. 51,30), dividendo la facciata in tre parti, come le tre navate interne; da sei cuspidi, da un grande rosone centrale, inscritto in un quadrato di ricca fattura e da un elegante loggiato orizzontale sulla metà. Alla base delle torri sono dei bassorilievi: quelli centrali più antichi, opera di scultori senesi e umbri; i migliori bassorilievi vengono attribuiti allo stesso Maitani. Essi occupano mq. 112. Nel primo pilastro, su sei ripiani, è descritta la Creazione e i fatti della Genesi; nel secondo, su dieci ripiani, le profezie della Redenzione; nel terzo, su dieci ripiani, la storia della Redenzione; nel quarto, su cinque riripiani, la resurrezione dei corpi, giudizio, paradiso e inferno.. Notevoli le opere in bronzo e le statue sui mensoloni, che si dipartono dalla ricca cornice a grandiosi fogliami, che coronano i pilastri, raffiguranti i simbolii evangelici: Leone, Aquila, Angelo, Toro. La statua marmorea della Vergine con Bambino, sotto la cuspide centrale, è di Andrea Pisano (1347) o di Vitale Maitani. Altre statue sono sull'acroterio: al centro l'Agnus Dei, a destra San Michele Arcangelo, a sinistra l'Angelo Custode. Ai fianchi del meraviglioso rosone dell'Orcagna, abbinate le statue marmoree dei dodici profeti di Petruccio di Benedetto, orvietano (13.72-1388), e, sopra, i dodici apostoli. Ma il decoro della facciata sono i mosaici, che, accanto alle cuspidi, raffigurano il Battesimo di Cristo, la Natività, la Presentazione al Tempio, lo Sposalizio e l'Annunciazione di Maria. Sulla cuspide centrale è l'Incoronazione della Vergine: la chiesa è dedicata all'Assunta.
I due portali laterali sono ad arco acuto, quello centrale a tutto sesto, con strombature ornatissime di colonne e spirali. Notevole il loggiato, simile ad un merletto. Il rosone è costituito da colonne e capitelli in marmo romano, con al centro la testa del Redentore. Il lavoro iniziò nel 1354 e fu terminato nel 1380. I fianchi del duomo sono a fasce orizzontali di pietra bianca (travertino) e nera (basalto). Nei lati del duomo sono le statue delle sibille Eritrea e Libica.
Nell'interno la basilica è a tre navate, stile gotico, e si ripetono le fasce bianche e nere. Il tempio è lungo mt. 89,33, largo mt. 32,75, alto mt. 34. Stupendi i vetri collocati nelle navate laterali del Prof. Francesco Moretti di Perugia e quelli sullo sfondo dell'abside. Tutto è grande e meraviglioso: il fonte battesimale, la Madonna di Gentile da Fabriano, il pulpito, la Pietà di Ippolito Scalza (v.) del 1579. Le pitture dell'abside raffigurano il trionfo di Cristo e della Vergine con molti santi. La cappella nuova fu affidata al Beato Angelico e al Gozzoli per essere affrescata: ma questi lasciarono il lavoro appena iniziato: sono loro il Cristo Giudice e il Coro dei profeti. Il Signorelli terminò il lavoro (1499), aggiungendo tutto il resto : il Coro delle Vergini, quello dei Martiri, quello dei Patriarchi, quello dei Dottori (Sant'Agostino, San Tommaso, San Bonaventura, San Francesco, San Gregorio Magno, San Bernardino da Siena, San Benedetto, Sant'Antonio da Padova, Sant'Anselmo, ecc.). Notevole ancora la Predicazione dell'Anticristo : tra i raffigurati sono Cristoforo Colombo, Dante, Boccaccio, Petrarca, Raffaello, Cesare Borgia, Pinturicchio, Malatesta, Orazio Baglioni, Niccolò e Paolo Vitelli. Infine la Resurrezione della carne: l'Inferno e gli eletti, con personaggi mitici e storici più svariati. Cuore del Duomo è la Cappella del SS. Corporale (v.).
Bibl.: Guida turistica di Orvieto.
Url utili: http://www.opsm.it



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