Umbria
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Carnevale 2017 in Umbria

Carnevale in UmbriaCarnevale non è solo la festa dei bambini, infatti anche per gli adulti il Carnevale è un'occasione per ritrovarsi e festeggiare insieme. In Umbria si organizzano ogni anno sfilate di carri allegorici, come ad esempio, Foligno loc. S. Eraclio, a Guardea, Montecastrilli ed Acquasparta. Inoltre in molte piazze dell'Umbria vengono organizzate feste in maschera con musica e coriandoli a volontà. Controlla il Programma del Carnevale dei Ragazzi di S. Eraclio, Carnevale dei ragazzi (Gubbio), Carnevale di San Sisto Perugia, Carnevale di Guardea, Carnevalandia, Citta del Carnevale a Todi, Carnevale di Acquasparta il Carnevale dei Bambini. Durante il Carnevale in Umbria, per la gioia di grandi e bambini, si preparano dei dolci tipici buonissimi, come la Cicerchiata, gli Struffoli, oltre, ovviamente a Castagnole e Frappe. Durante il Carnevale sono molti i turisti che organizzano un viaggio in Umbria approfittando delle Offerte Last Minute dei numerosissimi Agriturismo e delle altre strutture ricettive del Cuore verde d'Italia. Il Carnevale 2017 inizia il 17 gennaio e termina il 24 febbraio.


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La storia di Carnevale

Storia del CarnevaleIl Carnevale come lo conosciamo noi è indiscutibilmente un prodotto del Medioevo. Il termine ha come concetto la privazione della carne; designa il giorno o i giorni che precedono il principale periodo di penitenza del cristianesimo: la quaresima.
Le sue origini, però, affondano le radici nelle antiche usanze pagane come i saturnali, e i lupercali.
A seconda dei luoghi ha inizio a Capodanno, all'Epifania, o alla Candelora (2 febbraio) e culmina nei giorni definiti "grassi", dal giovedì al martedì prima delle Ceneri.
A partire dal quattrocento, il Carnevale subirà una serie di attacchi.
Dopo i tentativi di cristianizzazione a opera di moralizzatori come il Savonarola, sia la Controriforma, sia le Chiese cercheranno di sopprimere questa festa decisamente troppo pagana.
Durante i secoli, il Carnevale, ha stimolato la nascita di celebrazioni in forma di combattimento rituale, in cui venivano evidenziate le lotte fra varie parti di una stessa Città (quartieri, rioni, come ancor oggi avviene ad esempio nella battaglia delle arance di Ivrea), o fra classi sociali diverse dei cittadini.
Così durante il Carnevale prendevano piede le battagliole fra circoscrizioni cittadine in cui i gruppi provenienti da tutta la popolazione si affrontavano a colpi di sassi, bastoni, (oggi sostituiti da manganelli di plastica).
Fra i nobili si organizzavano giochi di origine cortese dov'era importante dimostrare la propria prodezza nell'utilizzo delle armi.

