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Chiara (Santa) di Assisi

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Personaggi storici Umbria


Chiara (Santa) di Assisi (1194-1253). Figlia di Favarone d'Offreduccio degli Scifi, conti di Sassorosso, prese subito ad amare il prossimo su esempio della mamma, specialmente i poveri e a praticare le opere pie. Conquistata dalle parole di frate Francesco, volle seguire il Santo nella osservanza della povertà evangelica, e, per questo, diciottenne, fuggì di casa con una parente, il 18 marzo, domenica delle Palme del 1212, recandosi alla Porziuncola. A mezzanotte indossò una tunica di bigello, cingendosi i fianchi con una corda; calzò un paio di zoccoli e si recise i bordi capelli, coprendosi il capo con un velo. Poi si nascose nel monastero delle benedettine di San Paolo in Bastia, da dove, per violenza, il padre e il potente zio Monaldo tentarono di rapirla. Dopo qualche giorno andò a S. Angelo di Parso sul Subasio. La sua esemplarità e l'atto sublime di rinuncia al mondo, suscitarono altre vocazioni e la seguirono le sorelle Agnese e Beatrice, le nipoti Agnese, Amata e Balbina, la cugina Pacifica e la stessa madre Ortolana. Così si formò la prima famiglia delle povere donne, nella osservanza della più assoluta povertà.
Si stabilirono nel conventino di San Damiano (1212), dove il Santi qualche volta le visitava e dove trascorse infermo e quasi cieco gli ultimi mesi della vita. Alle monache, che si dissero Clarisse (v.), povere donne o damianite, lo stesso Santo tracciò una forma vitae (1215). Chiara ne fu la badessa e così sorse il secondo ordine francescano. Una nuova regola (1224) fu formulata dal cardinale Ugolino (poi Gregorio IX), ma non fu accettata dalla Santa, che intendeva vivere la povertà nel senso più stretto del Vangelo. Ottenne da Gregorio IX il privilegio della povertà assoluta (1228), confermata poi da Innocenzo IV nel 1253, pochi giorni prima della morte della Santa (9/8/1253), quando il papa visitò il monastero. Molte case di Clarisse sorsero ovunque; il secondo fu quello di Vallegloria sopra Spello. Per ben due volte, orde di saraceni di Federico II assalirono Assisi e irruppero davanti al monastero. Chiara malata si alzò, fece pregare le sorelle tutta la notte e poi ostese su quelle feroci masnade il SS. Sacramento, ed esse si dispersero sotto un uragano di pioggia e di grandine (1248 e 1249).
Chiara fu canonizzata da Alessandro IV nel 1255, che ne fissò la festa al 12 agosto. Il corpo della Santa fu sepolto nella chiesa di San Giorgio, fu trasferito poi nella Basilica sorta in suo onore il 3 ottobre 1260; la ricognizione del corpo fu fatta nel 1850. Ci restano di lei quattro lettere alla Beata Agnese da Praga e un Testamento, del quale è dubbia l'autenticità. Nel 1598 fu proclamata patrona della televisione, avendo lei potuto vedere da lontano la morte di San Francesco.
Bibl.: Z. LAZZERI, Vita di Santa Chiara, 1920; CHIARA AUGUSTA LAINATI, S. Chiara d'Assisi, 1976.



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