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Bentivegni o Bentivegna Bentivegna

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Personaggi storici Umbria


Bentivegni o Bentivegna Bentivegna (1230-1290). Della potente famiglia, che dominò la zona di Acquasparta e Massa Martana. E' spesso descritto come fratello di Matteo d'Acquasparta, ma ciò è insicuro, mentre è più probabile sia parente di Angelario. Fu frate minore, tenne il magistero di teologia, fu rettore dell'ospedale di Todi (1255) e custode della provincia francescana dell'Umbria. Fu cappellano domestico del cardinale di Palestrina, Stefano e del card. Gaetano Orsini (1266); Nicolò III lo creò vescovo di Todi nel 1276 e nel 1278 cardinale di Albano (succedendo a San Bonaventura), suo confessore personale e capo della penitenzeria apostolica, incarico che mantenne per tutta la vita: tale attività è documentata da un registro o libro di formule, cioè da 61 lettere, inviate come penitenziere (ad es. dispense per filiazioni illegittime, ordinazioni irregolari, inosservanze dell'interdetto, casi di violenze da parte di ecclesiastici, apostasie e dispense matrimoniali). Vi appare un giudice benevolo e comprensivo.
Con Niccolò IV collaborò alla stesura della Bolla Exiit qui seminar (1279), nel tentativo di risolvere il problema della osservanza della povertà dei francescani. Nel 1288 fu fatto commendatario della chiesa romana dei SS. Giovanni e Paolo e decano del sacro collegio. Anche da cardinale seguitò ad interessarsi degli affari di Todi, cercando di sottrarre la città alla giurisdizione esosa del rettore del Patrimonio (1278). Lasciò molti suoi beni a chiese e fondazioni religiose todine e in particolare ai frati minori, che ebbero i suoi paramenti liturgici e la biblioteca. Nel testamento nomina pure il fratello Simone, 16 nipoti (8 maschi e 8 femmine), 2 pronipoti. Morì nel 1290.
Bibl.: G. GUAZZARONI, Dei vescovi di Todi, Biblioteca Comunale di Todi, ms.



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