tratto da www.filastrocche.it


Le origini delle maschere di Carnevale

Maschere di CarnevaleLegata fin dalle sue origini a comportamenti folcloristici già precristiani, la maschera assolve varie funzioni: simbolo delle forze vegetative della natura, del mondo animale o di quello dei morti.
Nel tardo medioevo il travestimento e le maschere diventano assai diffuse nei carnevali urbani (l'utilizzo della maschera tende ad esorcizzare e schernire figure gerarchiche), e specialmente nelle corti (dove assume un significato poetico).
Al Carnevale odierno sono legate alcune maschere tipiche, caricature di vizi e difetti degli abitanti delle varie regioni.
Tra le più famose ricordiamo Pulcinella, tipica maschera napoletana, che ha la gobba e il naso adunco e veste con un camiciotto ed un pantalone, entrambi bianchi ed una mascherina nera.
Scaramuccia nasce in Campania ed è un personaggio napoletano. E' un po' buffone e spaccone e si diverte a fare scherzi, però finisce sempre per prendere le botte. E' molto pigro e di lavorare non se ne parla nemmeno. Ha un paio di pantaloni alla zuava con le calze lunghe, una giacca corta ed un mantello. Porta un baschetto nero in testa ed una maschera nera gli copre il viso.
Balanzone è la maschera tipica di Bologna, dottore saccente e ciarliero. E' un personaggio burbero e brontolone che fa credere di essere un grande sapiente, ma molto spesso truffa la gente. La storia dice che è un avvocato ed un professore che ha studiato all'Università di Bologna. La sua maschera è una presa in giro per tutti coloro che si vantano del loro sapere appena si presenta l'occasione. Come usavano le persone colte dell'epoca indossa un abito nero e sopra una lunga toga nera dalla quale spuntano solo un grosso colletto bianco ed i polsini bianchi. Porta una grossa cintura in vita alla quale appende un fazzoletto bianco.
Stenterello di origine fiorentina, è povero in canna e sempre pieno di fame. E' la figura di un giovane che grazie alla sua astuzia ed all'ingegno riesce sempre a cavarsela.
E' vestito con una giacca colorata con sotto un panciotto e dei calzoni corti. Ha una parrucca con il codino ed un cappello nero.
Scapino, maschera bergamasca nata verso la fine del cinquecento. E' un personaggio che con il passar del tempo ha subito qualche modifica. E' un giovane che ama la musica, passava il tempo a comporre melodie e canzoni. Aveva un costume colorato ed indossava una mantella. Sua fedele compagna la chitarra che portava sempre con se.
Gioppino, maschera di origini bergamasche nata agli inizi dell'ottocento. E' un personaggio rubicondo, buffo e simpatico con una grande risata molto contagiosa. Fa il contadino, ma questo lavoro non gli garba molto poiché deve faticare troppo e guadagnare poco, così cerca sempre di arrangiarsi con lavoretti meno impegnativi e più remunerativi. Indossa dei calzoni corti una camicia ed una giacchetta. In testa porta un cappello morbido e porta con se un bastone.
Tattaglia è la figura di un avvocato piuttosto grasso e goffo. Il suo nome deriva dal fatto che quando parla balbetta. Porta un paio di pantaloni al ginocchio, le calze lunghe, le scarpe con la fibbia, una camicia con gli sbuffi, una giacca ed il panciotto. Indossa anche il mantello ed un cappello.
Pantalone impersona un vecchio mercante veneziano avaro e brontolone. Il suo vestito è ben conosciuto: giubbetto rosso stretto alla cintura, calzoni e calze attillate, uno zimarrone nero sulle spalle, scarpettine gialle con la punta all'insù. Crede solo nel denaro e nel commercio: autoritario e bizzarro è però facilmente raggirato dalla moglie e dalle figlie.
Brighella nasce a Bergamo ed è una maschera che sembra essere comparsa prima del Medio Evo. E' un giovane servo eclettico, attaccabrighe, furbo. Il suo nome è nato dal fatto che per lui è facile litigare con le persone. Ha un paio di calzoni bianchi ed una giacca bianca con disegni verdi. Porta un cappello simile a quello di un cuoco ed una maschera nera.
