Umbria
Banner Advertisement - esposizioni:  - click:
Centri benessere  | Terme  | Itinerari  | Storia  | Arte  | Prodotti Tipici  | Parchi  | Sport  | Università  | Aziende  | Associazioni  | Teatri  |    

Bookmark and Share


San Francesco

torna pagina precedente stampa questa pagina vai alla galleria fotografica

visto (16975)


Personaggi storici Umbria


SAN FRANCESCO D'ASSISILa vita santa di Francesco ebbe inizio quel giorno in cui egli si spogliò pubblicamente dei suoi ricchi abiti e, consegnatili al padre, indossò un rude saio di tela.Molta gente di Assisi, che assisteva stupita alla scena, pensò che il giovane fosse diventato pazzo. Quanto al padre di Francesco, Bernardone, che era un facoltoso mercante di lana, si adirò moltissimo. Egli accusò il figlio di malvagità per rinunciare così d'un tratto a tutto ciò che egli aveva accumulato per lui.Era, quello, un giorno dell'anno 1206. Francesco aveva 24 anni, essendo nato ad Assisi nel 1182.Fino a poco prima, egli era stato uno dei giovani più allegri e spensierati della città. Non gli era mai mancato nulla per divertirsi come voleva, ed era famoso per la sua eleganza, per le sue avventure, per il modo in cui sperperava il denaro, godendo di ogni lusso e di ogni piacere.Ma ecco che una volta, d'improvviso, gli era giunta dal Cielo una voce che gli aveva fatto comprendere la vanità delle ricchezze e dell'ambizione, la stoltezza di dedicarsi alle frivole cose di questo mondo quando ogni giorno della vita può portare agli uomini la morte. Quella voce fu come una luce, nell'animo di Francesco.E fu così che egli rinunciò ad ogni bene terreno per sposare « Madonna Povertà ».Ben presto, la gente s'accorse che quel « pazzo » non dava alcun segno di pazzia. Tutt'altro! Era semplice, giulivo, allegro come prima. Solo che quell'allegria non derivava più dalle ricchezze, bensì dalla povertà. Era una letizia soave, perfetta, alimentata dall'amore verso Iddio e verso le sue creature. Tutte le creature: gli uomini e gli animali, il sole e le stelle, il fuoco e l'acqua, la pioggia ed il vento; creatura di Dio anche il feroce lupo di Gubbio, che si poteva ammansire con la dolcezza e rendere amico degli uomini.Tutti « fratelli » e « sorelle », dunque.E che gioia, amare tutte queste creature! Che gioia insegnare agli uomini ad amarle ed amarsi essi stessi fra di loro dimenticando ogni odio, ogni vendetta, ogni passione, ogni violenza.Era possibile che tanto amore non trovasse un'eco nel cuore della gente?Andando di contrada in contrada, il poverello di Assisi cominciò ad essere avvicinato da alcuni uomini che gli chiesero di poter restare con lui, di spartire con lui il pane e l'acqua della carità.Francesco li accolse volentieri, e allorchè furono dodici, come gli Apostoli di Gesù, li radunò nella chiesetta della Porziuncola ed insegnò loro, a voce, i precetti dell'umiltà e della povertà.Quando il numero dei seguaci crebbe, il Santo compilò una « Regola » di quei precetti. Poi andò a Roma dal Papa e gli chiese di approvare la Regola e di benedire il nuovo Ordine, cui aveva dato il nome di « Frati Minori ».Una volta creato l'Ordine, Francesco non rimase in un solo luogo. Continuò, instancabile, a girare di terra in terra, fondando éremi e conventi; diffondendo ovunque le sue parole di pace e di amore; compiendo ovunque prodigi e miracoli.Viaggiò persino oltremare e raggiunse l'Egitto.Vuoi farti un'idea della sua meravigliosa attività? Ebbene, leggi 1' incantevole libro dei « Fioretti ». È una raccolta di storie e leggende francescane, scritte, forse, da uno sconosciuto frate, in cui la figura del Santo splende in tutta la sua soave e luminosa dolcezza. Due anni prima di morire, e precisamente nell'Agosto del 1224, Francesco ricevette da Dio il prezioso dono delle stímmate.Quella notte, egli era in preghiera sul monte della Verna, quand'ecco vide scendere dall'alto una nuvola di fuoco che avvolgeva Gesù. Sfinito dall'emozione, il Santo svenne. Accorsero i suoi compagni e si avvidero con stupore che le sue mani, i suoi piedi e il suo costato perdevano sangue, recavano gli stessi segni del martirio di Gesù.Nel Settembre lasciò il monte e ridiscese alla Porziuncola, per riprendere le sue predicazioni. E non pochi furono i miracoli da lui compiuti, miracoli del tutto simili a quelli di Cristo, di quel Cristo di cui egli portava nelle mani, nei piedi e nel costato i segni.Ad Assisi venne colpito da una grave malattia degli occhi e poco più tardi fu colto da un'altra grave malattia.Eppure - lo crederesti? così piagato, malato e quasi cieco, Francesco innalzò a Dio il più sublime e gioioso inno di lode che sia mai uscito da un cuore umano: il Cantico delle Creature.Ciò avvenne una mattina in cui egli si trovava nel Conventino di San Damiano, dopo una notte di sofferenze, durante la quale era stato curato da Santa Chiara. Sentendosi vicina l'ora del trapasso si fece portare alla sua diletta Porziuncola (Chiesa di Santa Maria degli Angeli). E là, nell'orto del Convento, al sorgere del primo sole, il povero infermo sciolse a Dio le lodi e le grazie di tutte le creature, compresa « sorella morte » ...E sorella morte gli giunse, due anni dopo, sulla nuda terra della Porziuncola, davanti a tutte le tortore di Assisi che erano venute per salutarlo con un dolce e dolente garrito.Era il 4 Ottobre dell'anno 1226.



 Per ogni informazione riguardante l'Umbria Contattaci Segnalateci un errore




Inserisci un link a questa pagina nel tuo sito. Preleva il codice.

<<< Torna indietro





Menù

Servizi

Mappa