Umbria
Banner Advertisement - esposizioni:  - click:
Centri benessere  | Terme  | Itinerari  | Storia  | Arte  | Prodotti Tipici  | Parchi  | Sport  | Università  | Aziende  | Associazioni  | Teatri  |    

Bookmark and Share

Prodotti Tipici dell'Umbria

I Legumi

Sono piante appartenenti alla famiglia delle papilionocee, il cui fiore ricorda la forma delle farfalle (dal francese papillon) il cui prototipo è il pisello odoroso. Dimenticati per lungo tempo nella nostra alimentazione cosiddetta «consumista», e sostituiti troppe volte dalla carne, oggi viene loro riconosciuta la giusta importanza specialmente nelle diete per curare e prevenire malattie legate all'elevato tasso di colesterolo. Si è dimenticato di quanto siano buoni e come cucinarli. Qualcuno rischiava perfino di scomparire, come la cicerchia, legume pienamente umbro: oggi l'agricoltura biologica ne ha fatto il suo fiore all'occhiello. In Umbria si coltivano: lenticchie, ceci, cicerchie, fagioli neri e fagiolini dell'occhio, cannellini, borlotti e fave.

Lenticchie: «Esaù, figlio di Isacco, un giorno in cui era affamato vendette la primogenitura al fratello minore Giacobbe per del pane e un piatto di lenticchie». Così recita il versetto 34 della Genesi che testimonia la presenza delle lenticchie in epoche remote e di quanto avessero valore. Sono le più digeribili delle leguminose e dovrebbero essere inserite almeno una volta a settimana nella nostra alimentazione, dato l'elevato contenuto di proteine (23% circa) e di ferro; molto ricche di fosforo possono sostituire benissimo la carne, alternandole a latticini e uova fresche. Le lenticchie sono particolarmente indicate nella dieta dei diabetici. Con la germogliazione i semi si inteneriscono e possono essere consumati crudi con tutta la buccia, in abbinamento con i cereali.

Ceci: «II cecie», come viene chiamato dagli umbri, veniva coltivato dai contadini in quelle terre magre, marginali, e nella provvista casalinga non mancava mai insieme a cicerchie e fagioli dell'occhio. Alimento di alto valore e di facile conservazione, i ceci hanno un alto valore proteico: 20% di sostanze azotate, (amminoacidi precursori delle proteine) 6-10% di lipidi, un valore vitaminico paragonabile a quello dell'olio di merluzzo. I sali minerali dei ceci si distinguono per un alto contenuto di calcio, fosforo e magnesio. I semi si possono far germogliare, vanno risciacquati frequentemente e consumati rapidamente. Quando in casa vi era il fuoco acceso tutto il giorno, si usava nei tempi passati, buttare i ceci nell'acqua della scolatura della pasta, farli rinvenire, poi la sera metterli sulla cenere calda. L'indomani si potevano sgranocchiolare per tutto il giorno. Oggi sembra complicato cucinarli, eppure basterebbe farli rinvenire in acqua per mezza giornata, farli arrivare ad ebollizione per un po' la sera prima di andare a letto, coprire poi la pentola con tante coperte e l'indomani a pranzo saranno cotti, fragranti, ancora caldi e per di più avendo speso poco tempo e poco gas.

Fagioli dell'occhio: Sono originari dell'Africa Centrale. Sono commestibili non soltanto i semi, ma si possono mangiare i baccelli verdi, e le foglie si possono lessare come gli spinaci o mangiare crude in insalata.

Cicerchie: Come sono le cicerchie? A quale legume rassomigliano? Queste sono in genere le domande che la gente si pone quando sente parlare di cicerchie. I nostri nonni ricordano quanto fossero buone le «cecere», e qualche contadino ricorda ancora quanti sacchi ne raccoglieva, anche se seminate sui greppi. Famoso piatto della zona di Nocera è «la cicerchiata».

Alcune ricette con i legumi


Menù

Servizi

Mappa