Arlecchino, originario di Bergamo, rappresentò nel teatro del 1550 la maschera del servo apparentemente sciocco, ma in realtà dotato di molto buon senso. Ghiotto, sempre pieno di debiti ed opportunista, rappresenta il simbolo di colui che si adatta a qualunque situazione ed è disposto a servire chiunque, pur di ricavarne dei vantaggi. Alle sue prime apparizioni indossava un abito bianco, che divenne poi di tutti i colori a forza di rattopparlo. Alla cintura porta infilato il "batocio" (bastone) e la "scarsela" (borsa), sempre vuota.
L'unica maschera femminile ad imporsi in mezzo a tanti personaggi maschili è Colombina, briosa e furba servetta. E' vivace, graziosa, bugiarda e parla veneziano. E' molto affezionata alla sua signora, altrettanto giovane e graziosa, Rosaura, e pur di renderla felice è disposta a combinare imbrogli su imbrogli. Con i padroni vecchi e brontoloni va poco d'accordo e schiaffeggia senza misericordia chi osa importunarla mancandole di rispetto. Ha un vestito semplice con delle balze sul fondo e un grembiule con qualche toppa. Ha un berretto bianco in testa.
Gianduja, la più importante maschera piemontese di origine astigiana. Circa 200 anni fa, nella città di Torino, viveva un famoso burattinaio divenuto celebre grazie ad uno dei suoi burattini, tale "Gironi" che in dialetto piemontese significa Gerolamo. Siccome il nome faceva pensare a chiare allusioni antinapoleoniche (correva l'anno 1798 e il fratello di Napoleone si chiamava proprio Gerolamo), al burattinaio fu consigliato di cambiare nome al personaggio. Mentre rifletteva su quale nome dargli, vicino ad Asti, il burattinaio conobbe un simpatico contadino, tale Gioan d'la douja, chiamato così perché gran bevitore e frequentatore di locande (douja, in piemontese, significa boccale). Il burattinaio non ci pensò due volte e ribattezzò il suo burattino Gianduia, vestendolo alla stessa maniera del contadino: giacca marrone, panciotto giallo, cappello a tre punte e parrucca col codino girato all'insù, sulla cui punta spicca un nastrino rosso. Gianduia è un galantuomo allegro, con buon senso e coraggio che ama il buon vino e la buona tavola; è il personaggio popolare simpaticamente presente in tante manifestazioni torinesi con la faccia rubizza. Giacometta, è la compagna fedele di Gianduja. E' una giovane donna semplice e molto intelligente. Meneghino ha un abito rosso ed indossa un grembiule bianco e porta in testa un cappello colorato.
E' una maschera che arriva da Milano ed è nata verso la fine del Seicento. E' un personaggio simpatico e burlone al quale piace prendere la vita per il giusto verso anche quando le cose vanno un po' male. Porta un paio di pantaloni fino al ginocchio ed un paio di calze lunghe a righe, una giacca lunga ed una camicia con sbuffi e merletti. In testa ha un cappello a tre punte ed una parrucca con il codino, e porta con se un ombrellino colorato. Capitan Spaventa è nato intorno alla fine del '900 in Liguria. Il suo nome intero è Capitan Rodomonte Spaventa di Val d'Inferno e si tratta di uno spadaccino molto particolare, in quanto alla spada preferisce le parole per colpire i nemici. E' un giovane di bella presenza con baffetti e pizzetto, con un abito colorato ed un grosso cappello con le piume. Rugantino è un personaggio che nasce nel Lazio. Ha un caratteraccio, è scortese e scorbutico. Indossa un paio di calzoni ed una giacca lunga. Ha il panciotto colorato e le calze a strisce. Porta un grosso cappello tipo gendarme. Mezzettino è una maschera abbastanza giovane nata a Bergamo. Sandrone è una maschera che nasce in Emilia Romagna. Si tratta della figura di un contadino un po' ignorante ma grande lavoratore. E' molto furbo e scaltro. Ama il buon vino e porta sempre con se un fiasco pieno. Porta un paio di pantaloni fino ai polpacci e delle calze lunghe, una giacca ed un panciotto. Ha le scarpe grosse ed un cappello floscio in testa. Beppe Nappa è un personaggio nato in Calabria, ma si tratta di un siciliano. E' spensierato e felice, ama cantare e ballare ed ogni tanto combina qualche guaio. Ha un lungo naso ed è molto buffo. Lavora come servo presso qualche ricco barone al quale scrocca vino e cibo finché non viene scoperto. Indossa un abito bianco e le maniche della camicia sono lunghissime. Ha un paio di scarpe con sopra delle palline colorate. Porta un cappello nero.

tratto da www.filastrocche.it

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