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Bentivenga o Bentivegna Matteo

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Personaggi storici Umbria


Bentivenga o Bentivegna Matteo (circa 1240-1302). Cardinale. Nato ad Acquasparta, entrò giovane nell'ordine dei Frati Minori. Alunno prima nel convento di S. Fortunato in Todi, frequentò poi l'università di Parigi. Nel 1281 venne nominato Lettore a Todi. Nel Capitolo adunatosi a Montpellier, Matteo fu eletto Ministro generale dell'Ordine (25/ 51287). L'anno seguente Papa Nicolò IV lo fece cardinale e grande penitenziere della Chiesa.
Perdurando la sede vacante (1292), dopo la morte di Nicolò IV, il cardinale Matteo, per sottrarsi alle pressioni sia dei Colonna che degli Orsini, si ritirò a Rieti. Da lì allestì un forte esercito contro Narrai, che aveva assalito Stroncone. Sul finire del 1292 Matteo Bencivenga si recò a Perugia per il Conclave. Allorché Celestino V, dopo un governo di cinque mesi rinunciò al papato, Matteo fu tra i fautori più ardenti dell'elezione del cardinale Benedetto Gaetani, al quale era legato da antica amicizia.
Nel 1297-98 lo troviamo Legato in Romagna per ridurre Cesena, Forlì e Faenza all'obbedienza della Chiesa. Nel 1300-301 è a Firenze, inviato da Bonifacio VIII, per mettere pace tra i Bianchi e i Neri. Ma anziché prodigarsi in esortazioni, chiese subito aiuti a favore dei Neri, per cui gli animi dei fiorentini si accesero di sdegno : taluni Bianchi scagliarono perfino delle frecce contro le finestre del vescovado. Il cardinale scappò da Firenze. Morì a Roma nell'agosto del 1302.
Il Bentivenga fu per dottrina e potenza di gran lunga superiore ai suoi contemporanei: acuto canonista, fu anche un sottile politico. Fu odiato da Dante e da lacopone. Sono famosi i versi di Dante (Paradiso XII) : « Ma non fia da Casal né d'Acquasparta - là onde vengono tali alla scrittura - ch'uno la fugge e l'altro la coarta ». Infatti Matteo voleva allargare lo spirito della regola francescana. L'archivio di Todi conserva alcune gelose pergamene riferibili a questo cardinale.
Bibl.: MANCINI, Todi e i suoi castelli.



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