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Duomo di Foligno, La Cattedrale di San Feliciano

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Chiese Umbria


Duomo di Foligno. La forma attuale è frutto di successive modificazioni, avvenute in epoche diverse. Il braccio sinistro del transetto è del 1201; il presbiterio è del sec. XV; il braccio destro del transetto è del sec. XVI. La facciata fu completata solo nel 1904, dopo aver ripristinata la parte inferiore (architetto Nicola Brunelli); la parte inferiore reca tracce di stile romanico (1133); la sua iscrizione su due righe, con caratteri capitali, su una fascia marmorea, corre per tutta la facciata: Anno milleno ter nono deno haec domus alma patris cum sancto Flamine nati tempestate famis nimie cepit renovaro a domino facto Calixto presule Marco extitit vir magnus Lotthomus Actus chomarcus quos Xpistus benedicat adiuvet amen. L'entrata principale ha le imposte di bronzo del professor Gian Battista Orzi (1905). L'interno della cattedrale, che è dedicata a San Feliciano vescovo e martire è a croce latina, ad una sola navata. La sua forma attuale risale all'architetto folignate Giuseppe Piermarini (v.), che, dal 1772 al 1808, presiedette ai lavori già progettati dal Vanvitelli, ma notevolmente da lui modificati. Su una primitiva piccola basilica, nata inizialmente dopo l'editto di Costantino (313), come cripta nell'Agellus Feliciani, dove il santo era stato sepolto dopo il martirio (251) con altri cristiani, sorse una vasta chiesa nell'Alto Medioevo (sec. VII o VIII) a tre navate, separate da colonne e con il presbiterio rialzato. Nel 1133 la chiesa fu portata ad una sola navata.
Fu solennemente riconsacrata nel 1146 e intitolata ai santi Feliciano, Fiorenzo (v.) e Giov. Battista (già titolare di quella di Forum Flamini).
Durante il Rinascimento avvennero molte trasformazioni, tra cui la principale fu l'erezione della cupola nel 1543 dell'architetto Giuliano di Baccio. Attorno si vedono nelle nicchie le statue dei profeti Mosè, David, Isaia e Geremia. Il baldacchino di legno scolpito e dorato sull'altare maggiore è la riproduzione ridotta di quello del Bernini in San Pietro (1698). Importante è il simulacro argenteo di San Feliciano, in rame dorato e argentato, mentre il volto, le mani, il piede e altre parti sono di argento massiccio.
Notevole è la facciata minore che conserva perfettamente nella parte inferiore la forma originale romanica: magnifico portale a strombo finemente lavorato dai maestri Rodolfo e Binello (1201). L'arco sorretto dagli stipiti reca scolpiti i 12 segni dello zodiaco. La parete marginale è adorna di mosaici cosmateschi, interrotta al sommo dalla figura del sole, con la scritta: sidera sol luna monstrant sua tempora pura. La cattedrale fu portata al piano attuale nel 1133, elevata al piano del presbiterio, al quale prima si accedeva con scalini, e, quindi, rialzata sulla cripta. L'agello di San Feliciano era « iuxta Fulgineam civitatem, super pontem Caesaris » (oggi: Ponte della Pietra). Dopo la morte del Santo, vi sorse un nucleo di case, presto circondato da mura e torri: si formò un castrum e una Civitas Sancti Feliciani (fine impero). Nel 969 le reliquie del Santo furono trafugate in Germania, nella cattedrale di Metz, e solo nel 1773 furono restituite.
Bibl.: Guida di Foligno.

Chiara Arditi ci segnala...
Vorrei segnalarvi che la chiesa non diventa ad unica navata nel 1133, ma nel XV secolo... vi rimando a un documento redatto con molta precisione: http://www.sismafoligno.it/visite/Duomo%20di%20Foligno.pdf

La Cattedrale di San Feliciano
La tradizione vuole che la Cattedrale sia sorta sul luogo della sepoltura di Feliciano, probabilmente primo Vescovo della Diocesi, martirizzato intorno alla metà del III secolo d.C. Su un primitivo sacello, tra l'VIII e il X secolo, fu innalzato un edificio in forma di basilica con cripta, che, insieme all'Episcopio, costituì il primo nucleo fortificato della città medievale, in cui confluirono gli abitanti dei preesistenti insediamenti romani. Dopo il Mille, in seguito allo sviluppo favorito dalla felice posizione geografica che vedeva la città crocevia lungo iì percorso della Flaminia, fu edificata la nuova Cattedrale
romanica. Un'iscrizione che corre su due righe lungo la facciata principale ci dice che questa sorse nell'anno 1133 per volontà del vescovo Marco, in tempo di grave carestia, quando Atto, forse artefice della stessa costruzione, era capo dei conti. Il vescovo Anselmo degli Atti, nel 1201, volle la prima modifica dell'impianto della chiesa con l'inserimento del braccio sinistro del transetto, che si conclude sulla piazza, di fronte alla sede delle magistrature comunali, con una facciata scolpita e con un ricco portale.
Il rinnovamento rinascimentale del Duomo, di cui praticamente nulla è rimasto, fu avviato nel 1447 con la costruzione della nuova tribuna, poi, dai primi armi del Cinquecento, furono aggiunte numerose cappelle a opera di muratori lombardi sotto la guida di Cola da Caprarola. L'architetto e scultore Rocco da Vicenza, attivo da diversi anni a Spello e Trevi e residente a Foligno, lavorò in San Feliciano dal 1522: suoi e del fiorentino Antonio da Sangallo il giovane sono i progetti e i modelli per la costruzione della cupola, che verrà realizzata solo dopo il 1540 su disegno di un altro fiorentino, Giuliano di Baccio d'Agnolo Baglioni.
Nei primi decenni del Settecento diversi lavori abbellirono la Cappella Maggiore grazie al lascito dei Roscioli, una famiglia folignate affermatasi a Roma al tempo ài Urbano Vili, poi, verso la metà del secolo, essendo la fabbrica alquanto deteriorata e danneggiata anche a causa dei terremoti, L'architetto Luigi Vanvitelli fu invitato a presentare i disegni per il suo completo rinnovamento, rimanendo poi il folignate Piermarini a completarne la realizzazione, che si concluse, dopo la sua morte (1808), con la costruzione degli altari e il rifacimento del pavimento.



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